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Cosa vedere e cosa visitare Victoria & Albert Museum

Visita al Victoria & Albert Museum, il museo di arte e design a Londra

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Inaugurato nel 1852 con il nome di Museum of Manufactures, il Victoria & Albert Museum è attualmente uno dei musei più importanti del mondo per quanto riguarda le arti decorative e il design. Ceramica, vetro, oggetti in metallo, mobili, gioielli, tappeti, sculture, pitture e fotografie: nessun campo delle belle arti e delle arti applicate sfugge al museo, la cui collezione comprende più di 4 milioni e mezzo di reperti che abbracciano 3.000 anni di storia. Il museo fa parte del lascito alla nazione da parte del principe Alberto, avvenuto in seguito all’enorme successo dell’Esposizione Universale del 1851; i suoi obiettivi originari erano di migliorare il gusto del pubblico in fatto di design e applicare le arti decorative ad oggetti utili.

L’edificio è un vero e proprio labirinto, con oltre 10 km di gallerie sparse su 6 piani. Di conseguenza occorre pianificare in anticipo quali collezioni privilegiare e quali invece trascurare, magari nell’ottica di una seconda visita. Entrando dall’ingresso principale su Cromwell Rd ci si troverà immediatamente davanti l’incredibile lampadario di Dale Chihuly, un’opera davvero sensazionale in vetro soffiato giallo e blu al di sotto della quale è posizionato un banco informazioni dove procurarsi una cartina dell’edificio. Da qui comincia la visita vera e propria attraverso le 145 gallerie del Victoria & Albert Museum.

Il pianterreno, o livello 1, ospita le collezioni relative all’arte e al design di India, Cina, Giappone e Sud-est asiatico, senza dimenticare la vasta sezione dedicata all’Europa. In particolare, dell’esposizione dedicata all’arte asiatica segnaliamo: le sale 41 e 47a-b-c, contenenti un ampio ventaglio di documenti e testimonianze risalenti all’India imperiale; le sale 44 e 47e, dove trovano posto antichissimi oggetti di manifattura cinese come ad esempio una testa di cavallo in giada, una preziosa statua in legno laccato della dea Guanyin del XII secolo, un avatar del bodhisattva della compassione Avalokiteshvara e il trono dell’imperatore Qialong (1739-1796); la sala 45, all’interno della quale netsuke, paraventi, kimono, armature, ceramiche e sciabole da cerimonia descrivono la vitalità dell’artigianato giapponese; e la sala 42, quella della Jameel Gallery, che riunisce oltre 400 oggetti risalenti al periodo compreso tra VIII e XX secolo di matrice rigorosamente islamica.

Terminata la panoramica sull’arte asiatica, ci si può spostare alla sezione europea ed in particolare alla sala 48a, quella dei cosiddetti cartoni di Raffaello. Questi 7 cartoni di grandi dimensioni, dei 10 esistenti che illustravano la vita di san Pietro e san Paolo, servirono per confezionare una serie di arazzi di Bruxelles commissionati da papa Leone X nel 1515 per la Cappella Sistina. Una precisazione importante: poiché la tessitura degli arazzi avviene a rovescio, i cartoni riportano il disegno speculare dell’opera definitiva perciò vanno letti da destra a sinistra. Sempre al livello 1 si possono vedere le sale 26 e 27, dedicate al Rinascimento nei paesi nordici, la sala 46, che racconta diversi aspetti del Medioevo europeo dal VI al XV secolo e le sale 46a e 46b, la cosiddette Cast Courts (Sale dei calchi), dove sono esposte copie in gesso e calchi di alcuni tra i maggiori capolavori della scultura europea. Tra questi figura anche il David di Michelangelo, entrato a far parte della collezione nel 1858.

A testimonianza della vastità di tale collezione, la sezione europea sconfina ai livelli 2 e 4. Al livello 2 sono posizionate le British Galleries relative al periodo 1500-1760, di cui fanno parte alcuni preziosi capolavori. Le sale più interessanti sono: la 52, quella del salone della Musica di Norfolk House (1756), residenza londinese dei duchi di Norfolk, che manifesta tutta l’esuberanza dello stile rococò coi motivi decorativi dipinti in oro fine per stupire gli invitati; la 54a, all’interno della quale è in mostra il letto commissionato nel 1700 da George Melville per la camera di rappresentanza di un suo possedimento scozzese; la 56, che ospita diversi manufatti tra cui la ricca giacca di seta, lino e fili d’argento confezionata nel 1610 per Margaret Laton ed un ritratto di Gheeraerts il Giovane del 1620; la 57, dove ammirare il Great Bed of Ware, una delle curiosità più divertenti del museo; e la 58, celebre per la presenza del ritratto in miniatura del Grande Cancelliere Thomas More e della sua famiglia dipinto a cavallo tra 1593 e 1594 da Rowland Lockey.
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Dopo aver superato il livello 3, incentrato sulle tendenze del design successive all’avvento della produzione di massa e dei nuovi materiali, si sale al livello 4, monopolizzato dalle British Galleries del periodo 1760-1900. Sebbene le arti applicate britanniche conobbero un primo sviluppo nel XVIII secolo, fu nel XIX secolo che si rinnovarono grazie all’opera di William Morris (1834-1896), capostipite del movimento Arts & Crafts. La sua ditta divenne ben presto famosa per la produzione di mobili, carte da parati, vetrate e oggetti decorativi che danno la priorità all’estetica e alla qualità, in relazione alla standardizzazione della produzione in serie nata con la Rivoluzione industriale. Da non perdere la sala 118, all’interno della quale sono presentati i mobili di grandi ebanisti del XVIII secolo tra cui Thomas Chippendale (1718-1779), la sala 122, che espone lo studio di legno dipinto immaginato da William Burges nel 1860 e la sala 125, dove un campione di carta da parati ad arabeschi di William Morris affianca creazioni dei compagni Charles Rennie Mackintosh e Christopher Dresser.

Per dichiarare conclusa la vista al Victoria & Albert Museum occorre passare in rassegna la sezione intitolata “materiali e tecniche”, che si sviluppa su quattro piani affrontando tematiche diverse. Le sale 21-24 (livello 1) sono quelle delle sculture di Auguste Rodin (1840-1917), ma anche delle opere di Antonio Canova e Gian Lorenzo Bernini, mentre la 38a (livello 1) ospita una miriade di fotografie. Sempre al livello 1 è da vedere la sala 40, dedicata all’abbigliamento. Salendo al livello 3 si può accedere alle sale 81, 82, 87 e 88a, dove ammirare un’esaustiva panoramica pittorica sulle opere di maestri del calibro di John Constable (1776-1837), Joseph Mallord William Turner (1775-1851), Thomas Gainsborough (1727-1788), ma anche di Botticelli, Tintoretto e diversi pittori francesi del XX secolo. Allo stesso piano si trovano le sale 65-70a, riservate agli amanti dell’argenteria, la sala 94, che ospita una galleria di arazzi, la sala 111, incentrata sulla scultura, e le sale 113 e 114e, all’interno delle quali è situata un’immensa collezione di oggetti in ferro battuto. A coronare la sezione sono le sale 129-131 del livello 4 dove è in mostra un’impressionante rassegna di manufatti in vetro.

Victoria & Albert Museum è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.45, il venerdì dalle 10.00 alle 22.00. L’ingresso al museo è gratuito. La fermata della metropolitana più vicina è South Kensington. Maggiori informazioni su www.vam.ac.uk o chiamando 7942 2000


 Pubblicato da il 24/08/2014 - 9.511 letture - ® Riproduzione vietata

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