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Cosa vedere e cosa visitare Varnegyed

Varnegyed, il Quartiere del Castello di Budapest

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E’ stato il nucleo storico di Budapest e oggi ne è sicuramente il più romantico. Sul colle di Buda, ricco di monumenti, musei e chiese, Varnegyed è uno dei luoghi imperdibili della capitale ungherese. Patrimonio dell’Umanità dal 1987, Buda ospita il Quartiere della Fortezza dove da vedere non c’è solo il Palazzo Reale, quel Budavari Palota nato nel Medioevo come struttura difensiva e poi trasformato in sontuosa dimora rinascimentale da Mattia Corvino.

La visita si può iniziare da Piazza Szent Gyorgy, situata davanti all’ingresso principale della fortezza e fiancheggiata da due edifici: il Palazzo Sandor, neogotico, un tempo residenza del Primo Ministro, e il Teatro della Fortezza (Varszinhaz), dalla facciata rococò, ex convento carmelitano chiuso sul finire del 1700 per ordine di Giuseppe II° e adibito a sede teatrale qualche anno più tardi dall’architetto Farkas Kempelem.

Altrettanto bella è Disz ter: piazza del Pascià, divenuta piazza San Giorgio e poi delle Parate perché proprio qui si svolgevano le parate militari, in epoca medievale era il centro del quartiere. Circondata da begli edifici in stile barocco e neoclassico fra cui il Palazzo della Posta con l’inconfondibile facciata color ocra, accoglie, all’incrocio con Szent Gyorgy utca, la statua di un ussaro con l’uniforme degli anni di regno di Maria Teresa. Poco più lontano si trova la scultura di un honved, soldato dell’armata nazionale, che commemora la rivolta degli ungheresi contro gli Asburgo avvenuta nel 1848-49.

Anche su Tarnok utca si affacciano belle case dipinte con decori barocchi: la strada del Tesoriere è fra le più turistiche della città poiché ospita ristoranti, locali e negozi di souvenir; alcune facciate meritano però senza dubbio un’attenzione particolare come quella al civico 14 (Tarnok Eszpresszo): il palazzo risale ai secoli XIV° e XV° ed è stata restaurata negli anni 1950-60. Al numero 18 la casa di un mercante del XV° secolo è stata trasformata verso la metà del XVII° secolo nella farmacia Arany Sas, ovvero dell’Aquila d’Oro come ricorda la bella insegna in ferro posizionata sopra la porta d’ingresso. Oggi il Patika Muzeum, Museo della Farmacia, espone oggetti e strumenti farmaceutici e accoglie la ricostruzione di una farmacia del XVIII° secolo e di un suggestivo laboratorio che ricorda la fucina di un alchimista. Orari di apertura: 10.30-18 da marzo a ottobre e 10.30-16 il resto dell’anno. Chiuso il lunedì. Info su  www.semmelweis.museum.hu

Proseguendo il tour, sulla sinistra, vi è il Balta koz, il Passaggio della Mannaia che durante il Medioevo era, come si può ben immaginare dal nome, un vicolo piuttosto mal frequentato e pericoloso.

La piazza principale del Varnegyed è Szentharomsag ter che deve il nome alla colonna della Trinità che ne orna il centro: questo monumento barocco, opera di Fulop Ungleich, venne innalzato nel XVIII° secolo in ricordo delle epidemie di peste avvenute in quegli anni. Era infatti usanza dell’epoca che i sopravvissuti erigessero una statua per ringraziare Dio di averli risparmiati. Nei pressi della colonna si può anche prendere un calesse per fare un giro turistico del quartiere. All’angolo di Szentharomsag utca si trova un palazzo barocco, costruito da un architetto italiano, sede un tempo dell’antico municipio di Buda e poco più avanti, in una nicchia, la statua di Atena, simbolo della città, con in mano uno scudo scolpito con lo stemma cittadino. Al civico 6 si può visitare la Casa dei Vini Ungheresi, Magyar Borok Haza: il tokaj è probabilmente il più famoso conosciuto all’estero ma ve ne sono molti altri da scoprire. Possibilità di degustazioni e acquisto sul posto.

Con il suo bel campanile simile a un vero e proprio merletto di pietra e i tetti di tegole verniciate, Matyas Templom, la chiesa di Mattia, s’innalza a destra di Szentharomsag ter. In origine nota come chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione, nel XIX° secolo venne ribattezzata in onore del re Mattia Corvino che aveva contribuito ad alcuni interventi di ampliamento dell’edificio religioso oltre che a ospitarne per due volte le nozze, prima con Caterina di Podebrady e poi con Beatrice d’Aragona. Nel 1541 i Turchi conquistarono Buda e distrussero le decorazioni cristiane della chiesa trasformandola in una moschea; liberata nel 1686 dalle armate cristiane, Matyas Templom fu donata ai gesuiti che la impreziosirono con elementi barocchi. Fu qui che l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe I° e la consorte Elisabetta (Sissi) vennero incoronati sovrani d’Ungheria nel 1867 sulle note della Messa dell’incoronazione composta e diretta da Franz Liszt. L’esterno della chiesa si presenta con la torre Mattia, alta 80 metri e con la guglia in pietra, sulla facciata principale mentre a sinistra del portale s’innalza la torre Bela in stile romanico. Da notare la porta di Maria (portale sud) che risale ai tempi di Luigi I° il Grande e il bassorilievo del frontone con la Vergine fra gli apostoli. All’interno si rimane sorpresi dalla numerosa presenza di pitture su muri, pilastri e volte e dall’altare maggiore neogotico del coro con la statua della Vergine. Altrettanto suggestive le cappelle di San Ladislao, della Trinitià (con il sarcofago de re Bela II° e della sposa Anna d’Antiochia), di San Emerico e di Loretta dedicata al culto della Vergine; il fonte battesimale in pietra scolpita con il coperchio in bronzo; la mostra d’arte sacra che si raggiunge dopo aver attraversato la cripta e oltrepassato la cappella di Santo Stefano: sono esposti oggetti d’arte religiosa fra cui calici, teche, ostensori e paramenti sacerdotali.

A pochi metri dalla chiesa sorge il Bastione dei Pescatori (Halaszbastya) con la statua equestre di Santo Stefano in bronzo raffigurato con il mantello d’incoronazione e la sacra corona. Questo bel complesso neoromanico di fortificazioni e torrette fu costruito per ricordare il millenario della città nel 1896. Da qui si può ammirare uno dei più bei panorami sul Danubio e su Pest.

Passeggiando per il Quartiere della Fortezza si raggiunge Hess Andras ter che porta il nome del primo editore che nel 1483 s’insediò qui e a cui si deve la pubblicazione della prima opera in ungherese, la Cronaca di Buda. Al centro della piazza sorge la statua di papa Innocenzo XI° eretta in occasione delle celebrazioni per i 250 anni della liberazione di Buda. Se si guarda dietro la statua si vedrà al civico 3 una casa detta “del porcospino rosso” per via del simpatico animaletto che ne decora il portone d’ingresso mentre sui resti di un antico convento dei Domenicani è stato costruito il moderno hotel Hilton. Per accedere a ciò che rimane del vecchio chiostro e della navata bisogna entrare dall’ingresso dell’hotel.

Su Tanciscs Mihaly utca (il nome lo deve a un giornalista) si affacciano case colorate in stile neoclassico; al numero 7 sorge il Zenetorteneti Muzeum, il Museo di Storia della Musica, che nel 1800 ospitò Beethoven in occasione di un concerto che il musicista tenne alla fortezza di Buda. Nelle sale del Palazzo Erdody si possono ammirare strumenti musicali, partiture originali, disegni e fotografie. Info su zti.hu/index.php/en/

... Pagina 2/2 ... Al 9, nella casa a fianco, due lapidi ricordano che Mihaly Tancsics e Kossuth Lajos furono imprigionati qui: prima di diventare una prigione all’epoca degli Asburgo, questo palazzo era una residenza reale. Sempre la stessa via accoglie al numero 26 il Museo della Vecchia Sinagoga Medievale (Kozepkori Zsido Imahaz): la sala preghiera è divisa da due pilastri gotici e sui muri della parte superiore si possono leggere ancora oggi alcune iscrizioni del XVII° secolo. Aperto da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18 dal 1° maggio al 31 ottobre e dalle 10 alle 14 dal 1° novembre al 30 aprile. Chiuso il lunedì e martedì. Tariffe: adulti 800 HUF (circa 2,60€); studenti 400 HUF (1,30€).

In Becsi kapu ter, dove un tempo si svolgeva il mercato del sabato, si affacciano palazzi multicolor ornati di stucchi (belli quelli ai civici 3 e 5); all’angolo con Tancsics Mihaly vi sono la chiesa luterana del XIX° secolo e una lapide in ricordo di Gabor Sztehlo che salvò quasi 2 mila bambini nella Seconda Guerra Mondiale. Da vedere anche il palazzo che ospita gli Archivi Nazionali sul lato nord della piazza e il monumento al poeta ungherese Ferenc Kazinczy. La porta di Vienna (Becsi kapu), nei secoli passati secondo ingresso più grande della città, fu ricostruita nel 1936: al suo interno una targa onora i soldati scomparsi in guerra per liberare Budapest dal gioco ottomano. Vicino si trova il monumento della riconquista di Buda, anch’esso del 1936, che rappresenta un angelo con la doppia croce apostolica. Da qui si arriva al piccolo parco d’Europa (Europaliget) ridisegnato nel 1973 per i cento anni di fondazione di Budapest: molti sindaci di città e capitali europee vennero a piantarvi un albero per ricordare l’importante avvenimento.

Fra le altre strade caratteristiche del quartiere vi è Fortuna utca su cui si affacciano case storiche: da qui poco prima di arrivare a Hess Andras ter si volta a destra in Fortuna koz. Questo passaggio porta a un cortile interno dove vi sono negozi di souvenir e la libreria Litea (aperta dalle 10 alle 18) con una bella sala da tè.

In Orszaghaz utca, fra le arterie principali durante il Medioevo, sorgono palazzi dagli elementi gotici (ai numeri 2, 20 e 22 per esempio): la strada del Parlamento porta il nome attuale dal 1790 anno in cui avvenne la riunione dell’assemblea nel convento delle Clarisse situato al civico 28. Con ingresso da Darda utca si accede invece alla grotta della fortezza: una rete di percorsi sotterranei naturali che durante il Secondo Conflitto Mondiale diedero riparo a oltre 4 mila persone. La Varbarlang fu anche utilizzata da tedeschi, ungheresi e russi come nascondiglio per armi e munizioni e per allestirvi un ospedale militare.

Se siete in Szentharomsag utca non potete lasciarvi sfuggire una sosta alla “pasticceria di Sissi”, la Ruszwurm Cukraszda, fondata nel 1827: i dolci e le tisane sono assolutamente da provare nonostante le lunghe file che ci sono ogni giorno per accedere a questa piccola pasticceria. Si trova al civico 7.

All’angolo con Uri utca, la strada più lunga del Quartiere della Fortezza, si trova la statua equestre di Andras Hadik, generale all’epoca del regno di Maria Teresa. Passeggiando per questa bella via residenziale si respira un’atmosfera rilassata e s’incontrano luoghi e monumenti interessanti. Il primo è il Budavari Labirintus (al 9), un vero e proprio dedalo di caverne e gallerie che si estende sotto questa zona della città. Si possono ammirare soffitti bassi, statue e una fontana da cui sgorga vino accompagnati da un sottofondo musicale. La visita piacerà sia agli adulti che ai più piccoli. Info su orari e prezzi labirintus.eu/en/

Da queste parti si trova anche il Museo del TelefonoTelefonia Muzeum - in cui ne potrete ammirare alcuni esemplari appartenuti all’imperatore Francesco Giuseppe e ad altri sovrani oltre che una collezione di schede telefoniche di tutto il mondo. Uri utca sbocca su Kapisztran ter, la piazza dedicata al monaco francescano di origini italiane che combatté contro i turchi. Qui s’innalza un campanile gotico in ricordo della chiesa di Santa Maddalena, unico edificio religioso cristiano autorizzato dagli ottomani durante l’occupazione della città. All’interno della torre sono ospitate mostre temporanee; chi lo desidera può anche salire fino in cima per vederne le campane.

Se avete ancora tempo libero consigliamo ancora il Museo di Storia Militare, Hadtorteneti Muzeum, civici dal 2 al 4, facilmente riconoscibile grazie a due fila di cannoni che ne indicano l’ingresso. Dentro questa vecchia caserma del 1830 c’è una raccolta di armi, uniformi, bandiere e decorazioni. Sito ufficiale www.militaria.hu/

Usciti dal museo ci si può dirigere infine vero il bastione di Esztergom da cui sventola la bandiera nazionale: la vista da qui raggiunge buona parte di Buda, delle colline e del monte Janos. La passeggiata dei bastioni – Toth Arpad setany – segue le mura fortificate del Medioevo e si estende sino a Disz ter.

 Pubblicato da il 06/09/2017 - 1.507 letture - ® Riproduzione vietata

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