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Cosa vedere e cosa visitare Eglise Saint-Sulpice

Saint-Sulpice, la chiesa di Parigi e la Linea della Rosa

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Per il Codice da Vinci la Linea della Rosa sarebbe il meridiano di Parigi che, attraversando il centro della città, raggiunge i sotterranei del Louvre dove, sotto la piramide rovesciata, si troverebbe il Santo Graal. Diversamente dal romanzo (e dal film), la funzione del meridiano nella chiesa di Saint-Sulpice è stata dall’origine semplicemente di carattere scientifico, nulla a che vedere dunque con il luogo in cui ci sarebbe l’antica coppa con cui Gesù celebrò l’ultima cena.

Il clamore del best seller di Dan Brown ha fatto di questo edificio di culto una delle mete del “tour da Vinci” tanto che per smorzare gli animi dei turisti in visita alla chiesa alla ricerca della santa reliquia è stato necessario affiggere una scritta piuttosto eloquente all’ingresso: “…queste non sono le vestigia di un antico tempio pagano…le lettere P e S nelle piccole finestre ai lati del transetto si riferiscono ai patroni Pietro e Sulpice e non a un immaginario Priorato di Sion”.

Misteri a parte, Saint-Sulpice è fra i luoghi sacri più frequentati della capitale e uno dei più cari agli appassionati di cultura: qui si tennero infatti a battesimo Baudelaire e il Marchese de Sade mentre nell’ottobre 1822 Victor Hugo vi celebrò le nozze con Adèle Foucher.

Situata nell’omonima piazza del VI° arrondissement, nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, la celebre église parigina – seconda per grandezza solo a Notre-Dame con i suoi 120 metri di lunghezza e 57 di larghezza – si rivela imponente all’esterno quanto all’interno; le mura spesse e le colonne spoglie le conferiscono un aspetto incompiuto sottolineato anche dalla torre di destra, meno alta e più esile rispetto all’altra.

Voluta dal parroco Jean-Jacques Olier, fondatore della Compagnia dei preti di Saint-Sulpice, per sostituire una chiesetta di villaggio inadatta al rapido sviluppo del quartiere e alla rinascita del cattolicesimo dell’epoca, questo immenso edificio religioso venne costruito così come si presenta oggi attorno al 1646 sulle fondamenta di un tempio romanico mentre la sua facciata neoclassica fu iniziata da Giovanni Nicola Servandoni solo nel 1733. Il pittore e architetto-decoratore francese antepose alla preesistente chiesa di stile gesuitico una bizzarra facciata austera e monumentale che seguendo l’orientamento del tempo andò a sovrapporre fra loro ordine dorico e ionico. La torre nord fu eseguita da Chalgrin fra il 1777 e il 1788 a cui era stato affidato a suo tempo l’incarico di ampliare le due già esistenti aggiunte alla pianta originale. La rivoluzione interruppe purtroppo i lavori di costruzione tanto che la torre sud, opera di Maclaurin, non venne mai ultimata.

All’antico edificio duecentesco si cominciò a rimettere mano solo nel Seicento ma per mancanza di fondi i lavori si trascinarono per 135 anni rivelando, fra l’altro, l’evoluzione del gusto architettonico del tempo.

Con una pianta simile a quelle di tutti i grandi luoghi di culto francesi dall’anno mille in poi, Saint-Sulpice sorprendente per proporzioni, ampiezza e luminosità, ha le fattezze di un’autentica cattedrale e il profilo allungato delle volte rese possibile l’apertura di grandi finestre prive di vetrate colorate nella navata per permettere alla luce di filtrare in modo naturale.

Nel corso del XVIII° secolo l’Osservatorio di Parigi installò nella parte nord del transetto una meridiana a forma di obelisco con un filo di ottone che partendo dal monumento si interrava nel pavimento della chiesa in direzione sud. Grazie allo “gnomone”, così è chiamata questa linea tracciata nel 1743, ogni giorno quando i raggi del sole attraversano una lente e toccano il filo stesso, si può conoscere l’ora esatta, calcolare la data dell’equinozio di marzo e quindi della Pasqua e determinare con precisione altri dati astronomici. Grazie a questa colonna in marmo, commissionata dal sacerdote Languet de Gergy, la chiesa non venne minimamente danneggiata dalla Rivoluzione Francese.

Visitando Saint-Sulpice se ne può ammirare la cappella della Vergine, ideata da Servandoni e poi riveduta da Charles de Wailly, autore anche del disegno del pulpito edificato nel 1788. Il pregevole affresco di Francois Lemoyne nella cupola e la scultura della Madonna con Bambino realizzata da Pigalle affiancano le tele collocate ai due lati dell’altare, opera di Van Loo.

... Pagina 2/2 ... Altrettanto meritevole di una visita è la cappella dei Santi Angeli che contiene dipinti eseguiti fra il 1850 e il 1861 da Eugène Delacroix fra cui spiccano la Lotta di Giacobbe con l’angelo, Eliodoro scacciato dal tempio e San Michele vincendo il drago. All’ingresso si trova la statua di San Pietro che la tradizione vuole sia di buon augurio toccarne il piede (noterete infatti che è consumato). La cappella di San Giovanni Battista, situata sul lato destro della chiesa poco dopo il pulpito, accoglie invece il mausoleo di Jean-Baptiste Joseph Languet de Gergy, il curato che diede compimento a Saint-Sulpice, realizzato da René-Michel Slodtz.

Fra gli arredi della chiesa vi sono statue e opere di ebanisteria del ‘700, bronzi dorati del periodo della Restaurazione, dipinti dell’Ottocento e le boiseries della sacrestia. Il coro, edificato dall’architetto Daniel Gittard, è ornato da statue di Bouchardon mentre le due acquasantiere, formate da due conchiglie giganti, hanno il basamento decorato da Pigalle.

Di grande pregio è l’organo di Cliquot del 1781, in seguito rimaneggiato da Aristide Cavaillé-Coll, con una magnifica cassa in stile Luigi XVI° disegnata da Chalgrin. Dal 1870 sino al 1971 Charles-Marie Widor e Marcel Dupré ne furono i maggiori virtuosi. Ancora oggi, ogni domenica, una folla di fedeli prega al suono della sua musica. Oltre al grande organo la chiesa ne ospita un altro più piccolo ma di antica fattura altrettanto pregiata, situato nel coro: costruito da Daublaine e Callinet nel 1844 venne poi restaurato nel 1857 e nuovamente nel 1903 da Mutin.

Nella bella piazza su cui si affaccia l’edificio religioso si innalza anche la fontana dei Quattro Punti Cardinali che rappresenta i vescovi Fénelon, Massillon, Fléchier e Jacques Bénigne Bossuet. Points Cardinaux, nome con cui è altrimenti chiamata la fontana, è un bizzarro gioco di parole: “point” che in francese significa “mai” rende il monumento quello dei “mai cardinali”. Nella loro carriera ecclesiastica i 4 religiosi non riuscirono infatti a raggiungere la porpora cardinalizia.

Se siete collezionisti di oggetti sacri, passeggiate fra i vicoli che si snodano attorno alla chiesa: in qualche negozietto potreste ancora trovare dei rari “sulpiciens”, le antiche statuette raffiguranti i santi chiamate così perché all’epoca, in questa zona, vi erano numerose botteghe di oggetti religiosi.

Per chi lo desidera a Saint-Sulpice sono disponibili visite guidate gratuite: ogni domenica alle 14.30 per la chiesa; la seconda e quarta domenica di ogni mese alle 15.30 per le cripte; il quarto sabato del mese alle 14, su prenotazione, per le parti alte della facciata (torri escluse). Per ascoltare l’organo: domenica e festivi 15 minuti prima, durante e mezz’ora dopo la funzione liturgica delle 11. La chiesa ospita inoltre concerti la domenica pomeriggio o in serata.

Orario di apertura: tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30. Ingresso gratuito.

Informazioni sul sito ufficiale

 Pubblicato da il 14/03/2017 - 110 letture - ® Riproduzione vietata

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