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L'abbazia di Farfa a Fara in Sabina

Una storia lunghissima di questo importante complesso Benedettino, celebre per avere ospitato nell'800 Carlo Magno prima della sua incoronazione ad Imperatore.

E’ uno dei luoghi di culto più importanti del Lazio, celebre anche per aver ospitato nel dicembre dell’800 Carlo Magno in persona, qui di passaggio prima di recarsi in San Pietro per la sua incoronazione il giorno di Natale. Siamo a Fara in Sabina, minuscolo borgo in provincia di Rieti, dove sorge l’abbazia di Santa Maria di Farfa, o più semplicemente abbazia di Farfa, monastero della congregazione benedettina cassinese che deve il suo nome all’omonimo fiume che scorre poco lontano.

Dichiarata monumento nazionale nel 1928, l’abbazia svolse un ruolo di notevole importanza a livello economico e politico nel corso del Medioevo esercitando un forte potere su castelli e borghi situati anche a grande distanza; il lavoro dei monaci permise inoltre di custodire e tramandare nei secoli documenti e manoscritti fondamentali per l’umanità.

Meta turistica, oltre che di preghiera, della Sabina, questo luogo affonda le proprie origini in tempi antichi, fra il 560 e il 570 d.C. anche se venne completato solo nel 913. Secondo la tradizione a fondare l’abbazia fu San Lorenzo Siro che la volle edificare sulle rovine di un tempio dedicato alla dea Vacuna dopo esser giunto nei territori reatini e aver sconfitto un drago che infestava la zona.

Il complesso religioso, che conserva ancora alcuni elementi di architettura carolingia piuttosto unici in Italia (presenti alla base del campanile e nel muro perimetrale), ospita al suo centro la chiesa abbaziale con pianta a croce latina e tre navate; la facciata a salienti ha un portale con cornice in marmo sormontato da una lunetta con un affresco raffigurante la Madonna col Bambino incoronata da due angeli. L’interno della chiesa è in stile barocco con le navate divise da due file di archi a tutto sesto. Di grande pregio sono inoltre l’altare maggiore e l’organo a canne costruito dalla ditta Pedrini nel 1947.

Il monastero, che si articola attorno ai tradizionali chiostri, espone diverse componenti della struttura medievale fra cui la lapide dell’abate Sicardo risalente al IX° secolo e riportata alla luce nel 1959. All’abbazia è poi annessa la Biblioteca Statale con manoscritti, codici e volumi del Medioevo visibili nella sala espositiva (da non perdere l’edizione originale dell’Enciclopedie di Diderot e D’Alembert); altri ambienti permettono invece di ammirare la trascrizione in 12 scene del Chronicon Farfense di Gregorio da Catino a opera dell’illustratore genovese Emanuele Luzzati.

Anche i due chiostri, il longobardo e quello detto il grande, romanico il primo e rinascimentale il secondo, sono ulteriori attrattive per i visitatori e i fedeli così come la cripta a forma semianulare (VII°-IX° secolo) con tracce di affreschi sulla vita dei martiri.

Nelle immediate vicinanze dell’abbazia di Farfa si possono visitare il borgo di Fara in Sabina con il Museo Archeologico del Palazzo Baronale, le rovine romaniche dell’abbazia di San Martino sulla cima del monte Acuziano, il villaggio di Toffia con il Museo Raniero di Maria Petrucci e la Grotta dei Massacci nei pressi di Frasso Sabino.

Infine da segnalare il Mercatino dell'Antiquariato di Farfa che ogni prima domenica del mese (da marzo a dicembre) si svolge sul piazzale antistante la chiesa.

Informazioni utili ed orari delle visite guidate all'Abbazia

Indirizzo: via del Monastero, 1 – 02032 Fara in Sabina (RI) – recapito telefonico +39 0765277065 (per informazioni e prenotazioni).

La visita dell’abbazia è possibile solo accompagnati da personale autorizzato ed è inoltre consigliata la prenotazione (valida dopo conferma da parte dell’ufficio dell’abbazia con indicazioni sul costo). Gruppi organizzati, associazioni, scuole e parrocchie devono prenotare compilando i moduli disponibili sul sito internet.

Orario per le visite guidate: 10, 11, 12, 15 e 16 (con ora legale 15.30 e 16.30). Aperto tutti i giorni tranne il lunedì.

Sito ufficiale www.abbaziadifarfa.it

 Pubblicato da il 19/02/2019 - 919 letture - ® Riproduzione vietata

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