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La villa e la grotta di Tiberio a Sperlonga

Il sito archeologico della villa di Tiberio a Sperlonga si trova al termine della spiaggia cittadina, Qui si trovano i resti della probabile abitazione dell'Imperatore e una suggestiva ed ampia grotta .

Nel 1957, durante gli scavi per costruire la litoranea fra Gaeta e Terracina, vennero riportati alla luce i resti di una villa antica, poi identificata in quella dell’imperatore Tiberio, una delle più interessanti testimonianze di dimore romane che costeggiano la costa del nostro paese.

Situato a circa 1 chilometro e mezzo dal borgo marinaro di Sperlonga, lungo l’antica via Flacca Valeria, questo complesso archeologico è divenuto con il tempo una delle principali attrazioni storico-turistiche del basso Lazio tanto da attirare l’attenzione e la curiosità di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Appartenuta nel I° secolo d.C. a Tiberio e abitata nei decenni dell’Alto Medioevo da alcuni monaci (poi sfollati per le continue incursioni dei saraceni), in questa grande villa furono ritrovate statue e sculture, busti e gruppi marmorei, molti purtroppo ridotti in frammenti, riconducibili per somiglianza stilistica a celebri scultori greci come Agesandro e Polidoro, autori del Laocoonte esposto ai Musei Vaticani. Fu proprio per ospitare queste preziose opere d’arte che nel lontano 1963, pochi anni dopo l’eccezionale ritrovamento, si decise di realizzare il Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga gestito dal Polo Museale del Lazio.

La visita alla villa e la grotta

Costituita da una serie di edifici disposti su terrazze affacciate sul mare (questo almeno si presume essere stato il nucleo originario), la villa romana risale all’epoca tardo repubblicana e presenta una struttura disposta attorno a un cortile con portici a cui si aggiungono locali di servizio fra cui un forno per cuocere il pane, più volte ristrutturato. Fu in seguito che la dimora imperiale venne ampliata e modificata con l’aggiunta di un portico a due navate e una grotta, nota come grotta di Tiberio. All’ingresso di questa cavità ancora oggi si può ammirare una grande vasca di forma rettangolare con al centro una sorta di isoletta artificiale, adibita a sala da pranzo estiva. Da qui si poteva raggiungere la piscina circolare, ospitata all’interno della grotta, dove vi era anche il gruppo scultoreo di Scilla.

A impreziosire la costruzione vi erano inoltre un ninfeo con giochi d’acqua e una nicchia con la scultura che ritrae l’accecamento di Polifemo, un’altra opera relativa al Rapimento del Palladio, quella di Ulisse che trascina il corpo di Achille e di Ganimede rapito dall’aquila di Zeus. Sin dall’antichità si riteneva che questo promontorio della costa laziale fosse in realtà l’isola di Circe, luogo dove Ulisse trascorse un anno prima di liberare i compagni e ritornare verso l’amata Itaca: a questo si dovrebbe quindi la presenza di molte statue che ritraggono il protagonista dell’Odissea di Omero.

Visitando il piccolo ma importante museo archeologico di Sperlonga si possono ripercorre le varie fasi che hanno caratterizzato la storia di quest’area oltre che ammirare da vicino, a due passi dal loro luogo di ritrovamento, ciò che resta delle testimonianze artistiche e architettoniche di epoca antica con capolavori di arte augustea e giulio-claudia.

Attraverso un declivio contornato dalla macchia mediterranea, qui padrona di casa, si raggiungono a piedi i resti dell’antica villa di Tiberio e da qui la grotta: il panorama abbraccia il borgo, Torre Truglia, il Circeo, le due isole di Ponza e Palmarola e un grande scorcio del Mediterraneo. Una visita da non perdere se si pensa che uno dei più grandi imperatori romani e, ancora prima di lui l’eroe acheo, si trovarono a calcare questo lembo di terra.

Informazioni utili per visitare la villa

Orario di apertura: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30; chiuso il 1° Gennaio, il 1° Maggio, il 25 Dicembre.

Biglietti: 5€ intero; 2,50€ ridotto; gratis la prima domenica di ogni mese.

Indirizzo: Villa di Tiberio e Museo Archeologico Nazionale – Via Flacca km 16.300, Sperlonga, telefono +39 0771 548028.

Sito di riferimento www.polomusealelazio.beniculturali.it (sezione Antichità).

 Pubblicato da il 27/05/2018 - 2.127 letture - ® Riproduzione vietata