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Le Terme Vescine a Suio, lo storico complesso termale di Castelforte

Situate a Suio, frazione di Castelforte nel lazio, queste antiche terme portano iun nome che ci riporta alla storica cittł di Vescia. Le acque sono di tipo ipertermale, solfuree e sgorgano alla temperatura di 55 gradi.

Le Terme Vescine sono uno dei numerosi complessi termali che sorgono a Suio, la famosa località termale del Comune di Castelforte in provincia di Frosinone. Si tratta di uno dei più prestigiosi stabilimenti termali di tutto il Lazio e certamente il più rinomato fra i molti presenti nella zona, in quanto riprende, sin dal nome, l’esperienza e la tradizione curativa e di benessere spa delle antiche terme romane locali, denominate appunto Thermae Vescinae dal nome dell’antica città di Vescia.
Il complesso termale si trova su una collina immersa nel verde di rigogliosi boschi, all’interno di una tenuta di ben 31 ettari in cui passeggiare, rilassarsi e correre fra un trattamento e l’altro. Comprende oltre all’impianto termale un hotel di 48 camere con vista panoramica e due ristoranti, due piscine esterne ed una interna.

Acque e trattamenti termali

Lo stabilimento è alimentato da una sorgente di acqua classificata come ipertermale, e sulfureo-alcalino-bicarbonato-terrosa, che sgorga in superficie alla temperatura di circa 55 gradi. Ricca di sodio, magnesio, calcio e caratterizzata da un elevato tenore in acido carbonico e acido solfidrico, è ottima per l’impiego contro malattie osteo-articolari, respiratorie ed otorinolaringoiatriche, dermatologiche e per curare la sordità rinogena e le affezioni ginecologiche. È infatti un’acqua termale molto versatile quanto al suo uso, e si presta sia per la classica balneoterapia, fangoterapia e inalazioni, che per le insufflazioni endotimpaniche e le irrigazioni vaginali.

Con la medesima acqua ipertermale sulfurea vengono alimentate le tre piscine termali: le due outdoor (Relax e Smart) e quella interna (Intimity). Mentre la piscina Relax è panoramica e collocata in mezzo al verde per favorire il recupero psico-fisico tramite la bellezza del paesaggio ed il senso di tranquillità, la Smart con acqua a 36 gradi, comprende un percorso benessere composto da ben 37 tipi di idromassaggio e 16 tipi di cascate. Intimity è invece la piscina coperta per la balneoterapia e per gli esercizi di aquagym.
Fra i trattamenti Spa proposti ci sono il fisiomassaggio californiano ed energetico, la maschera di fango, numerosi tipi di massaggio come l’hot stone e quello agli olii essenziali ed altri trattamenti estetici viso e corpo.

Storia dello stabilimento termale

I bagni di Suio erano conosciuti ed apprezzati dagli antichi Romani: nel corso degli scavi effettuati fra il 1877 ed il 1892 dalla famiglia Duratorre per realizzare un moderno stabilimento termale, emergono reperti che rimandano alle antiche Terme Vescine un tempo presenti nella zona. Già nel corso dell’antichità aveva soggiornato a Suio e beneficiato delle sue acque terapeutiche il famoso filosofo neo-platonico Plotino che, avendone tratto grande giovamento, intervenne presso l’imperatore Gallieno affinchè vi riedificasse l’antica città di Vescia. Si curò con le sue acque anche Fannia, amante dell’imperatore Decio. La testimonianza più importante circa il prestigio e la fama di rimedio miracoloso delle acque benefiche di Suio si trova in un reperto databile al 211-212 d.C., e si tratta di un’iscrizione in cui si fa voto al Genius Aquarum Vescinarum (ossia allo spirito protettore delle acque termali di Vescia) affinchè favorisse la vittoria e l’incolumità dei due figli di Settimio Severo, impegnati nella campagna bellica contro i Britanni.

Conosciuta nel Medioevo col significativo nome di Caldona o Caldara, la zona dei bagni termali di Suio viene nominata per la prima volta in epoca moderna all’interno del testamento del 13 febbraio 1344, con il quale Nicola Caetani, duca di Traetto, cede parte delle sue terre occupate dai “Balnea” al frate Paolo di Giovanni da Pistoia, affinchè vi edificasse una chiesa ed un primo rudimentale edificio per il ricetto e la cura degli ammalati con le acque termali. Tale ospizio, anche se in cattive condizioni, rimase in piedi fino al 1943, anno in cui fu abbattuto nel corso della II Guerra Mondiale.

La prime descrizione dei benefici delle acque di Suio si ha nel Settecento, ad opera del canonico di Roccamonfina Gerolamo Perotta, che di esse esalta le qualità curative e protettive contro la malaria dopo esservicisi curato nel 1717. Pochi anni dopo, nel 1798, il professore Vittorio del Monaco contribuisce a valorizzarle e vi accenna anche l’abate Rocci Oppi nella sua opera “Il regno delle Due Sicilie”, parlando di una sorgente di acqua acidula detta “dell’acqua amara” che sgorga alle falde delle colline di Galluccio presso il Garigliano. Nel 1817, per iniziativa del sindaco di Castelforte Andre Tibaldi, le acque termali di Suio vengono dichiarate demaniali. Fra le molte analisi e descrizioni delle proprietà terpaeutiche e caratteristiche di queste acque benefiche, quella più importante risale al secolo scorso ed è dovuta all’eminente farmacologo e direttore dell’istituto di farmacologia dell’Università di Napoli, il professor Pio Martori.

Informazioni utili per visitare le Terme

Indirizzo, telefono, sito ufficiale
Via delle Terme, 417, 04021 Castelforte LT, Italia

tel. +39 0771 670007
termevescine.com


Come arrivare
Le Terme Vescine si raggiungono facilmente in auto, moto e camper percorrendo l’Autostrada A1. Da Roma, basta uscire al casello di San Vittore e poi proseguire sulla SS430 fino a Castelforte, con un tempo di percorrenza di un paio d’ore. Da Napoli, valgono le stesse indicazioni, ma il tempo di percorrenza richiede circa mezz’ora in meno rispetto a chi proviene da Roma (ci vuole infatti 1h20-1h30).
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