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Messner Mountain Museum Corones visitare il museo della montagna

Il Messner Mountain Museum a Plan de Corones fa parte del circuito dei 6 musei MMM, ideati dal grande scalatore altoatesino Reinhold Messner e visitabili anche con un tour a tema tra le varie montagne del sud tirolo.

Natura, architettura e alpinismo: questi gli ingredienti che rendono il nuovo Messner Mountain Museum Corones un luogo unico, spettacolare, ma anche non privo di contraddizioni. Dopo un paio d’anni di cantiere, il taglio del nastro è avvenuto giovedì 23 luglio 2015 al cospetto delle eminenti personalità che hanno contribuito alla sua realizzazione: anzitutto Matthias Prugger, presidente di Skirama Plan de Corones, nonché committente dell’opera; Patrik Schumacher, l’architetto incaricato di seguire lo sviluppo del progetto per conto del celebre studio internazionale Zaha Hadid Architects; e naturalmente Reinhold Messner, l’istrionico alpinista altoatesino fautore della nascita del circuito museale Messner Mountain Museum.

La storia del MMM Corones ha radici non molto profonde in confronto alle difficoltà logistiche intrinseche a un progetto come questo. A promuoverne la costruzione è stata Skirama Plan de Corones, desiderosa di offrire ai turisti un motivo in più per visitare il celebre Kronplatz anche d’estate, quando comunque non mancano le alternative tra sport, natura, benessere e gastronomia. Per questo si è deciso di interpellare Messner, il cui nome è di per sé una garanzia, e bandire un concorso di idee rivolto ai maggiori studi di architettura del pianeta per la stesura di un concept. A spuntarla è stata l’archistar anglo-irachena Zaha Hadid, la cui idea di adagiare l’edificio all’interno della montagna ha sbaragliato la concorrenza.

Il risultato è uno spazio dalle linee ultracontemporanee, un museo sotterraneo dedicato alla montagna che con essa vive in simbiosi, come dimostrano le grandi aperture vetrate orientate in modo tale da ammirare alcuni “giganti” dell’arco alpino, dall’Ortles alla Marmolada. Osservandolo all’esterno, una volta scesi dall’impianti, è difficile intuire lo sviluppo dei quasi 1.000 mq di superficie interna che, rispetto all’ingresso, si articola su ulteriori due livelli al di sotto del piano di calpestio culminando in tre grandi “cannocchiali” panoramici. Tutto questo per cercare di minimizzare l’impatto ambientale dell’edificio nei confronti dei meravigliosi scenari dolomitici circostanti, scenari inseriti dall’UNESCO nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità.

Dal punto di vista tecnologico, Zaha Hadid e il suo team si sono avvalsi delle ultime tecnologie in fatto di progettazione parametrica, ovvero sia ottenuta impiegando tecniche di sviluppo digitale. Quest’ultimo aspetto è lampante osservando le linee fluide e sinuose dei pannelli che compongono la “pelle” di rivestimento, generata fresando giganteschi blocchi di polistirolo mediante un software 3D per poi rivestirli con strati alterni di fibra di vetro e cemento. La finitura e il colore del cemento a vista, inoltre, ben si integrano con il tema della “roccia”, trasmettendo al contempo una sensazione di solidità e riducendo al minimo la manutenzione sia dell’esterno che dell’interno dell’edificio.

Altrettando elevati sono gli standard relativi all’efficienza energetica della struttura, certificata CasaClima A (ovvero con consumo energetico inferiore a 30 kWh/mq all’anno) dall’omonima agenzia di Bolzano. Per conseguire tale risultato, particolare attenzione è stata prestata alle tematiche di isolamento termico ed alle terminazioni impiantistiche di cui si avvale l’edificio. Anzitutto, per quanto concerne il rivestimento, l’intera struttura è incapsulata da uno strato di pannelli isolanti di spessore variabile tra 18 e 24 cm, mentre gli infissi a taglio termico sono stati ottenuti con vetro a tre strati. L’impianto di riscaldamento, inoltre, dispone di terminazioni radianti a bassa temperatura, oltre che di un innovativo sistema di ricircolo dell’aria finalizzato al recupero del calore dei fluidi in uscita.

Dal punto di vista espositivo, il museo è stato ideato per narrare la storia dell’alpinismo tradizionale, ripercorrendone l’evoluzione e raccontando la gesta dei suoi più grandi interpreti. Dopo l’ingresso, con biglietteria, piccolo bookshop e guardaroba, una scalinata conduce verso il cuore dell’allestimento, articolato mediante l’esposizione di cimeli e reliquie, la presentazione di svariate citazioni impresse direttamente sui muri e la collocazione di numerose opere d’arte, tra cui dipinti e sculture. Eccezion fatta per le prime, che evidenziano l’ardore e la tenacia di alpinisti in grado di compiere imprese fuori dall’immaginario con attrezzature alquanto approssimative, il resto dell’esposizione fatica a reggere il confronto con l’edificio e soprattutto con le spettacolari prospettive che si aprono all’esterno, di per sé un motivo più che sufficiente per visitare il museo.

In particolare, il culmine della visita si raggiunge accedendo all’ampia terrazza di circa 40 mq situata al di fuori di una delle tre finestre a tutta altezza. Da qui si gode di un magnifico panorama a 240° che abbraccia le Dolomiti tra le Alpi dello Zillertal e l’Ortles, consentendo ai visitatori di apprezzare direttamente alcune enormi pareti rocciose su cui sono state scritte pagine di storia. A quest’ultimo livello, inoltre, una piccola sala cinematografica con una ventina di posti a sedere offre l’opportunità di proiettare film e immagini d’epoca, così da avvicinare ulteriormente l’osservatore al mondo dell’alpinismo tradizionale.

Il Messner Mountain Museum Corones è aperto dalla prima domenica di giugno alla seconda di ottobre e dalla prima domenica di dicembre a metà aprile dalle 10.00 alle 16.00. Per raggiungerlo si può fare affidamento sugli impianti di risalita che, partendo indifferentemente da Brunico, San Vigilio di Marebbe e Valdaora, raggiungono i 2.275 metri di altitudine del Kronplatz. Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.mmmcorones.com, mentre per conoscere gli altri cinque musei appartenenti al circuito messneriano (Firmian, Juval, Ortles, Dolomites e Ripa) è sufficiente cliccare www.messner-mountain-museum.it.

 Pubblicato da il 28/11/2015 - 5.067 letture - ® Riproduzione vietata

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