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I castelli della Loira in bicicletta: itinerario lungo 800 km di ciclabile

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Una traversata turistica nel cuore di due regioni (Centre e Pays de la Loire), sei départements (Cher, Loiret, Loir-et-Cher, Indre-et-Loire, Maine-et-Loire, Loire-Atlantique) e altrettante agglomérations (Orléans, Blois, Tours, Saumur, Angers e Nantes). Creato nel 1995 con un investimento economico di 52 milioni di euro, questo itinerario interregionale di 800 chilometri è frequentato ogni anno da più di 850 mila cicloturisti provenienti da tutto il mondo.

Sezione ovest dell’Eurovélo 6, la grande ciclabile europea che collega la sponda atlantica al Mar Nero costeggiando i grandi fiumi d’Europa (Loira, Reno e Danubio) per quasi 3600 km totali, Loire à Vélo, questo il nome scelto per il progetto véloroute, altro non è che un emozionante tour a due ruote rigorosamente non motorizzate alla scoperta delle bellezze paesaggistiche e culturali di quel territorio francese che dal Novembre 2000 l’Unesco ha inserito a buona ragione nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Castelli e villaggi di pescatori ma anche giardini, abbazie e musei affiancati da specialità vitivinicole e gastronomiche, che si integrano alla perfezione in una natura dal grande fascino, accompagnano appassionati di ogni età lungo un percorso turistico dalle mille sfaccettature. Seguendo la ciclabile che da monte a valle attraversa le regioni francesi di Centro e Paesi della Loira si percorrono quegli 800 chilometri che collegano Cuffy, a nord di Nevers, a Saint-Brevin-les-Pins (di fronte a Saint-Nazaire) flirtando con il più lungo fiume di Francia in una valle delle meraviglie sulle cui rive si trova una miniera inestimabile di tesori. Scoprirne gli scorci più suggestivi, in un itinerario adatto a famiglie, coppie, amici e a chi in sella ad una due ruote preferisce andarci in solitaria, è una delle nuove forme di turismo eco responsabile da anni largamente diffusa fra gli appassionati di outdoor.

Partendo da Cuffy, la prima sosta consigliata sulla rotta verso l’Atlantico è a Sully-sur-Loire, porta d’ingresso dell’affascinante valle di Rois, la più a monte delle località che si incontrano in questa ciclabile: il suo castello, che fu dimora del primo duca di Sully, lo si può apprezzare non solo per una visita ai nuovi spazi espositivi voluti nel 2007 dal Conseil Général du Loiret, fra cui gli appartamenti di Psyché e l’ufficio di Régisseur, ma anche per il grandioso parco rimaneggiato nel più puro spirito del secolo dei Lumières.

Vélo parcheggiata, ci si può poi soffermare per una piacevole passeggiata al castello di Chambord per scoprirne le grandiose sale e le incredibili scalinate dalle quali accedere alle terrazze del palazzo. Da lì lo sguardo non può che perdersi nella vastità dell’immenso giardino che lo circonda per 5400 ettari, rigoglioso in quella natura incontaminata che in questo luogo sacro dell’arte francese ha creato un vero paradiso per cervi, cinghiali e animali selvatici d’altre specie.

Proseguendo la pedalata si può raggiungere Blois, una delle residenze favorite dei re di Francia dove il castello, decorato con elementi gotici che ben si abbinano a quelli in stile 18° secolo, racchiude alla perfezione la storia dell’architettura francese.

O ancora ammirare il Domaine de Chaumont-sur-Loire, con il suo chateau di impronta medievale e le vecchie stalle che in eccellente stato di conservazione ospitano esposizioni d’arte contemporanea. Ambizioso progetto realizzato per trasformare questo luogo in un prestigioso centro culturale, Chaumont è altresì famosa in tutto il mondo per il parco dove ogni anno, da aprile a ottobre, si svolge il festival internazionale dei giardini, evento unico nel suo genere, che vede artisti e paesaggisti affrontarsi in splendide creazioni floreali.

E che dire del castello d’Azay-le-Rideau sorto agli inizi dell’11° secolo su di un’isola al centro del fiume Indre, gravemente danneggiato da un incendio durante la guerra dei Cento Anni e fatto riedificare sotto il regno di Francesco 1° da un tale di nome Gilles Berthelot che sognava di conciliare innovazioni di impronta italica con tradizione francese del costruire? Questo gioiello architettonico, fra i più celebri ad adornare il territorio ligérien, offre nelle sere d’estate un incantevole spettacolo di suoni e luci in grado di rievocare lo splendore del passato regale che per secoli lo ha contraddistinto. E se il tempo a disposizione lo permette, con una deviazione di poco più di 3 km a monte dell’Indre, vi consigliamo quattro passi sino alla valle troglodita di Goupillières, riscoperta negli anni’60, per un tuffo nel passato fra usi e costumi di quando taluni abitanti vivevano in profonde grotte scavate nella roccia.

Arroccato su una collina che domina la Loira, ecco l’altrettanto fascinoso castello di Saumur, che prima di aprire i battenti ai visitatori fu fortezza, residenza dei governatori della città, carcere e caserma, dove al suo interno sono ospitati due musei: uno dedicato al cavallo (non lontano da qui si erge anche la famosa scuola nazionale di equitazione Black Frame) e quello di arti decorative, tributo ai potenti duchi d’Angiò che lo fecero costruire e decorare nel XIV° secolo relegandolo a certo splendore.

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Altra sosta imperdibile di questo tour in bicicletta alla scoperta dei castelli della Loira è Angers, con le imponenti mura che si susseguono per chilometri e chilometri intervallate da ben 17 torri che fanno di questo blocco difensivo in tufo, voluto da St. Louis nel 1230, una delle fortezze più suggestive dell’intero territorio francese. E se ad attrarre qui visitatori in vélo da tutto il mondo non ne bastasse la sacra maestosità architettonica, ai turisti meno esperti ricordiamo che Angers è conosciuta non solo per i suoi raffinati giardini pensili ma anche per quell’arazzo dell’Apocalisse commissionato nel 1375 da Luigi 1° duca d’Angiò che con i suoi 107 metri di lunghezza e 4,5 metri di altezza è il più grande filato medievale tessuto al mondo.

Percorrere gli 800 km di véloroute che attraversano la Francia da Cuffy a Saint-Brevin-les-Pins significa immergersi nello splendore di paesaggi naturali che seguono pigramente il corso della Loira: l’itinerario ciclabile, segnalato e percorribile in entrambi i sensi, concede ampia libertà di scelta ai cicloturisti che possono godere di scorci mozzafiato su isole boscose e banchi di sabbia con colori sgargianti a costellare le praterie della riva destra del fiume e più tenui tonalità pastello ad ammorbidire i dolci declivi ondulati di quella sinistra.

Ecco allora che fra un chateau e l’altro si può scegliere di avventurarsi nel parco naturale Loire-Anjou-Touraine che si estende per oltre 2700 km quadrati fra Tours a Angers, seguendo questo tratto della Loira per 150 km in bicicletta o caricando il proprio vélo su di una chiatta o altra imbarcazione a fondo piatto lasciandosi cullare dalle acque dell’ultimo fiume sauvage d’Europa. Qualche curiosità? Lungo la Loire à Vélo si attraversa l’isola di Chalonnes, la più grande abitata in questo angolo di Francia, e quella di Béhuard, unica ile de la Loire ad essere anche un Comune. Ma non solo. Grazie al percorso fluviale si può andare alla conquista di una sessantina di isole e isolotti che con la loro terra emersa punteggiano il corso del fiume: sommerse o abitate, con i loro nomi dal sapore chiaramente evocativo (Ile de la Liberté, Belle-Ile, Iles aux Moutons, Ile Batailleuse….) richiamano lo splendore di una natura ancora selvaggia e incontaminata.

E per godere di una vista panoramica d’eccezione sulla Loira e la sua rigogliosa valle nulla di meglio che arrampicarsi – in bicicletta ovviamente - sui tanti promontori naturali che caratterizzano questo lembo di terra francese fra cui Blois, Chaumont-sur-Loire, Amboise, Oudon e Candes-Saint-Martin da dove scoprire interessanti vedute naturali sui tanti vigneti che contribuiscono a rendere ancor più prestigioso questo territorio d’oltralpe.

Perché se da queste parti chateaux e natura da sempre hanno stretto un legame di carattere storico-culturale-paesaggistico a dir poco indissolubile, quello instaurato con le prelibatezze enograstronomiche non si può certo dire sia da meno.

Vini, carni e formaggi con le loro carte d’identità assolutamente d’origine controllata e protetta, da cui scegliere non senza qualche difficoltà fra centinaia di specialità, sanno accontentare anche i palati più raffinati in quello che oltre ad un tour a due ruote è un piacevole itinerario fra “crottin de Chavignol” (celebri caprini a pasta molle) e un buon bicchiere di bianco Sancerre.

Maggiori informazioni al sito: www.loireavelo.fr - www.rendezvousenfrance.com
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