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Pokhara, visita alla seconda cittÓ del Nepal: da vedere e sapere

Insieme alla capitale Kathmandu, una delle località più visitate del Nepal è Pokhara, un’oasi naturalistica immersa in un territorio che rappresenta il sogno degli appassionati di trekking di tutto il mondo. Pokhara è infatti il punto di partenza di alcuni dei più lunghi e famosi trekking del Nepal, oltre che di numerose passeggiate brevi e di escursioni da compiere dal mattino alla sera nella vallata circostante, che non solo sono gratificanti, ma anche accessibili ai bambini ed agli escursionisti meno allenati. Soltanto le colline pedemontane separano Pokhara dalle maestose cime dell’Himalaya, anche se la città è sovrastata dalle vette dell’imponente massiccio dell’Annapurna, delle quali la più vicina è il fotogenico Machhapuchhare che, con i suoi 6.997 metri di altezza, si staglia all’orizzonte per decine di chilometri.

I primi turisti occidentali a scoprire Pokhara all’inizio degli anni ’70 del Novecento furono gli hippy, che videro nella città il luogo perfetto per i loro passatempi preferiti; di solito venivano sin qui per una settimana e si fermavano mesi. Da allora le cose sono cambiate, ma Pokhara conserva ancora qualche retaggio dello stile di vita edonistico e rilassato di quegli anni, sebbene a questo aspetto si affianchi una volta di più quello del rapido sviluppo all’occidentale.

Pokhara è una città che si estende, senza un ordine preciso, da nord a sud per circa 5 chilometri. Cominciando da nord, si incontra la trafficata zona del bazar, ossia quella della città vecchia, rimasta quale era prima dell’avvento dell’elettricità e delle strade; a sud del bazar vi è la stazione degli autobus e, ancora più a sud, l’aeroporto. La maggior parte dei negozi e l’ufficio postale si trovano nei dintorni di Mahendrapul, ovvero il “Ponte di Mahendra”, presso il quale spiccano anche i musei ed il campus della Prithvi Narayan University. Spingendosi ancora a sud si incontra il Phewa Tal, o Lago di Phewa, dal quale parte un percorso in salita diretto al Mahendrapul. Quasi tutti i visitatori stranieri alloggiano nella zona di Baidam, dove si trovano alloggi di differenti tipologie accomunati dal costo generalmente basso.

Il Phewa Tal è il principale punto di attrazione turistica di Pokhara ed il secondo lago del Nepal per estensione, preceduto soltanto dal Lago di Rara, situato in una remota provincia occidentale. Diversamente dalla zona del lungolago, dove è visibile lo sviluppo incentrato sul turismo, la ripida sponda sud-occidentale è caratterizzata da un bellissimo ambiente boschivo. Dalla riva del lago, la fitta Rani Ban (Foresta della Regina) conferisce alle acque immobili un’intensa sfumatura verde smeraldo, e sopra queste acque interi stormi di aironi bianchi prendono il volo o rimangono appollaiati sui rami sporgenti degli alberi. Intorno al lago si possono intraprendere numerose escursioni a piedi o in mountain-bike, mentre se volete navigarlo si può noleggiare una doonga, un’imbarcazione tipica della zona.

Il magnifico panorama delle vette dell’Annpurna forma lo sfondo maestoso della città di Pokhara. Dal lago potete vedere distintamente le montagne, mentre dalla sponda opposta del Phewa Tal, presso il Fish Tail Lodge, potrete vederle addirittura due volte, nella realtà e riflesse nel placido specchio d’acqua. Inoltre, se volete godervi la vista più da vicino e a 360 gradi, potete arrampicarvi a Srangkot o su uno degli altri punti panoramici della valle. A ovest dell’Annapurna si innalza il Dhaulagiri, che raggiunge gli 8.167 metri di altezza; tra il Dhaulagiri e la catena dell’Annapurna scorre il fiume Kali Gandaki, che forma la gola più profonda del mondo, la cui esistenza risale a prima della formazione dell’Himalaya.

All’interno del centro storico non si possono perdere i tre musei cittadini, tutti concentrati nella zona del bazar. Il Pokhara Museum si trova a nord della stazione degli autobus sulla strada principale e vi sono esposti reperti di storia locale; di grande interesse sono i materiali di carattere etnico, che vanno dalle testimonianze dei riti della vita del villaggio alle medaglie di guerra conquistate dei gurkha sui campi di battaglia in giro per il mondo. Il Tamu Kohibo Museum, situato nei pressi del corso del fiume Seti, è un allestimento incentrato sulla cultura tamu. Ogni aspetto architettonico dell’edificio è portatore di un significato religioso, ma sono le esposizioni, semplici eppure molto esplicative, accompagnate da ottime descrizioni in inglese, che fanno di questo museo il migliore di Pokhara. All’estremità settentrionale della città, nel campus della Prithvi Narayan University, si trova il Natural History Museum, che presenta alcune esposizioni interessanti, anche se un po’ datate, sui problemi ambientali della regione; nella sezione di storia naturale vi sono riproduzioni in stucco a grandezza naturale della fauna del luogo ed una ricca collezione di farfalle, falene ed altri insetti.

Diversamente a molte altre città nepalesi, Pokhara non spicca per i suoi templi. I pochi edifici sacri degni di nota sono: il tempio di Varahi, che si erge su una piccola isoletta all’interno del Lago di Phewa; il tempio di Bhimsen, situato nella parte settentrionale della zona del bazar, proprio sulla strada principale del quartiere più vecchio della città; ed il tempio di Binde Basini, il più famoso di Pokhara, che vanta una posizione molto suggestiva sulla cima di una collina ai cui piedi si estende un grande parco. Nei dintorni della città vi sono invece parecchi insediamenti tibetani, tra i quali Tashiling, noto per la tessitura dei tappeti, e Tashipalkhel, nei pressi di Hyangja.

Il clima di Pokhara, che si trova a 884 metri di altitudine, è sub-tropicale umido, con temperature mediamente alte per tutto l’anno e precipitazioni che si concentrano tra i mesi di giugno e settembre. I mesi più freddi sono dicembre e gennaio, quando le temperature oscillano tra 18 e 8 gradi, mentre in agosto le massime arrivano a lambire i 30 gradi con minime intorno ai 22/23. Il picco di precipitazioni si registra in luglio, quando in appena 30 giorni cadono circa 800 mm di pioggia.

Per raggiungere Pokhara da Kathmandu si può contare sugli aerei, che fanno la spola con la capitale più volte al giorno, o sugli autobus, con i quali il viaggio dura tra le 6 e le 8 ore. Gli spostamenti urbani avvengono prevalentemente in moto e in bicicletta, mezzi che si possono facilmente noleggiare in loco, o in alternativa in taxi, le cui tariffe sono veramente accessibili.
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 Pubblicato da - 27 Febbraio 2010 - ę Riproduzione vietata

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