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L'Area archeologica di Nora e la sua storia

Fondata dai Fenici alla fine dell'VIII secolo avanti Cristo, le rovine della storica cittą di Nora s'affacciano sul Golfo di Cagliari ed offrono ineguagliabili tesori archeologici con una storia che ci parla delle antiche dominazioni puniche e romane.

L'area archeologica di Nora, nel Comune di Pula (provincia di Cagliari), è uno di quei posti che, quando lo visiti, ti cambia la vacanza. O, quantomeno, è un luogo che non lascia indifferenti i viaggiatori più attenti.

La Sardegna racchiude un patrimonio storico e archeologico tale che anche nel contesto di un paese come l’Italia, straripante di testimonianze del passato, non può lasciare indifferenti. Quello che forse può sorprendere è quanto, tutto sommato, gli scavi e i relativi ritrovamenti passino ancora troppo in secondo piano rispetto alla fama – meritata, non c’è dubbio – di meta prettamente balneare ed estiva di cui gode l’isola. Eppure, tralasciando per un attimo le spiagge, ci si rende facilmente conto che di luoghi affascinanti e straordinariamente conservati come Nora, antichissima città fondata dai Fenici attorno all’VIII secolo a.C., non se ne trovino poi molti in giro per il mondo. A dire il vero, proprio in questa regione, solo 140 km più a nord, c’è anche Tharros, ma questo non fa altro che confermare ciò che stiamo dicendo: la Sardegna è una terra da scoprire in tutte le stagioni, anche al di fuori della classica vacanza di mare.

Storia

All’estremità sud-occidentale del Golfo di Cagliari, sul promontorio che oggi è conosciuto come Capo di Pula, abbracciato dal Mar Tirreno, fin dall’antichità vivevano genti nuragiche. In questa piccola penisola – circa 20 ettari la sua estensione – nel cuore del Mediterraneo, verso la fine dell’VIII secolo a.C. i Fenici fondarono Nora (allora probabilmente chiamata Nur da “luce”, in arabo). Il nome stesso suggerisce qualcosa sulla sua collocazione geografica: su questa sottile striscia di terra che si protende nel mare il sole splende tutto il giorno e si può osservare dal momento in cui si leva dall’orizzonte all’alba fino a quando si tuffa in acqua al tramonto, lungo tutto il suo percorso nel cielo. Non ci sono montagne, scogli o altri ostacoli naturali nel mezzo: la luce qui non manca mai ed è forse questa la ragione di un toponimo che ancora oggi definisce con una sintesi perfetta Nora.

Il sole non fu però certamente l’unico motivo per cui i Fenici si stabilirono qui: la posizione strategica a livello commerciale – un luogo cruciale sulle rotte di comunicazione tra oriente e occidente nel Mediterraneo – e portuale – la forma della costa offriva un riparo sicuro in qualsiasi condizione di vento, ma anche per la possibilità di controllare visivamente un’ampia porzione di terra e mare – contribuì in maniera decisiva a fare di Nora una delle più importanti città non solo della Sardegna, ma di tutto il Mare Nostrum.

Il suo sviluppo continuò in seguito durante la fase punica (dal V al II secolo a.C.), prima di entrare sotto l’influenza di Roma a partire dal II secolo a.C. (i Romani avevano conquistato la regione nel 238 a.C.). Anche in questo periodo continuò la fase di fioritura della città divenendo municipium, nel I secolo a.C., per poi giungere all’apogeo tra il II e il III secolo d.C. in età severiana, quando assunse il definitivo assetto urbanistico.
In seguito, Nora fu abbandonata definitivamente nell’Alto Medioevo: il declino iniziò in età bizantina, dalla metà del VI secolo, e proseguì in maniera progressiva con il tessuto urbano che si disgregò un po’ alla volta riducendosi a piccoli nuclei abitativi staccati tra loro, dove si svolgevano comunque attività produttive. Infine, le ultime tracce di insediamento a Nora sono riconducibili all’inizio dell’VIII secolo, quando le incursioni dei pirati saraceni costrinsero i pochi abitanti rimasti a spostarsi nell’entroterra.

Cosa vedere a Nora

Il sito di Nora visitabile oggi è il risultato delle campagne di scavi iniziate a partire dal 1952, anche se i resti dell’antica città non erano mai stati del tutto sepolti dal tempo, e già tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo erano stati effettuati alcuni interventi archeologici.
Negli anni Cinquanta vennero riportati alla luce molti monumenti della città romana e, dopo una lunga interruzione, gli scavi ripresero nel 1977 nel complesso delle Terme a mare. Nel 1990 iniziò un nuovo ciclo di scavi – la cui missione è ancora in corso – per approfondire gli studi e la conoscenza di Nora.

Attualmente si può visitare l’area archeologica in maniera autonoma servendosi dell’apposita app gratuita (Norapp), che offre una spiegazione e interpretazione degli edifici e delle strutture urbane che si incontrano lungo il percorso, ma è certamente più completa e coinvolgente una visita guidata a cura del personale del sito, in grado di fornire spiegazioni dettagliate.

Gli storici raccontano ad esempio come l’impianto originario della città fenicia fosse collocato nella zona dell'attuale Foro romano e come, all’epoca, esistesse anche un luogo di culto su un piccolo rilievo a sud-est.
In seguito, la città punica – ormai cresciuta in dimensioni e in ricchezza – divenne come una delle più importanti del Mediterraneo. Gli scavi della necropoli hanno infatti restituito tombe a camera (ora non più visibili a causa dell'erosione del mare) nelle quali sono stati rinvenuti corredi di ceramica prodotta qui o importata dalla Grecia, oltre a oggetti personali in oro. Va detto che l’esatta localizzazione della città punica non è nota, poiché la successiva città romana demolì buona parte degli edifici precedenti sovrapponendosi a essa. Tuttavia, tracce puniche sono state ritrovate proprio al di sotto del Foro romano, lungo la costa sud-orientale e anche sulle pendici occidentali del colle di Tanit, dove si trovava uno spazio destinato alle attività produttive.

L’epoca romana portò nuove fasi di sviluppo alla città: nel II e I secolo a.C. nacquero le grandi domus e si costruì una zona di culto nella parte meridionale del promontorio, nel luogo in cui forse esisteva già un luogo sacro punico.
Dopo il 50 a.C. iniziò la trasformazione del Foro con la demolizione delle vecchie strutture, che vennero ricoperte con il lastricato. Il nuovo complesso era composto da diversi edifici che circondavano una grande piazza, dove i lati orientali e occidentali erano delimitati da porticati lungo i quali si trovavano delle statue, di cui rimane solo una base con iscrizione dedicata a Favonia, illustre cittadina romana.
Dietro ai portici, invece, sorgevano edifici pubblici come la curia – sede del senato cittadino – e la basilica civile, dove si amministrava la giustizia, mentre sul lato corto sono state rinvenute le vestigia di un tempio.

È indicativamente da questo momento in poi che vennero costruiti edifici simbolo della città, come il tempio e il teatro, la cui visione è ancora adesso suggestiva: si tratta dell’unico teatro romano conosciuto in Sardegna, collocato nel centro monumentale dell’abitato e datato 40 d.C.
Oggi si conservano alcune delle parti più importanti, come i gradoni che ospitavano il pubblico (si stima che potesse contenere circa 1100-1200 persone a sedere), i due ingressi laterali, il pavimento dell’orchestra in lastre di porfido rosso con bordo in mosaico, le strutture basali con tracce degli incassi per le travi in legno su cui poggiava il palco e le scalette per raggiungere gli spalti.

Una nuova modifica sostanziale della città avvenne nel II secolo d.C., quando si realizzarono molte della strade ancora visibili. È con questo impulso che Nora conobbe tra il II e il III secolo d.C. il momento di massimo splendore – si stima che la città avesse raggiunto i 6000 abitanti – con nuove opere realizzate nel settore occidentale (tra cui le Terme a mare) e il quartiere commerciale, con edifici a due piani che prevedevano botteghe al piano terra e abitazioni a quello superiore.
Si inaugurava così la fase monumentale delle terme centrali, famose per i loro mosaici (II-IV secolo, tuttora visibili) e dell’iconica casa dell’atrio tetrastilo con i suoi suggestivi mosaici del III-IV secolo d.C. È, questo, un prestigioso esempio di edilizia abitativa privata, di cui si sono conservati anche altre case nelle quali sono ancora visibili le relative cisterne dell’acqua.

Il Tempio Romano, costruito attorno al 230 d.C., è uno degli edifici sacri meglio conservati della città. È ancora visibile la soglia di accesso al tempio, da dove si entrava in una corte a cielo aperto decorata con mosaici a labirinto. Dopo una breve gradinata si aprivano in successione il pronao, una cella a pianta quadrangolare con pavimento a mosaico e un vano sul fondo, dove era custodito il simulacro della divinità. Sebbene non sia noto a chi fosse dedicato il tempio, si ritiene che fosse connesso con il culto dell’Imperatore.

Nella metà del V secolo, con l’arrivo dei Vandali, una nuova spinta edilizia investì Nora: si riutilizzarono materiali di recupero da strutture demolite o abbandonate, prima che l’inesorabile declino, arrivato in età bizantina, si concludesse con l’abbandono definitivo dell’abitato attorno all’VIII secolo d.C.

Nora è riuscita però a sopravvivere in gran parte all’incedere del tempo e della Storia, conservando una quantità straordinaria di strutture e reperti che ci parlano di come si svolgesse la vita quotidiana migliaia di anni fa e quali abilità tecniche e artistiche possedessero i nostri antenati. Tra i molti, ricordiamo ad esempio che da Nora proviene anche la più vecchia testimonianza scritta ad oggi mai rinvenuta nel Mediterraneo occidentale, ovvero la famosa Stele di Nora (fine IX-inizi VIII sec. a.C.), un blocco di pietra arenaria nella quale appare l’attestazione più antica del nome “Sardegna”, qui riportato con l’alfabeto fenicio. La stele fu rinvenuta nel 1773 da Giacinto Hintz ed è esposta al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, mentre altri importanti reperti sono visibili al Museo Giovanni Patroni di Pula.

La Torre del Coltellazzo o di Sant’Efisio

Su una collinetta all’estremità meridionale del Capo di Pula, sui resti dell’antica acropoli, fu eretta dagli Spagnoli alla fine del XVI secolo una torre in blocchi di arenaria alta 16 metri (con un diametro 14 metri) con funzioni di difesa della costa, per fronteggiare le incursioni dei pirati provenienti dalle coste settentrionali dell’Africa. Nei primi anni del ‘700 qui era insediata una guarnigione militare, e tra il 1722 e il 1728 la torre fu trasformata in fortezza: è proprio a questo periodo che risale la costruzione di torrette e cortine con camminamenti di ronda.
Dal XIX secolo in poi la Torre del Coltellazzo (o di Sant'Efisio) ha subìto diverse modifiche, trasformandosi prima in abitazione e poi in faro, funzione che svolge ancora oggi.

Informazioni, date, orari e prezzi per visitare a Nora

Nome: Area archeologica di Nora
Dove: Pula (Cagliari).
Orari e giorni di apertura: la zona archeologica è aperta tutti i giorni.
Da novembre a febbraio ore 9-17 / Visite guidate ore 10-16.
Da marzo a maggio ore 9-19 / Visite guidate ore 10-18.
Da giugno a ottobre ore 9-20 / Visite guidate ore 10-19.
L’ultimo ingresso avviene un’ora prima della chiusura.
Prezzi:
Adulti: biglietto intero 8 €.
Minori di 18 anni: biglietto ridotto 4,50 €.
Scolaresche di ogni ordine e grado: biglietto ridotto 4 €.
Gruppi composti da più di 20 persone: biglietto ridotto 6,50 €.
Croceristi: biglietto ridotto 6 €.
Per gruppi (max 15 persone) è necessaria la prenotazione tramite Mobilitapp o per email: norascavi@gmail.com.
L'audioguida gratuita Norapp è scaricabile da Google Play e App Store.
Contatti: maggiori informazioni al tel. 070 9209366 e sul sito ufficiale.
Come arrivare: Nora si trova un paio di chilometri a sud di Pula, nei pressi della chiesa di Sant'Efisio e dell'adiacente spiaggia di Nora.
Da Cagliari (35 km) si percorre la SS195 Sulcitana fino a Pula, per poi proseguire su via Sant'Efisio e Viale Nora fino a destinazione.

 Pubblicato da il 09/11/2022 - 347 letture - ® Riproduzione vietata

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