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Cosa vedere e cosa visitare San Paolo fuori le mura

La visita alla Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma

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Fu Costantino a intraprendere delle campagne di scavo, all’inizio del IV secolo, nel luogo in cui i Cristiani veneravano la cella memoriale di San Paolo, decapitato tra il 65 ed il 67 ai tempi dell’imperatore Nerone. E sul luogo individuato dalla ricerca è sorto uno dei luoghi più sacri della cristianità, oltre che una tra le più importanti attrazioni di Roma.

La storia della Basilica

L'Apostolo Paolo giunse a Roma nel 61, per essere giudicato dal tribunale romano che lo condannò a morte in quanto cristiano: la sentenza ebbe luogo nella località detta “palude Salvia”, poi divenuta Tre Fontane (nome derivato dai tre zampilli sgorgati quando la sua testa mozzata rimbalzò tre volte a terra). Fu possibile seppellire l’Apostolo in una necropoli romana, anche se cristiano, in quanto cittadino romano e la sua tomba divenne subito oggetto di venerazione: su di essa venne edificata una cella dove, durante secoli di persecuzione, i fedeli ed i pellegrini si recavano a pregare. Ed è su questa tomba, situata sulla via Ostiense, a circa 2 Km al di fuori delle Mura Aureliane, che Costantino fece innalzare una Basilica dedicata a Paolo, consacrata da papa Silvestro nel 324. Questa divenne ben presto troppo piccola per contenere l’immenso afflusso di pellegrini e si ritenne quindi necessario distruggerla per far posto ad un’altra più grande, cambiandone addirittura l’orientamento.

Cosa vedere all'interno della Basilica

La Basilica, con la sua imponente struttura bizantina, è la più grande tra quelle patriarcali di Roma dopo San Pietro in Vaticano e non è difficile immaginare l’elevato numero di papi che si è occupato del suo continuo ingrandimento e abbellimento, durante il corso dei secoli. Leone il Grande per esempio, nel V secolo, fece ricoprire di mosaici l’Arco di Trionfo, riedificare il tetto e diede inizio alla famosa serie di ritratti di tutti i papi che gira sulla trabeazione delle navate e del transetto: 265 tondi a mosaico (compreso quello nuovo ed illuminato di papa Francesco), la cui serie originale ad affresco è conservata nel museo annesso alla Basilica.

A Gregorio VII si deve invece la splendida porta di ingresso, composta da 54 pannelli incisi in lamina d’argento che risale all’XI secolo. Ma la cosiddetta Età dell’Oro si ebbe nel XIII secolo: furono questi gli anni in cui venne arricchita prodigiosamente di opere d’arte. Mentre Onorio III faceva ricomporre il grande mosaico dell’abside, ebbero inizio i lavori per il bellissimo chiostro opera del maestro Vassallectus e nel 1285 fu eretto il magnifico ciborio di Arnolfo di Cambio. Famoso è inoltre il candelabro per il Cero Pasquale, una vera e propria colonna onoraria alta circa 6 metri, ornata tutta intorno da bassorilievi di stile romanico, ispirati alla decorazione dei sarcofagi, che esprimono le storie del Nuovo Testamento.

Dal XIV secolo e durante tutto il Rinascimento, anche grazie ai Giubilei indetti dalla Chiesa, sempre più numerosi divennero i pellegrini che si recavano a pregare sulla tomba di Paolo. Ciò comportò ovviamente la realizzazione di ulteriori e nuovi lavori di decorazione della Basilica da parte dei papi: nel 1600 Clemente VIII fece rialzare l’altare maggiore e nel 1625 Urbano VIII si occupò del rifacimento della cappella di San Lorenzo, commissionata a Carlo Maderno. Relativamente più recente è invece il portico realizzato nel 1725 per volontà di Benedetto XIII da Antonio Canevari, il quale demolì l’antico vestibolo e fece aggiungere la Cappella del Crocifisso o del Santo Sacramento, per inserirvi il Crocefisso “miracoloso” in legno policromo, datato al XIV secolo ed attribuito al Senese Tino di Camaino. Ancora oggi sono visibili un’icona in mosaico del XIII secolo ed una commovente statua-reliquia in legno policromo di San Paolo, recante le tracce dell’incendio del 1823.

L'incendio della Basilica di San Paolo

Nella notte tra il 15 e il 16 Luglio del 1823 infatti, uno spaventoso incendio distrusse interamente la Basilica, lasciando in piedi poche strutture: il transetto miracolosamente resse al crollo di parte delle navate, preservando il ciborio di Arnolfo di Cambio ed alcuni mosaici, ma si dovettero ricostruire gran parte delle strutture murarie e a papa Leone XII toccò l’impegno del rifacimento. Il pontefice, non potendo venire da solo incontro all’enorme spesa, chiese all’intero mondo cattolico un aiuto economico.

Si aprì così il più imponente cantiere della Chiesa di Roma del XIX secolo: la Basilica venne ricostruita in modo identico, anche riutilizzando i pezzi risparmiati dal fuoco al fine di preservarne la sua antica tradizione. Il 10 Dicembre del 1854 papa Pio IX consacrò la “nuova” Basilica alla presenza di un gran numero di Cardinali e di Vescovi, giunti a Roma da tutto il mondo per la proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione.

Le aree esterne della Basilica

Ma la visita della Basilica, non può non comprendere anche le aree espositive annesse: il Chiostro di San Paolo detto del Vassalletto, una delle meraviglie della Roma trecentesca, un cortile con colonne e mosaici incantevoli che simbolicamente unisce l’Abbazia alla Basilica; la Pinacoteca, la Cappella delle Reliquie, la Galleria Espositiva e l’area archeologica vicino al bookshop, per poter ammirare i numerosi resti provenienti dall’antica chiesa e opere di notevole pregio storico ed artistico.

... Pagina 2/2 ... Uscendo, infine, come ultima tappa, consigliamo di affacciarsi all’area di scavo della Necropoli di San Paolo nel piazzale antistante, per ammirare una piccola parte di quel vasto cimitero romano che accolse le spoglie del Santo.

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 Pubblicato da il 10/06/2017 - 557 letture - ® Riproduzione vietata

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