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Cosa vedere e cosa visitare Vizivaros

La visita al quartiere di Vizivaros a Budapest

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Situato nel cuore della capitale ungherese, tra il Danubio e la collina del Castello sino a raggiungere Moszvka ter (Piazza Mosca), Vizivaros è uno dei più antichi quartieri cittadini, un tempo abitato da pescatori, commercianti e artigiani. Chiamata anche “città delle acque” per il gran numero di bagni termali e sorgenti che lo caratterizzano, questa zona ospita alcuni dei monumenti e delle attrazioni più importanti di Budapest.

Cosa vedere a Vizivaros

La scoperta di Vizivaros può cominciare da Szechenyi lanchid, il Ponte delle Catene: fu il conte Istvan Szechenyi a promuovere la costruzione di quello che viene considerato uno dei simboli della capitale. Nel 1820 un giovane aristocratico, capitano degli ussari, apprese della morte del padre avvenuta a Buda. Arrivato a Pest per prendere il traghetto, l’uomo non potè però attraversare il Danubio perché i ghiacci avevano interrotto il traffico sul fiume. Fu in quell’occasione che gli nacque l’idea di costruire un ponte: vennero presentati vari progetti e la realizzazione affidata all’ingegnere inglese William Thierney Clark e al geometra scozzese Adam Clark. Il ponte, costruito fra il 1842 e il 1849, ha una luce di 380 metri e una larghezza di poco meno di 16 metri; l’utilizzo di pietra e ferro crea un bell’insieme classico che merita di essere ammirato anche di sera, illuminato da grandi riflettori, quando i cavi di sospensione collegati ai due piloni a forma di arco di trionfo assomigliano a ghirlande di luce. A ogni estremità vi sono due leoni, anch’essi in pietra, che montano la guardia accucciati su un piedistallo.

Un aneddoto su questo ponte? Si diceva che i leoni non avessero la lingua. Secondo una leggenda infatti un calzolaio se ne sarebbe accorto il giorno dell’inaugurazione e lo avrebbe fatto notare a voce alta provocando l’ilarità di tutti i presenti alla cerimonia. Lo scultore, tale Janos Marschalkò, umiliato dal disonore, si sarebbe gettato nelle acque del Danubio. In realtà se ci si avvicina molto al muso dei leoni, la lingua, seppur piccola, la si vede. L’artista ungherese? Morì semplicemente di vecchiaia.

Clark Adam ter è una rotonda utilizzata da migliaia di veicoli che entrano ed escono dalla galleria scavata nella collina del Castello e che porta al quartiere Kristinavaros: i cittadini di Budapest devono anche questa realizzazione allo scozzese Adam Clark. Sulla sinistra della piazza si nota una scultura, nota come Pietra del Chilometro Zero, da dove sono calcolate le distanze di tutte le strade del paese.

Da qui parte anche la Budavari Siklo, la storica funicolare di Budapest, che con un breve tragitto porta alla collina del Castello, fra Palazzo Sandor e Palazzo Reale. Costruita nel 1870 dal figlio di Szechenyi, venne distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale dai tedeschi. Dal 1986 è nuovamente in funzione: lunga circa 95 metri, possiede due cabine che trasportano sino a 24 persone alla volta. Le corse vanno dalle 7.30 alle 22 e partono ogni 5-10 minuti. Tariffa: andata 1200 HUF (3,90€); andata e ritorno 1800 HUF (5,80€).

La strada principale del quartiere è Fo utca che corre parallela al Danubio e su cui si affacciano edifici e palazzi dagli stili più disparati. Al civico 7, all’angolo con Pala utca, s’innalza una costruzione moderna che si estende sino al fiume: si tratta dell’Istituto Francese inaugurato nel 1992. Dall’altro lato della strada invece (al 20) si trova una graziosa casetta in stile barocco che ospita il ristorante francese Pavillon de Paris (Paritzsi Kert). Ai numeri 30 e 32 sorgono il vecchio convento dei Cappucini e la chiesa attigua, quest’ultima trasformata in moschea durante la dominazione dei turchi.

Poco oltre si trova Corvin ter, Piazza Corvino, circondata da edifici barocchi e sul lato nord dal teatro neoclassico Budai Vigadò, la Sala da Ballo di Buda (da non confondere con quella di Pest situato sulla Vigadò ter). Più avanti, sulla destra, sorge la chiesa calvinista in mattoni rossi.

Proseguendo il tour alla scoperta del quartiere s’incontra Batthyany ter, cuore di Vizivaros, un tempo area mercatale della capitale e dove si racconta che nell’edificio al civico 3, conosciuto come Locanda della Croce Bianca, abbia soggiornato anche Casanova. Il palazzo si distingue per i rilievi che raffigurano le quattro stagioni e per i suoi due balconi in ferro battuto in stile rococò a destra e barocco a sinistra. E’ proprio l’insegna del bar Casanova a ricordare che il celebre avventuriero italiano si fermò in questo luogo in occasione del suo viaggio nei paesi d’Europa alla fine del XVIII° secolo.

La bella piazza deve il suo nome al conte Lajos Batthyany, politico liberale favorevole a un compromesso con l’Austria, capo del primo governo d’Ungheria nel 1848. Diede le dimissioni dopo un disaccordo con Lajos Kossuth e fu giustiziato dagli austriaci l’anno seguente in seguito allo scacco della rivoluzione ungherese.

Sempre in questa piazza si può ammirare la chiesa di Sant’Anna, elegante edificio religioso in stile barocco con i due campanili gemelli voluti dai Gesuiti nel 1740, consacrata solo agli inizi del 1800. Sopra il portale si distinguono le statue allegoriche di Fede, Speranza e Carità mentre al centro della facciata è collocata quella di Sant’Anna con Maria. L’interno della chiesa è decorato con estrema ricchezza: di grande pregio sono l’altare maggiore circondato da colonne di marmo, gli affreschi della cupola che rappresentano la Trinità, il pulpito dorato ornato da angioletti e la cassa dell’organo.
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In Nagy Imre ter si trova invece un’imponente costruzione in mattoni delimitata da quattro strade che, a seconda delle epoche storiche, fu tribunale militare, sede della polizia politica e in seguito della Gestapo. In questo edificio il primo ministro ungherese Imre Nagy venne processato e giustiziato nel 1958 assieme a altri politici protagonisti dei moti ungheresi avvenuti due anni prima.

Vizivaros ospita inoltre alcuni dei bagni termali più celebri della capitale fra cui Kiraly Gyogyfurdo che risalgono all’occupazione turca nel XVI° secolo. Le cupole verdi, elementi caratteristici del periodo ottomano, si vedono bene sul lato di Fo utca: la più grande, sormontata da una mezzaluna, venne eretta nel 1556 per ordine del pascià Mustapha Sokoli.

Una visita la merita anche la Cappella di San Floriano (Szent Florian kapolna), piccolo e grazioso luogo di culto barocco costruito fra il 1759 e il 1760 dall’architetto Matyas Napauer. Le statue di San Nicola e San Biagio decorano la facciata di questa chiesa situata al civico 88 di Fo utca. Sull’altare maggiore vi sono pitture che illustrano l’apoteosi del santo mentre sul muro di destra della navata vi è un bel dipinto della Vergine datato 1740.

Teatro di manifestazioni durante l’insurrezione dell’ottobre 1956, Bem Jozsef ter è una delle piazze più care agli ungheresi. Generale d’origine polacca, Bem Jozsef rappresenta una figura simbolica per Budapest: ardente difensore della libertà, prese parte alla rivoluzione del 1848. Il poeta Sandor Petofi gli ha reso omaggio con alcuni versi incisi sul piedistallo della statua che lo raffigura, ferito, mentre incita i suoi uomini.

Se siete a Budapest con i bambini recatevi al Millenaris Park dove sorge il parco giochi interattivo Zold Peter. In questa grande area, polmone verde della capitale con oltre 400 alberi e un grazioso laghetto di 3 mila metri quadrati, vi sono un vigneto, campi di grano e alberi di melo. Il Parco Millenario ospita inoltre un teatro, un edificio per esposizioni e mostre e il Palazzo delle Meraviglie, con giochi scientifici, inaugurato nel 1997. Si trova in Kis Rokus utca (16-20). Info su www.millenaris.hu

In Mecset Utca 14 si trova infine la tomba di Gul Baba (Gul Baba turbeje), meta di pellegrinaggio per i musulmani. La sepoltura di questo monaco sufi che partecipò alla conquista turca di Buda ma morì dopo poco è all’interno di un piccolo giardino ornato da fiori e fontane. Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Dopo tanto passeggiare, fermatevi per una pausa gourmand al caffè Angelika (Angelika Kavehaz es Etterem) al 7 di Batthyany ter dove gustare una grande varietà di caffè, tè e dessert o, se preferite, i saporiti piatti della cucina ungherese. Da non perdere la bella vista panoramica che dal patio si ha sul Palazzo del Parlamento.

Come arrivare

Il quartiere Vizivaros può essere raggiunto comodamente con i mezzi pubblici: metro M2; treno H5; bus 109 e 990; battello D11 e D12.

 Pubblicato da il 16/09/2017 - 541 letture - ® Riproduzione vietata

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