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Il Lingotto di Torino, la storica fabbrica della Fiat oggi centro polifunzionale

Il Lingotto di Torino, oggi denominato Lingotto Fiere, la storica sede della Fiat inaugurata da Re Vittorio Emanuele III. Famoso l'autodromo sul tetto dove vennero collaudate le storiche auto della Fiat. E' stato ristrutturato da Renzo del Piano.

Tra le città più industrialmente settorializzate e spazialmente organizzate, Torino si compone di numerosi quartieri che posseggono definite peculiarità spesso legate alle grandi aziende in essi ubicate: se, dunque, si è normalmente abituati a identificare Mirafiori con l’industria automobilistica italiana ex FIAT, ora FCA, il Lingotto vive in simbiosi catartica con l’omonimo comprensorio di edifici dapprima connesso funzionalmente alla celeberrima fabbrica di vetture poc’anzi menzionata, ma oggi grande polo attrattivo dalla spiccata natura commerciale. Per comprenderne l’evoluzione e la reale importanza nel contesto operoso del capoluogo piemontese, occorre fare qualche passo indietro così da svelarne il retaggio storico.

Il primigenio progetto di costruzione risale al lontano 1915, quando un giovane Giovanni Agnelli decise di dare nuova linfa alla creatura FIAT per poter assecondare proficuamente lo sviluppo economico-siderurgico fomentato dalla prima guerra mondiale. L’opera ebbe una gestazione di quasi 15 anni, sebbene l’inaugurazione avvenne ben prima dell’effettiva conclusione dei lavori, precisamente il 22 maggio 1923 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, alla quale seguì qualche mese più tardi la visita di Benito Mussolini.

La palese innovazione della struttura è ancor oggi rappresentata dall’autodromo presente sul tetto, nel quale avvenivano i collaudi dei prototipi e prove su pista (attualmente è aperto al pubblico e utilizzato per la presentazione di autovetture): sono state nel corso del tempo tenuti a battesimo esemplari entrati ufficialmente nella hall of fame (per dirla all’americana) della produzione nazionale, come ad esempio la Torpedo, la mitica Topolino, la gloriosa Balilla e la Fiat 1100 R. Il corpus longitudinale del Lingotto ha avuto il merito indiscutibile di agglomerare le maggiori officine sparse per Torino, includendo con esse macchinari, utensili ed impianti che hanno portato la fabbrica a raggiungere un ottimo regime produttivo fino alla brusca inflessione dovuta al subentrare del secondo conflitto mondiale nel 1939, che costrinse il gruppo dirigente a traslare provvisoriamente la produzione nella FIAT Mirafiori per dare il là a una striscia positiva di parti automobilistici imperterrita fino agli anni ’80. La decisione, che doveva essere provvisoria, acquisì carattere definitivo e il fatto portò lentamente il Lingotto a cessare l’attività nel 1982 dopo aver dato ufficialmente alla luce la Lancia Delta prima serie del 1979.

I colossi, per quanto tacciati, non possono tuttavia essere ridotti al silenzio per troppo tempo, così il Lingotto ha potuto risorgere dalle proprie ceneri nel 1985, quando la sua ristrutturazione venne affidata al celebre architetto Renzo Piano. Archetipo industriale di riconosciuto blasone, il Lingotto si apprestò dunque a diventare un qualcosa del tutto nuovo, escluso l’aspetto esteriore, immodificabile per ovvio lignaggio: all’interno sono stati ricavati a seguito di profonde modifiche spaziali un centro esposizioni, un centro congressi (12 sale permanenti con disponibilità totale di 3.500 posti), un auditorium (dove si tengono concerti di musica classica in virtù di un elaborato sistema automatico in grado di modificare la capienza da un minimo di 500 a un massimo di 2.000 posti), un trittico di hotel 4 stelle, un centro servizi, uffici, area shopping e persino un eliporto (pista d’atterraggio per elicotteri). Nel 2002 è inoltre stata inaugurata la pinacotecaGianni e Marella Agnelli” (che conta 25 opere d’arte ed alcune esposizioni contemporanee) in parallelo a un corso di laurea in ingegneria dell’autoveicolo.

Rinominato in tempi moderni "Lingotto Fiere", il complesso si è ammantato in pochi anni di un fulgido prestigio diventando sede prediletta di manifestazioni internazionali quali l’annuale Salone del Libro, il biennale Salone del Gusto e tanti altri eventi di richiamo. La superficie allestibile, organizzata a moduli, è di oltre 65.000 metri quadrati, con uno spazio coperto diviso in 4 padiglioni complanari di 18.000 mq che inglobano sale conferenze e 5.500 stalli per parcheggio: tali caratteristiche permettono di ospitare ogni anno ca. 50 manifestazioni, dato assolutamente straordinario.

L’hotel Le Meridien vanta al suo interno un elegante giardino tropicale e si collega a un percorso fruito da un copioso flusso di visitatori desiderosi di percorrere la fastosa 8 Gallery, composta da 90 negozi, 15 ristoranti e 5 bar, incluse aree centrali di disimpegno per i bambini e le famiglie.

D’imprinting manageriale è invece la Bolla, un’attrezzata sala riunioni costruita sempre da Renzo Piano sulla Torre sud: con una capienza massima di 25 posti e in posizione panoramica a osservare la cornice alpina, la Bolla è realizzata in acciaio e cristallo, una dicotomia che però funziona alla perfezione. Non potevano poi mancare nella struttura un sito olimpico – l’Oval Lingotto (20.000 mq) – e l’UCI Cinemas, un multisala che accoglie una miriade di spettatori per le proiezioni cinematografiche in prima visione.

Lingotto
Dove: via Nizza 280 (ingresso principale) - Torino
Orari: Centro commerciale aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 22
Sito ufficiale: www.lingottofiere.it
Come arrivare in auto: ogni autostrada si raccorda alla tangenziale di Torino e da lì si consiglia l’uscita in c.so Unità d’Italia per poi seguire le indicazioni specifiche.
Treno: da stazione Porta Nuova 6 fermate di metropolitana, da Porta Susa 9 fermate e da stazione Lingotto 20 minuti a piedi attraverso la Passerella Olimpica
Mezzi pubblici: linee 1, 18 e 35 oppure metropolitana con fermata Lingotto
Aereo: Aeroporto Città di Torino, Caselle con collegamento navette bus.

 Pubblicato da il 14/11/2016 - 5.296 letture - ® Riproduzione vietata

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