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Il Ponte delle Catene a Budapest, che unisce le due anime della città

Il ponte delle Catene si chiama così per i collegamenti in ferro che uniscono i due piloni. E' detto anche il ponte dei leoni. Nelle vicinanze si trova il monumento delle scarpe sulle rive del Danubio, che ricorda un eccidio di ebrei durante la IIa guerra.

Attraente nelle sue forme sontuose e nella sua magistrale grandezza, il Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd), sulle sponde del fiume Danubio, è uno di quei monumenti che lasciano il segno nella storia di un viaggiatore. Costruito in pietra, con i suoi 375 metri di lunghezza, deve il suo nome alle lunghe catene in ferro battuto che collegano le due torri.

Ammantato di imponenza e rivestito di orgoglio, sembra un regale sovrano che scruta ed osserva la città, con i due pilastri gemelli che sorreggono con forza il manto stradale, ed al tempo stesso la storia di una città intera. Il ponte è un sublime esempio dell'unione tra la Buda romantica e la Pest decadente, che prima del 1843 si salutavano dalle due rive opposte del fiume Danubio, senza che fossero mai così veramente vicine. L'una, Buda, accasciandosi sulle acque blu del Signore della Mitteleuropa, osservando la sua vicina dall'alto, orgogliosa e fiera, a discapito del suo aspetto grazioso e minimal, un gioiellino storico tra casette basse colorate e viuzze acciottolate che ricordano Praga. Sul lato opposto invece la Pest energica e frizzante, impregnata di quell'irresistibile ed inconfondibile orgoglio metropolitano.

Széchenyi Lánchíd, questo il suo nome ungherese, fu inaugurato su iniziativa del conte ungherese István Széchenyi che lo fece costruire dopo che le impervie condizioni meteorologiche lo costrinsero a rimanere bloccato nella città di Buda e a rinunciare così a dare l'ultimo saluto al padre, che moriva invece nell'opposta Pest. Prima di allora le due città erano collegate d'estate da un ponte a chiatte, che veniva però smontato e rimontato con l'arrivo della bella stagione. Il rigido inverno di questa perla mitteleuropea consentiva di attraversare a piedi il fiume ghiacciato, che, a patto che le temperature fossero sufficientemente basse, diventava una passerella festosa.

La costruzione stabile del Ponte delle catene ha rappresentato l'unione indissolubile di due realtà, di due anime che compongono oggi la stessa capitale ungherese. Su una sponda la meravigliosa Pest, col suo aspetto bohemien e trasandato che tinge di poesia le sue vie; la Budapest più monumentale e ed imperiale che ricorda Vienna e vagamente anche Parigi, che si arricchisce di spasmi metropolitani e che pulsa di vitalità. Dall'altra parte invece c'è una Buda più sobria ma bellissima, che rallegra col suo aspetto appagante e la sua aria rassicurante. Qui il ponte giunge sino a piazza Adam Clark, che prende il nome dal direttore della costruzione, e che presenta uno "0" dalla forma frastagliata a simbolo del punto di partenza di tutte le strade dell’Ungheria. Una volta qui potete raggiungere la collina sovrastante, attraverso una passerella panoramica in salita che arriva fino alle porte del Castello di Budapest; mentre per i meno coraggiosi esiste la funivia della città, la cui breve corsa offre una vista mozzafiato sul Ponte delle Catene, sull’Ansa del Danubio e su tutta Pest.

L'orgogliosa città che era Budapest in quegli anni ha creato nel Ponte delle catene il suo monumento perfetto, simbolo della sua grandezza, della sua bellezza senza tempo e simbolo della sua voglia di espandersi, sconfiggendo l'aquila asburgica. Quando il Ponte delle catene univa definitivamente le due città, Budapest conosceva i suoi tempi migliori, con la divisione delle corone salutava infatti per sempre l'antica compagna Vienna, per camminare da sola e divenire lei stessa la capitale del suo impero. Adagiato sulle acque del Danubio, ad osservare le due città che guida ed unisce, il Ponte è l'indistinguibile traccia del forte orgoglio patriottico ungherese che, nell'unione delle città, vedeva anche l'inizio della sua forza. Lo stemma d'Ungheria che orna i tre imponenti pilastri che attraversano il ponte, rappresenta ancora questa forte sentimento d'amore per una città ed una nazione intera.

Oggi occupa un posto speciale nel cuore degli abitanti della città, che lo ricordano come colui che ha resistito inerme ad una guerra, ma che è stato sconfitto da un'altra, quando, durante la seconda guerra mondiale, venne fatto saltare dai tedeschi allo scopo di bloccare l'avanzata delle truppe sovietiche. Ricostruito nel 1949, esattamente cent'anni dopo la sua inaugurazione, è vegliato da quattro leoni senza lingua, che furono causa di scherno ed imbarazzo per il suo costruttore.

Mentre attraversate il fiume fermatevi ad osservare ed assaporare uno dei più bei spettacoli della città. Il traffico si accavalla indisturbato accanto a voi, mentre sotto i vostri piedi scorre il Danubio, dalle cui acque è nata la storie di interi popoli e la cultura musicale dei più grandi al mondo. Il lento incedere del suo scorrere ci da l'esatta percezione di come sia anche lui davvero parte della città, di come la unisca mentre si accascia, esausto dal suo lungo incedere, sulle sponde rigogliose di Pest e Buda. Dal Ponte delle catene, regale nella sua perfezione e nella sontuosità del suo imperiale gusto architettonico, possiamo osservare indisturbati l'immensità dell'intera metropoli. A sinistra, svolgendo lo sguardo vesto Buda scrutiamo la sagoma del Castello, del Bastione dei pescatori e della Chiesa di Mattia, che la sera, riflessa sul fiume, sembrerà ancora più bella. Sulla sponda opposta invece fa il suo ingresso trionfale nel panorama meraviglioso che si scorge dal ponte, il Parlamento, con la sua grande cupola scarlatta che impreziosisce di colore il manto color panna ricamato da guglie e torrette.
Uno spettacolo imperdibile che regala emozioni profonde e dona un senso di appagamento estatico, difficile da trovare in altre città.

 Pubblicato da il 09/12/2015 - 3.980 letture - ® Riproduzione vietata

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