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Green Velo: il pił lungo percorso ciclabile della Polonia

Hanno voluto entrambe la bicicletta ed è ora di pedalare. Italia e Polonia, Polonia e Italia: accomunate dalla passione per le due ruote e dalle grandi epopee degli scalatori e dei faticatori della biciletta, le due nazioni sembrano oggi anche più vicine.

I polacchi da sempre ammirano, incollati alla tv, le prodezze del Giro d’Italia e tutti gli italiani ricordano, almeno per quel selfie, le gambe segnate, quasi incise, dallo sforzo del corridore polacco Bartosz Huzarski, qualche tour (de France) fa.

Sia come sia, non serve essere professionisti e per andare a zonzo sulle alpi come in Masuria, la bicicletta è il modo migliore. Sbarca così a Milano e all’Expo 2015, la Polonia, stando in sella alle novità della sua offerta turistica che da giugno si arricchirà di un attesissimo itinerario, il “Green velo”, per andare alla scoperta del “far East” polacco. Rigorosamente pedalando.

La bicicletta, insieme alle escursioni a piedi, è già da tempo uno dei modi migliori per scoprire la Polonia. Le piste ciclabili del Paese sono leggendarie: spesso accompagnano fuori dai centri abitati fino alle zone boschive senza soluzione di continuità. A rendere più facili gli spostamenti pensa anche il treno: tutti i convogli sono forniti di bagagliaio ad hoc per le bici. In questo senso la Polonia a due ruote, da sempre, fa scuola. Ora, con l’arrivo della “Green velo”, si cambia ancora. Si tratta del più lungo percorso ciclabile polacco: attraversa cinque regioni della zona orientale del Paese, fra foreste, fiumi, laghi e un habitat selvaggio, dove incontrare perfino gruppi bradi di bisonti.

Questo itinerario d’Oriente è lungo duemila chilometri ed è uno dei progetti turistici più moderni della Polonia. Inizia nell’estremo nord, nella città di Elbląg, nota già nel Medioevo per la sua architettura gotica. Passa attraverso la regione dei Grandi Laghi della Masuria e fa sosta nella città di Białystok, che regala, vicino al confine con la Bielorussia, un bel mix di cultura ebraica e ortodossa.

Di qui si punta al sud, superando Varsavia, verso le colline del Roztocze dove si trova Zamość. Scolpita in passato da architetti italiani, sarà un po’ come sentirsi a casa se è vero che è stata definita la “Padova del nord”. Qui il percorso compie una svolta netta verso occidente per arrivare all’antica Sandomierz, a nord est di Cracovia. Si approda così ai monti Świętokrzyskie, un po’ il gran premio della montagna di questo itinerario. I luoghi sono famosi per le tante storie sulle streghe e i loro sabba misteriosi. In totale lungo il tragitto ci sono ben 477 attrazioni turistiche per chi abbia anche voglia di scendere dalla bici qualche volta.

La strada è sempre asfaltata, spesso è di recentissima creazione, ed è adatta non solo alle più robuste mountain bike, ma anche agli amanti del palmer liscio e delle “aeree” bici da corsa. In Polonia c’è l’obbligo del casco e conviene stipulare un’assicurazione ad hoc anche se, per i piccoli grandi imprevisti, lungo il percorso, sono oltre duecento le stazioni di servizio attrezzate per le due ruote. E alla fine del giorno si può placare la sete in uno dei birrifici regionali, come a Leżajsk o Zwierzyniec. Ovviamente, solo per chi se lo sarà meritato. E allora tutti in sella. www.polonia.travel/it
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 Pubblicato da il 13/05/2015 - - ® Riproduzione vietata

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