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Il Festival Internazionale dei Giardini a Chaumont sur Loire

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Una passeggiata attraverso sensazioni filtrate dall’estro e dalla creatività di paesaggisti provenienti da tutto il mondo. Dal 24 aprile e fino al 20 ottobre il Festival Internazionale dei Giardini (Festival International des Jardins) è pronto ad avvolgere nella sua magia i visitatori giunti al Domaine di Chaumont-sur-Loire, angolo di poesia a meno di 200 km a sud di Parigi fra le città di Tours e Blois. Un’oasi naturale, a 40 metri al di sopra della Loira selvatica, di 32 ettari, dieci dei quali disegnati dal paesaggista Louis Benech.

La tenuta con il suo castello è un palcoscenico votato alla valorizzazione dell’arte. Le opere realizzate da artisti diversi noti a livello internazionale come il britannico David Nash, gli austriaci Armin Shubert e Klaus Pinter sono state create per dialogare con gli alberi, le pietre e l’immaginario dei visitatori. Eva Jospin espone strane e teatrali foreste realizzate in cartone, allestite nel castello, l’architetto e designer italiano, Andrea Branzi, ha progettato un misterioso recinto sacro per i Prati di Goualoup, ritiro inaccessibile intrecciato di vetro e rami. Ancora: l’artista giapponese Fujiko Nakaya ha scolpito nebbie e vento nei pressi di un boschetto di delicate betulle, Michel Gérard richiama l’ attenzione sull’acqua e la mancanza di questa preziosa risorsa, tramite strutture metalliche ispirate ai serbatoi.

Altro spazio è offerto a fotografi, pittori, artisti, con l’esposizione delle loro opere come le immagini di giardini giapponesi realizzate da Claude Lefèvre, gli affascinanti paesaggi della Loira sublimati da Nicolas Lenartowski, gli incredibili fiori dipinti da Jacques du Sordet, i giochi di luce organizzati dall’artista americano, Jeffrey Blondes. Completano il quadro le 72 vetrate di Sarkis in mostra fino alla fine del 2013.

Uno degli appuntamenti irrinunciabili del Domain di Chaumont sur Loire, come dicevamo, è l’annuale Festival Internazionale dei Giardini giunto alla 22a edizione. Geniali creatori, provenienti da tutto il mondo hanno interpretato e curato una porzione di giardino dando vita ad una ventina di sguardi esclusivi dedicati al tema scelto a guida della manifestazione, “le sensazioni”, sulla base di progetti selezionati da una apposita giuria. Non solo. Alle personalità invitate è stata rilasciata la “carta verde” che altro non è se non la licenza di proporre con piena libertà la resa creativa ispirata dall’ambiente.

Accanto alle sensazioni espresse dagli angoli verdi realizzati per la nuova edizione restano immutate quelle dei giardini permanenti. “Le jardin des nuées qui s’attardent” è realizzato dal paesaggista cinese Wang Shu nel cuore dei Prati del Goualoup, completamente riallestiti, Materiali semplici: il legno di pino, la vite, l’acqua di una piccola vasca per creare un intreccio di pezzi di legno che intrappola lo specchio d’acqua e con esso le nubi che vi si riflettono per offrire una parentesi di calma e tranquillità. “Il giardino dei bambini” è interamente dedicato a loro. Si entra percorrendo delle passerelle coperte, a simboleggiare il passaggio verso un altro universo.
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Le aiuole sono a forma di barca o di foglia, mentre la grande capanna, irta di canne di castagno offre spazio alla lettura così come i “nidi”, piccoli bozzoli intrecciati, lo concedono al riposo, all’ ascolto e all’ osservazione. Le verdure occupano, ancora quest’anno, un posto d’onore nel giardino sperimentale del Domaine de Chaumont sur Loire. Nell’orto della tenuta spazio si intrecciano antiche varietà locali e altre, più recenti. I visitatori possono così verificare che un orto non si limita a essere un triste allineamento di piante alimentari, ma un luogo di scambio, scoperta ed anche creazione. Fra i giardini permanenti è compreso anche l’”Ermitage sur Loire” di Che Bing Chiu, architetto, docente dei Master alla Scuola Nazionale Superiore di Architettura di Parigi La-Villette. La novità del 2013 ha anch’essa sapore orientale. Si tratta dell’“L’Archipel” di Shodo Suzuki, uno dei più celebri paesaggisti giapponesi le cui realizzazioni, pur moderne restano ancorate alla filosofia tradizionale del suo paese. Il giardino, ideato nel 1993 e ricreato al Domaine è l’unica realizzazione proveniente dal Giappone.

Il Festival Internazionale dei Giardini non si esaurisce soltanto attraverso le suggestione e le sensazioni offerte dai giardino ma si completa con appuntamenti di vario genere. Le «Conversazioni sotto l’albero» propongono una serie di incontri filosofici, ecologici e artistici dedicati al tema della nuova edizione. I «Giardini di Luce», programmati più volte a settimana, trasformano il Festival durante le sere d’estate grazie alla luce di diodi elettroluminescenti che, con i loro colori, le luci ed i riflessi rivelano aspetti inediti e atmosfere insolite e misteriose, dalle 22 (al calar della notte) a mezzanotte. L’ultimo accesso è permesso un’ora prima della chiusura. Anche il fine settimana di Ognissanti è periodo di iniziative con “Gli splendori d’autunno”, iniziativa che per tre giorni mostrerà al pubblico la capacità poliedrica delle zucche e delle altre collezioni di verdura rare, accompagnate da scambi di sementi, talee e segreti.

Il biglietto per visitare il Castello, il Parco e le Scuderie costa 11 Euro agli adulti, somma che aumenta a 16 se si vuole includere la visita al Festival Internazionale dei Giardini. Il costo è inferiore per i ragazzi dai 12 ai 18 anni (6 o 11 euro) e per i bambini dai 6 agli 11 anni (4 o 5,50 euro). L’entrata è gratuita fino a sei anni. Per accedere alle manifestazioni “Giardini di luce” e “Gli splendori d’autunno”, il biglietto è ridotto se si è in possesso di quello che consente la visita a castello, parco e scuderie. Sito ufficiale

Articolo di: Monia Savioli.

 Pubblicato da il 22/04/2013 - 2.864 letture - ® Riproduzione vietata

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