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Tour nel Connemara, cosa vedere nella regione irlandese

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Qualunque tipo di turista voi siate e qualunque parte dell'Irlanda voi stiate visitando, dall'irrefrenabile ed instancabile Dublino alla spregiudicata Galway, una tappa imprescindibile del vostro itinerario dovrà necessariamente essere il Connemara, a nord-ovest dell’Irlanda, nella contea di Galway.

Una terra remota ed incontaminata, che Oscar Wilde definiva di una “bellezza selvaggia”, di un verde vivo ed aggraziato, regione di contadini e pastori dall'animo gaelico, fraterno ed accogliente, bucherellata di tanto in tanto da piccoli borghi dal sapore tipico, allietati dalla musica di un pub.

Il Connemara è una terra perfetta nei suoi colori pastello, nelle sue torbiere verdi color d'Irlanda, nelle sue colline che incespicano come vagabondi eremiti in una terra intima e selvaggia e nelle sue bianche spiagge solitarie. Così bella e perfetta anche nelle sue imperfezioni: nelle sue coste frastagliate che abbracciano tenere il mare e che paiono disegnate dalle mani incerte di un bambino, nelle sue rocce scolpite nel granito e nel marmo che affondano nell'acqua formando baie, promontori ed insenature ed infine nelle sue strade impervie.

Il Connemara offre un panorama a perdita d'occhio, con il contorno delle Twelve Bens all'orizzonte, montagne scoscese che si specchiano sull'acqua, ed un cielo di nuvole cariche di pioggia, quella pioggia di cui l'Irlanda si nutre per irrigare le sue terre.
Così stupefacente da ricordare un quadro, così penetrante da ricordare quell'Arcadia che i più grandi letterati della nostra storia idealizzarono, facendone il fulcro della vita pastorale e delle divinità bucoliche.

Il Connemara è un territorio difficile, attanagliato da una povertà che non conosce eguali in tutta l'Irlanda. E' una terra che nasce dalla natura e che una natura, intima ed incontaminata, regala ai viaggiatori che si avventurano per le sue strade scoscese, strade che non conoscono traffico ed inquinamento.

Raggiungere il Connemara è oggi facile anche per i viaggiatori meno equipaggiati ed avventurosi che si accontentano della comodità di un tour guidato, come quelli numerosissimi che partono giornalmente da Galway. Per i più impavidi la soluzione più seducente è senza dubbio noleggiare una macchina e lasciarsi guidare dall'istinto.

Dirigetevi verso la Galway Bay, la via costiera che parte dalla città di Galway e che percorre a sud tutta la costa fino ad incontrare il paesello di An Spidéal, la porta di accesso al Gaeltacht, l’area di lingua gaelica del Connemara. Poi seguendo una parte del cosiddetto "Connemara Loop", lungo la strada N59, si raggiunge il porto di Killary a nord, le irte sommità delle Twelve Bens, la ruvida bellezza della Inagh Valley e il più lungo dei tre fiordi d’Irlanda, il Killary Fiord, che è possibile navigare grazie ad una mini-crociera e alla cui base sorge il grazioso paesino di Leenane (Leenaun).

Proseguendo osserverete le acque argentee del lago Lough Corrib sulle cui rive si nascondono le rovine dell'antico monastero di Cong Abbey risalente al 1128. Simbolo di un'Irlanda vivacemente attiva durante tutto il medioevo, l' abbazia, con le sue colonne e le sue mura di pietra grigia scalfite dal tempo, è immersa in un paesaggio lacustre ma pittoresco, decorato da foglie, piante e viticci.

In qualunque modo voi stiate visitando il Connemara, scendete dai vostri mezzi e camminate; camminate assaporando a pieni polmoni l'aria frizzante di una terra che non conosce concorrenti, con le sue sommità incerte, con le sue spiagge bianchissime lambite da un mare turchese (prime fra tutte Dog’s Bay) , con le sue grotte marine e le sue isole, con le sue pecore black face e i famosi pony del Connemara, che vi osserveranno come stranieri nella loro terra, come aggressori del loro ambiente selvaggio che non ama l'uomo e che non lo riconosce come parte di esso.

Non siate frettolosi nel vostro osservare, nel vostro conoscere una terra così speciale. Il Connemara è una regione che va vissuta appieno, scandagliando ogni suo segreto, abbandonando quei ritmi frenetici di noi uomini di città. Fermatevi a conoscere almeno uno dei tanti minuscoli villaggi di pescatori, come Clifden e Roundstone, che impreziosiscono questa terra dove si vive in armonia con la natura e con le antiche usanze.

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E' questo il luogo dove si è meglio conservato l'uso della lingua gaelica, dove l'inglese non è riuscito a mettere radici, forse perché il senso di appartenenza alla nazione Irlanda qui è sempre stato ed è tutt'ora ancora più forte, o forse semplicemente per la sua posizione privilegiata, protetta da montagne e vallate, da laghi paludosi e baie sconfinate.
E' come se nel Connemara il tempo si fosse fermato, come se lo stratega di nome Inghilterra qui non fosse mai arrivato a destabilizzare il Paese, come se tutto fosse rimasto inerme nonostante gli sconvolgimenti di un attacco che ha inevitabilmente cambiato l'Irlanda.

E' come se una terra che ancora conserva così orgogliosa le radici della sua storia, possa lenire le pene e le ferite di un Paese intero.

I villaggi del Connemara, teneri, graziosi e vivaci, sembrano un po' costruiti tutti alla stessa maniera: riversati sulla baia quasi per caso, con un porticciolo di barche in legno e moli traballanti, investito da un forte profumo di mare e di pesca; dalla forma ovale, con poche strade ed un centro vivo che è la piazza del mercato.
Due aspetti immancabili ci ricordano che, nonostante tutto, siamo ancora in Irlanda: anche nel villaggio più dimenticato, nascosto tra le montagne e protetto da una fitta vegetazione che ne fa da decoro, non mancherà mai un pub, di quelli irlandesi dal sapore tipico, che profumano di birra e risuonano della melodia di una trascendente danza folk. Immancabili anche le chiesette, tante, perché l'Irlanda mantiene ancora vivo un forte attaccamento alla sua religione, una religione per cui ha combattuto e per cui ha orgogliosamente cresciuto martiri-eroi.
Il Connemara è un crogiolo di tradizioni, musica, balli e canti improvvisati, frutto di una ricca tradizione orale che qui ancora non si è persa.
Sembra che qui ci si diverta più che altrove, che i festival locali siano più pittoreschi e che la natura, che fa da sfondo a tutto questo, sia ancora più bella e colorata.

Le case del Connemara hanno tutte un sapore intimo e semplice, col tetto in paglia e le finestrelle color verde Irlanda e la facciata bianca, di un bianco tenue e neutro che vuole armonizzarsi col paesaggio e sentirsi parte di esso. Il più bell'esempio è il Padraig Pearse's Cottage, immerso in uno dei paesaggi più sorprendenti del Connemara, nei pressi del villaggio di Gortmore, dove il grande poeta e rivoluzionario di Dublino Patrick Pearse trovava ispirazione e ristoro e dove sognava, un giorno, di vedere la sua terra libera.
Oggi, nonostante la restaurazione, è ancora facile percepire il forte peso storico del luogo e tutta la grandiosità e l'orgoglio che si cela dietro il nome di una delle figure che hanno inevitabilmente segnato la storia del Paese e di cui ne viene raccontata la vita attraverso una collezione di oggetti personali.

Seguendo il percorso che da Galway giunge sino al cuore del Connemara nei pressi di Latterfrack, oltrepassando coste dalla bellezza idilliaca, valli verdi e laghi smeraldo, incontrerete l'incantevole maestosità della Kylemore Abbey. Adagiata su uno specchio d'acqua colore del cielo su cui si accasciano stanchi alberi ed arbusti dal verde intenso, l'Abbazia trova rifugio in questa natura lieta ed incantata e la cui visione, agli occhi di noi viaggiatori, è quella di un castello da fiaba. Un castello moderno e potente, la cui facciata imponente gioca sulle sfumature del grigio e che richiama, nelle sue torri squadrate e nella sua forma, gli antichi castelli medievali di cui l'Irlanda è fiera progenitrice.
Questa residenza vittoriana in stile neogotico fu costruita da un ricco magnate del tessile di Liverpool, Mitchell Henry nel 1864-1868 e che la donò alla moglie come romantico rifugio. Alla morte di quest'ultima, qualche anno dopo, Henry fece costruire in sua memoria la splendida chiesetta gotica che si annida timida tra le vie erbose del parco adiacente l'abbazia e che si affaccia solitaria sulle sponde del lago Kylemore .

Nel 1920 l’edificio venne acquistato dalle monache benedettine di Ypres, il cui monastero in Belgio era stato distrutto durante la prima guerra mondiale, e che ancora oggi con i loro canti e con la loro collezione di rose nel poco lontano giardino vittoriano, rendono questo posto incantato.

Visitando il Connemara vi sentirete come pellegrini alla ricerca di qualcosa che non ha un nome, alla ricerca di un nulla in una terra che va osservata, assaporata e soprattutto capita.
Il grande Tiziano Terzani diceva che “ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare”; e forse non c'è frase migliore che parli di lei.

 Pubblicato da il 19/11/2014 - 9.332 letture - ® Riproduzione vietata

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