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Parc de la Villette, visitare i giardini culturali di Parigi

Al confine tra la città di Parigi e il dipartimento di Seine-St-Denis, nell’area occupata fino al 1974 dai mattatoi cittadini, sorge oggi il parco più grande della capitale francese: il Parc de la Villette. Non è stato facile anche solo pensare di convertire i 55 ettari della vecchia “città del sangue” in quello che con gli anni è diventato un polmone verde amato tanto dai cittadini quanto dai visitatori, che hanno modo di apprezzarne anche i requisiti culturali e ludici. A dare vita al sogno è stato l’architetto svizzero Bernard Tschumi, che si impose su concorrenti agguerriti come Rem Koolhaas, che, con la progettazione del Parc de la Villette, non ha voluto realizzare un semplice parco pubblico, ma bensì creare un centro di intrattenimento culturale, un luogo di scambio tra natura e spazi costruiti, lavoro e tempo libero, divertimento e cultura.

Il primo ad occuparsi dell’area della Villette fu Napoleone all’inizio del XIX secolo. A questo periodo risale la realizzazione del primo bacino idrico e la costruzione del canal de l’Ourcq, seguito pochi anni più tardi dal canal St Martin e dal canal St Denis. Così facendo la Villette si ritrovò ad essere il fulcro del traffico fluviale cittadino, attirando commercianti di ogni genere e provenienza. Nel 1865, in seguito all’approvazione del piano urbanistico del Barone Haussmann, la zona fu adibita ad accogliere tutti i macelli della città, funzione che mantenne fino alla diffusione dei moderni frigoriferi, quando divenne più comodo abbattere gli animali nei pressi degli allevamenti piuttosto che spedirli vivi a Parigi.

Nel marzo del 1974, con la chiusura del vecchio macello, l’amministrazione parigina si trovò dinanzi a una domanda alla quale fu tutt’altro che facile rispondere: che farne della Villette? I primi discorsi riguardarono la possibile progettazione di un grande museo delle scienze e di un auditorium, a cui si affiancò in un secondo tempo un museo della musica. Per questo nel bando di concorso era esplicitata la richiesta di “far incontrare scienza e cultura, creando una città giardino, un giardino nella città”. A vincere, nel 1983, fu appunto Bernard Tschumi, premiato per il modo con cui mise in relazione nello stesso organismo Parigi e la sua periferia, città e natura, scienza e arte.

Il tracciato futuristico assunto dall’architettura del parco è facilmente spiegabile con l’amore dei francesi nei confronti delle forme geometriche. Da questa condizione sono scaturite la forma sferica della Géode (www.lageode.fr), al cui interno si trova una sala cinematografica avveniristica, quella cubica dei padiglioni di color rosso acceso detti “Folies” ed il lungo nastro d’acciaio ondulato che si snoda per centinaia di metri in tutto il parco. Tuttavia, l’elemento distintivo del progetto è uno e uno solo: l’acqua. Quest’ultima fa la sua comparsa in corrispondenza dell’intersezione tra i canali Ourcq, che taglia il parco da est a ovest, e St Denis, che ne individua il confine occidentale. In base al loro orientamento è stata tracciata la scacchiera ai margini della quale si trovano le Folies.

Tra gli aspetti più interessanti del Parc de la Villette spicca il ricco calendario di eventi e manifestazioni. Tra queste figurano concerti di ogni genere, mostre d’arte, proiezioni cinematografiche, esibizioni di danza e spettacoli per bambini. La cornice degli appuntamenti principali è la spettacolare Grande Halle, ma alcuni di essi si tengono anche presso la Zénith, il Cabaret Sauvage, la Cité de la Musique o il Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse, senza contare che nei prossimi mesi dovrebbe essere portato a termine il cantiere della nuova Filarmonica di Parigi firmata Jean Nouvel. A connettere le diverse zone del parco sono numerosi giardini tematici, molti dei quali ospitano parchi gioco presi d’assalto dai bambini nelle giornate di sole. Uno dei più suggestivi è il Jardin du Dragon, tra la Géode e il vicino ponte, all’interno del quale si trova uno scivolo gigantesco a forma di drago, ma anche il Jardin des Dunes e il Jardin des Miroirs non sono da meno.

Tuttavia, la principale attrattiva rivolta ai giovani e non solo è la Cité des Sciences et de l’Industrie (www.cite-sciences.fr), un vasto centro culturale quasi interamente dedicato alla scienza. Al piano terra ha sede la Cité des Enfants (ingresso 6 €), all’interno della quale vengono riassunti e spiegati in chiave giocosa i maggiori principi scientifici, al primo e secondo piano si trovano invece un planetario (ingresso 3 €) ed un piccolo acquario (ingresso libero). Da non perdere l’Explora [ingresso 8 € (intero), 6 € (ridotto)], il fulcro delle esposizioni della cittadella, che affronta un ventaglio piuttosto ampio di temi, dall’esplorazione spaziale alla genetica. Infine non resta che godersi un film presso la già citata Géode, che proietta filmati in 3D e Imax ad alta definizione su uno schermo a 180°, o al Cinaxe, dove i 60 posti a sedere sono disposti su un congegno idraulico che si muove a seconda delle azioni che si verificano sullo schermo.

Il Parc de la Villette è aperto tutti i giorni 24 ore su 24. Pur trovandosi ai margini della città, il complesso si raggiunge comodamente in metropolitana scendendo alla fermate Porte de la Villette o Porte de Pantin. Per maggiori informazioni potete cliccare www.villette.com o chiamare il numero 01 40 03 75 75.

 Pubblicato da il 24/10/2014 - 4.492 letture - ® Riproduzione vietata

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