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Cosa vedere e cosa visitare Museo dell\'Oro

Il Museo dell'Oro di BogotÓ

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E’ il “poporo quimbaya”, un prezioso recipiente di epoca precolombiana usato come contenitore per la calce in polvere (masticata assieme alle foglie di coca), il primo reperto del Museo dell’Oro: un pezzo acquistato nel 1939 dal Banco della Repubblica di Colombia per proteggere il patrimonio archeologico nazionale.

Oggi questa prestigiosa area museale, una delle attrazioni da non perdere a Bogotà. posta fra Calle 16 e Carrera 5, nei pressi del Parco Santander, espone quella che viene considerata la più grande collezione d’oggetti d’oro di epoca preispanica del mondo: oltre 34 mila manufatti aurei e di “tumbaga” (questo il nome con cui si chiamava la fusione di rame e oro o argento) a cui si aggiungono altri 25 mila oggetti in ceramica, legno, pietra, conchiglia e tessile.

Un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore esposto nelle 5 sale dell’edificio in stile moderno progettato nel 1968 dall’architetto colombiano Samper German Gnecco (il museo venne però inaugurato ufficialmente nel 1959 in una precedente sede a Bogotà) e che qualche anno più tardi ha ricevuto anche l’ambito riconoscimento del Premio Nazionale di Architettura.

Ampliato con nuovi spazi, il Museo dell’Oro permette a chi lo visita di conoscere tradizioni, usi e costumi delle popolazioni indigene che in origine abitavano questi territori della Colombia: veri e propri capolavori esposti in grandi e luminose teche di vetro, poggiati su supporti in acciaio che sembrano quasi farli fluttuare in aria.

Il percorso alla scoperta di questa collezione inizia fra i manufatti ospitati nella sala denominata “Il lavoro dei metalli” (El trabajo de los metales) dove se ne possono apprendere le varie tecniche di estrazione e lavorazione per poi proseguire nella seconda sala, “La gente e l’oro nella cultura preispanica”, dove vengono spiegati significato e ruolo dell’oro e di altri materiali preziosi nell’organizzazione religiosa oltre che politica dell’epoca precolombiana.

Nella terza sala espositiva, quella dedicata alla cosmologia e al simbolismo, si possono ammirare manufatti che illustrano il significato e la storia dei metalli oltre che dello sciamanesimo, l’insieme di credenze e pratiche delle popolazioni preispaniche.

Se la sala interattiva “El Exploratorio” accompagna i visitatori in una sorta di viaggio riflessivo sull’importanza degli oggetti che sono custoditi all’interno del museo, quella che più sorprende grazie alle immagini e agli effetti sonori è denominata “La ofrenda”: qui, con un suggestivo gioco di luci e con la voce di uno sciamano in sottofondo, si può assistere a una tradizionale cerimonia di offerta di doni. All’interno di questa sala, al terzo piano, i visitatori si dispongono attorno a una teca centrale tonda inglobata a livello della pavimentazione, circondati da sei vetrine cilindriche che fungono da collegamento fra cielo e terra.

Fra gli oggetti più importanti ospitati nel museo, oltre a maschere, gioielli, utensili di uso quotidiano e altri legati al mondo religioso, vi è la “Balsa Muisca”, una zattera d’oro realizzata dagli abilissimi orafi precolombiani nella regione geografica che oggi corrisponde al centro della Colombia. Questo prezioso manufatto, che si riferisce alla leggenda di El Dorado, è stato riportato alla luce da alcuni agricoltori all’inizio del 1969 in una grotta del villaggio di Lazaro Fonte nel comune di Pasca (Cundinamarca) all’interno di un vaso di ceramica.
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Nella boutique del museo si possono trovare souvenir e libri su arte, gioielli e storia preispanica oltre a monili preziosi; chi desidera assaporare i piatti della gastronomia tradizionale o anche solo una semplice pausa caffè può scegliere fra il Café-Restaurante Museo del Oro e il Café San Alberto (adiacente l’auditorium e la boutique): qui si può gustare una tazza del caffè colombiano più premiato a livello internazionale oltre che partecipare a un workshop (su appuntamento) per imparare a preparare questa deliziosa bevanda.

Il Museo dell’Oro può essere raggiunto con la metropolitana scendendo all’omonima fermata servita, fra le altre, dalle linee J70, D95-J95, D70-J24 che distano tutte poco più di 150 metri dall’area museale. Chi preferisce spostarsi a piedi se arriva dalla stazione ferroviaria di Bogotà (a circa 4 km) può procedere da Calle 17 in direzione di Carrera 34 dove svoltare a destra per poi proseguire su Calle 19 dopo aver girato nuovamente a destra: alla fine di Calle 19 si raggiunge, svoltando un’ultima volta a destra, Carrera 5 e infine Calle 16.

Aperto al pubblico dal martedì al sabato in orario 9/18 e nei festivi dalle 10 alle 16 (chiuso il lunedì), il costo d’ingresso è di circa 3000 pesos colombiani (poco meno di 1,00 €); domenica, 18 Maggio (Giorno Internazionale dei Musei), 20 Luglio e 7 Agosto (queste ultime feste nazionali) biglietto gratuito.

Possibilità di visite guidate da martedì a venerdì in lingua spagnola alle ore 11, 15 e 16 e in inglese alle 11 e alle 16 mentre il sabato alle ore 10, 11, 15 e 16 (spagnolo) e alle 11 e 16 (inglese).

Accessibile ai portatori di disabilità motorie dall’ingresso riservato ai gruppi in Calle 16.

Sito di riferimento http://www.banrepcultural.org/museo-del-oro

 Pubblicato da il 12/08/2016 - 648 letture - ® Riproduzione vietata

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