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Le foto di cosa vedere e visitare a Yamanashi

Yamanashi, guida alla cittÓ giapponese e alla sua prefettura

Yamanashi meglio come conosciuta come la Prefettura di Yamanashi, si trova in Giappone a ovest di Tokio nella regione Chubu. Una località particolarissima quella di Yamanashi poiché non solo propone moltissime bellezze architettoniche, culturali e artistiche ma anche naturali, il che la rende assolutamente completa per ogni tipologia di turismo e target, grazie alle sue numerose escursioni, ai suoi vasti paesaggi e ai suoi tipici musei. Vi sono poi diversi posti che rappresentano tappe piuttosto significative per la storia della collettività appartenente a Yamanashi, quindi non indugiamo oltre e andiamo a scoprirli.

Questo magnifico settore della regione di Chubu prende il nome dall'omonima città di Yamanashi, in realtà piuttosto ridotta come dimensioni. Sorta durante la seconda guerra mondiale, dall'unione di due modeste borgate, Yamanashi venne eletta al rango di città nel 1954. Oggi conta di una popolazione di poco più di 36.000 abitanti, e non offre particolari spunti di interesse se non per l'antico tempio di Seihaku-ji.

Si tratta di un monumento inserito tra i Tesori Nazionali del Giappone, probabilmente eretto a metà nel 14° secolo, ma di cui ammiriamo la versione del 1415, anche se è stato rimaneggiato a causa dei daneggiamenti di un grande incendio, verificatosi nel 1682.
A parte questo luogo affascinante la città non offre molto, anche se può essere un ottimo punto di partenza per esplorare i magnifici luoghi dei suoi dintorni.

Monte Fuji: considerato sacro fin dal periodo Tokugawa, si tratta del punto di riferimento più rappresentativo di Yamanashi, poiché il suo cono vulcanico assolutamente simmetrico, non solo è stato il soggetto di un'artista come Hokusai (in seguito ad aver realizzato "36 vedute del Monte Fuji") ma soprattutto rappresenta un simbolo nazionale. Qui sono particolarmente conosciuti e anche piuttosto frequentati dai turisti i sentieri. Soprattutto quello di Kawaguchiko che essendo il percorso tradizionale è anche il più utilizzato e quindi popolato, con i suoi zig zag continui tra le rocce tipiche del paesaggio e diversi rifugi in cui poter sostare. Un altro sentiero caratteristico è quello di Mishima-Guchi poiché è il più breve e viene intrapreso soprattutto da coloro che intendono arrivare fino in cima per ammirare la famosissima alba. Infine, il più difficile è il sentiero di Gotemba-guchi ma chi lo percorre di solito intende visitare un momento storico importante ossia quello del 1707 quando, in seguito ad un'eruzione vulcanica, fu rimasto intatto un grandissimo campo di cenere e questa strada passa proprio di qui.

Essendo la montagna più alta dell'intero Giappone, il Monte Fuji è percorribile solo durante luglio e agosto (e non sono rare le nevicate improvvise anche d'estate viste le basse temperature di altitudine), per un tragitto di circa sei ore. Era meta di pellegrinaggio nel periodo Tokugawa ed è ancora meta di pellegrinaggio nell'attualità. Ovviamente, occorrono diversi accorgimenti per poter intraprendere la scalata che vanno dal vestiario più consono ai più adeguati strumenti di orientamento e ovviamente, del buon senso nel non addentrarsi in luoghi che non hanno preventiva segnaletica.

Regione dei cinque laghi: collegata per ovvi motivi al Monte Fuji, la Regione dei cinque laghi ha un nome che già racconta la sua bellezza. Si tratta di una conosciuta località di villeggiatura dove oltre a racchiudere il Monte Fuji, vanta meravigliose cascate, grotte, altipiani e vedute panoramiche che rendono il paesaggio naturale stupendo. Inoltre, le numerose crociere sui laghi che si possono effettuare fanno immergere chiunque nel cuore dello scenario.

Il più conosciuto è il Lago di Kawaguchi-ko poiché ha la particolarità di riflettere l'intera montagna sulla superficie delle sue acque, regalando uno spettacolo capovolto unico. Dal Monte Tenjo si riesce ad ammirarne una vista ampia e completa. Qui, si può approdare ad una realtà museale particolare, data dal Museo d'Arte Itchiku Kubota (il cui nome deriva dall'artista che creò kimoni particolari con tecniche pittoriche risalenti al XIV secolo circa, nel periodo Muromachi) e ammirarne la collezione di oreficeria, il vasto e curato giardino nonché un'intima quanto preziosa sala da té. Altro centro culturale è quello del Museo di Kawaguchiko, dove all'interno vi sono esposte fotografie, stampe, immagini e riproduzioni su diversi materiali dedicati al Monte Fuji. Altro bacino interessante, per la precisione il più grande dei cinque, è il Lago di Yamanaka-ko. Il più famoso di Yamanashi in quanto racchiude il più alto numero di ristoranti, negozi ed hotel, grazie a moltissime visite che vengono effettuate per lo più da gruppi organizzati. Anche in questo caso non manca la parte culturale, data da un parco che racchiude, oltre ad un tragitto naturalistico, anche due musei importanti della letteratura giapponese. Il primo è intitolato al famoso scrittore Yukio Mishima e il secondo all'altrettanto celebre giornalista Tukutomi Soho. Un'altra area immersa nel verde che propone uno spettacolo visivo altamente suggestivo è quella data dal Parco di Hana no Miyako, dove i fiori sbocciati e pieni di colore sanno infondere armonia e semplicità negli occhi di chi li guarda. Specchio d'acqua meritevole è poi il Lago di Motosu-ko, poiché si tratta del più profondo bacino e la visuale del Monte Fuji che si riesce ad ammirare dalla sua riva settentrionale è famosissima, poiché riprodotta nella banconota da 1.000 yen. Flora e fauna autoctone poi, danno un contributo che incornicia una realtà già piuttosto radicata. Infine, i due bacini più piccoli sono dati dal Lago Shoji-ko e dal Lago di Sai-ko, quest'ultimo è piuttosto celebre per essere, oltre al più piccolo, anche il più misterioso dei cinque specchi d'acqua, per via di una natura lussureggiante che lo avvolge in modo quasi esoterico.

Shosenkyo Gorge: più di 1000 metri quadrati di boschi, città rurali e valli, questa è la più bella gola del Giappone spostandosi dal centro di Kofu City. Si tratta del Parco Chichibu Tama Kai e le sue famose escursioni sono celebri per tutta Yamanashi. Una particolarità del tutto sfiziosa è data dai nomi che sono attribuiti alle rocce, poiché prendono il nome di animali, sia quelli reali che quelli considerati mitologici nella cultura orientale. La parte a nord del tragitto, in corrispondenza della Greenline Shosenkyo, porta poi alla vista di una cascata affascinante alta ben 30 metri circa. Qui, sopra la cascata, c'è un piccolo villaggio in cui vi è la possibilità di fermarsi, per poter ammirare i numerosi negozi di souvenir o degustare le tipicità culinarie del luogo, dati i numerosi ristoranti presenti. Il periodo ideale per visitare Shosenkyo Gorge è l'autunno, grazie ad un colore caldo, profondo e incantevole che prende tutto l'intero panorama.

Museo della frutta: sempre nei dintorni del Monte Fiji, in un parco con più di 190.000 metri quadrati di terreno, si trova una realtà culturale piuttosto insolita e particolarissima. Si tratta del Yamanashi Fuefukigawa ossia il museo della frutta. La maestranza che ha creato un'architettura evocante una fragola è Itsuko Hasegawa, celebre architetto del panorama giapponese. Il progetto è stato creato nel 1993/94 circa e l'inaugurazione è avvenuta nel 1997. Una presentazione più ampia ne vede uno sponsor visivo con tre edifici, volti a ricordare i tipici cibi freschi. Si tratta di Plaza Frutta il cui simbolo evocativo è quello dei semi; la Serra Tropicale che riproduce una vera e propria didascalia ottica della frutta infine, l'Atelier che ricorda la genesi del seme quando questo prende vita.

Cultura: Yamanashi riflette moltissimo la cultura del periodo Tokugawa, detto anche periodo Edo (1600-1868). In questi anni, si diffonde la cultura grazie all'uso della stampa e la narrativa comincia ad attingere alla vita quotidiana, alle vicende dell'uomo della strada, del mercante, del "borghese". Nascono così i libri del mondo fluttuante (ukiyozoshi) o "effimero", come chiamava se stessa la nuova società: tema centrale della nuova produzione è il conflitto fra sentimento e dovere, conflitto spesso tragico in un mondo cristallizzato come quello che affrontava Yamanashi nel periodo Tokugawa.

Curiosità: tra le altre atipicità positive che si respirano a Yamanashi non manca il buon gusto della stravaganza, perché per essere originali ci va anche un ottimo spirito emotivo. Questo lo si evince da una sala da té sospesa tra gli alberi di glicine, ossia progettata da Terunobu Fujimori, ma anche dal Festival di Shibazakura, un evento completamente dedicato alla bellezza del Muschio Rosa.

Tra casette sospese sugli alberi, un festival dedicato al muschio bianco, un monte immerso nel verde e paesaggi naturali atipici, senza dubbio Yamanashi rappresenta un mondo delle fiabe, con la differenza di esistere veramente.
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 Pubblicato da - 07 Aprile 2015 - ę Riproduzione vietata

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