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Il Santuario e la tomba di San Pio a San Giovanni Rotondo

La Basilica di San Pio, disegnata da Renzo Piano, ospita la tomba di San Pio. La Cripta il luogo dove sepolto San Pio da Pietrelcina, che richiama migliaiai di pellegrini da ogni parte del mondo.

Il Santuario di San Pio da Pietrelcina, che ha i tratti singolari di una chiesa in piena regola, non è solamente un luogo di culto speciale ed evocativo, è uno dei cuori pulsanti della spiritualità che anima vivacemente la Puglia e il suo popolo di fedeli. Epicentro sacro di San Giovanni Rotondo, dedica la sua stessa fondazione al più iconico frate cappuccino divenuto santo nel XXI secolo dopo aver compiuto un percorso travagliato e sofferto, sublimato da quelle stimmate di cui ancora oggi, come allora, si continua a parlare.

Sorto per merito dei tanti pellegrini che ne hanno sovvenzionato la costruzione, sorta per dare collocazione più ampia alla marea di pellegrini che si riversavano presso lo storico Santuario della Madonna delle Grazie,  la basilica reca la firma progettuale di Renzo Piano e l’edificazione operata direttamente dalla ditta Pasquale Giuffrida di Foggia. Si tratta di un’opera significativa sia per dimensioni che per il significato che riveste, struttura sviluppata in 6.000 mq di superficie capace di ospitare fino a 7.000 persone, mole complessiva che ha richiesto ben dieci anni di lavoro culminati nella fatidica inaugurazione avvenuta nel luglio 2004.

Il complesso ecclesiastico s’erge proprio sulla sommità del monte di San Giovanni Rotondo e corrisponde, per stile e linee estetiche, a una creatura della contemporaneità, qualcosa di molto diverso da quanto si è normalmente abituati a vedere. Di canonico non vi è sostanzialmente nulla, nemmeno la forma che ricorda piuttosto un nautilus definito con l’ausilio di un materiale non convenzionale, la pietra di Apricena (900 metri cubi uniti da 30.000 metri cubi di calcestruzzo armato), in grado di assicurare la sufficiente resistenza in caso di terremoti, e ricordiamo che quest’area è considerata ad alto rischio sismico.

Gli avventori che si approcciano a un monumento così specifico vengono subito accolti dal sagrato triangolare che registra una lieve pendenza estendendosi per ben 8.000 mq fino all’apice sud determinato dal campanile orizzontale a otto aquilotti (le campane sono fuse dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone in Molise) terminanti laddove si staglia l’imponente croce in pietra alta 40 metri. Sul lato nord, invece, compare un piccolo bosco composto da 24 ulivi secolari il cui numero, non a caso, somma gli apostoli e i profeti maggiori, aggiungendovi un novero di 12 vasche trapezoidali aventi la funzione di condurre l’acqua alla fonte battesimale ottagonale. Tutt’intorno la vegetazione ha seguito una specifica piantumazione ecosostenibile, con la quale si è tappezzato il tessuto paesaggistico più prossimo di 2.000 cipressi, 30 ulivi, 500 pini, 400 corbezzoli e, ancora, 550 mirti, 50.000 edere e 23.000 lavande, il tutto irrigato a goccia così da prevenire ogni sorta di spreco.

Salta immediatamente all’occhio l’articolata copertura del santuario, un intreccio estremamente studiato e di per sé avveniristico di archi, travi e radiali in legno lamellare sopra i quali si stende un tetto di rame preossidato (19.500 mq di materiale impiegato). Internamente altri 22 archi in pietra di Apricena maltata e attraversata da cavi d’acciaio (per questo metallo arriviamo a un utilizzo totale di 60.000 tonnellate) consolidano l’impianto. L’arco che si collega al sagrato è in assoluto il più ampio del mondo potendo vantare una larghezza di 50 metri e un’altezza di 15. Tutti questi impressionanti numeri rendono il santuario un luogo estremamente sicuro senza sacrificarne un’evidente bellezza conferita dai tre ambienti dei quali si compone, ovvero la sala liturgica, la cappella dell’eucarestia e infine la sagrestia.

La sala liturgica, preceduta da un portone d’ingresso in bronzo di Mimmo Paladino, si divide in tre navate e il suo spazio viene occupato parzialmente da banchi disposti a teatro greco in direzione dell’altare sopraelevato – scolpito dall’artista Arnaldo Pomodoro - verso il quale scendono delle peculiari lame di luce studiate per illuminare il fulcro della cerimonia. All’interno dell’adiacente Cappella del Santissimo Sacramento prende posto il tabernacolo ordito da Floriano Bodini e composto da un blocco di roccia lavica dell’Etna pesante 40 quintali. Le formelle argentee si spostano lateralmente grazie a un sistema di apertura scorrevole che permette la formazione in divenire di una croce al centro della quale presenzia l’eucarestia.

Dove si trova Padre Pio

Sul modello della Basilica di San Francesco d’Assisi, sottostà al santuario una chiesa inferiore con accesso alla cripta semicircolare (arricchita con decorazioni e mosaici ornati con 10 kg d’oro) al centro della quale è deposta la salma di San Pio da Pietralcina. Trovano altresì spazio tre sale conferenze, sale di raccoglimento in preghiera, l’insonorizzata penitenziaria costellata di confessionali e l’organo a canne Pinchi opus 426 a 13 registri e dunque più piccolo rispetto al Pinchi opus 415 della chiesa superiore, che conta invece 78 registri. Si risale in superficie percorrendo una scala elicoidale, oppure per mezzo di una rampa o di un ascensore.

Osservando l’apparato decorativo, si notano oltre tutto l’ampia vetrata possibilmente coperta da un tessuto Trevira utilizzato addirittura nelle missioni spaziali, le 500 tende motorizzate che nascondono o rivelano le scene dell’apocalisse riportate sui 100 infissi della vetrata.

Il Santuario di San Pio, per quanto monumentale sia il suo valore, ossequia la regola monastica riportando in primis una facciata molto sobria e un'inusuale assenza di divisione fra spazio interno ed esterno, ulteriore simbolo di accoglienza dei fedeli come fosse una sorta di casa aperta a tutti. Con ciò non si sono risparmiate molteplici critiche rivolte nei confronti di un progetto ritenuto troppo anticonvenzionale a partire dalla pianta a spirale della chiesa, simbolo a detta dei detrattori più massonico che cristiano. Gli stessi imputano rimandi pagani in più di un’occasione, e dunque una scarsa ottemperanza alle linee liturgiche consuete.

Informazioni utili, date e orari per visitare il Santuario e la tomba di San Pio

Nome: Santuario di San Pio da Pietrelcina
Dove: Viale Padre Pio - San Giovanni Rotondo (Foggia).
Date e orari di visita: tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 17.30 (fino alle ore 19.00 nel periodo festivo).
Orari Santa Messa: chiesa inferiore ore 11.30 e 16.30 (feriale), ore 7.30 e 16.30 (festivo); chiesa superiore ore 10.00 e 11.30 (solo festivo).
Contatti: chiamare il tel. 088/2417500 o inviare una e-mail all’indirizzo info@santuariopadrepio.it.
Maggiori informazioni: consultare il sito ufficiale.

Come arrivare
Dall’Autostrada A14 si esce a San Severo e si prosegue sulla SS 272 se si arriva da nord, mentre da sud si esce a Foggia continuando sulla Superstrada 89 verso Manfredonia fino al bivio per San Giovanni Rotondo; dalla stazione ferroviaria di Foggia si procede con le autolinee Sita fino a destinazione; l’aeroporto civile “Gino Lisa” di Foggia è quello di riferimento.

 Pubblicato da il 06/05/2019 - 852 letture - ® Riproduzione vietata