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Le foto di cosa vedere e visitare a Palmira

Palmira (Palmyra): visita al sito archeologico della Siria

L’Eufrate, il Tigri, la Mesopotamia, la Mezzaluna Fertile: nomi che forse fanno tornare in mente i manuali di storia sfogliati sui banchi di scuola. Un viaggio lungo l’Eufrate è un ritorno alle testimonianze più antiche della nostra civiltà. Le vestigia dei grandi imperi babilonese, ittita o assiro sono conservate nelle polvere delle steppa.

La steppa della Siria copre circa i due terzi della superficie del paese; è il prolungamento settentrionale del terribile deserto dell’Arabia, un deserto roccioso dove d’estate le temperature si avvicinano ai 38 °C e le precipitazioni annue non superano i 15 cm. Ma la regione non è così desertica come si potrebbe pensare: l’erba, che cresce in abbondanza lungo le strade, è fonte di nutrimento per le gazzelle e gli sciacalli della steppa.

Questa vegetazione permette ai beduini di allevare da millenni branchi di montoni, capre e cammelli. Questo modo di vivere immutabile, ritmato dal cambiamento delle stagioni, spinge ancor oggi le tribù ai bordi delle terre coltivate. E’ la primavera la stagione migliore per attraversare la regione, che in questo periodo si copre di un manto verde sotto il quale gli intenditori vengono a cercare il delizioso tartufo bianco di Aleppo. Vi imbatterete nelle tende nere dei beduini, che vi inviteranno a prendere il tè, o forse persino in un montone della steppa. Al termine di questi incontri vi attende Palmira, oasi dorata nel cuore della steppa, con le sue colonne e i suoi templi che si ergono nel deserto.

Situata nel cuore della steppa, Palmira, la Regina del deserto, sarà una delle tappe principali del vostro viaggio in Siria. La città, che fa parte del patrimonio mondiale dell’Unesco, vale da sola il viaggio. Ad ovest e a nord è protetta dalle pendici di montagne alte quasi 900 m. Venendo da Damasco, bisogna arrivare all’ultima curva per scoprire la più celebre oasi d’Oriente: decine di palme, ulivi e melograni sono lo scrigno verdeggiante di questa antica città carovaniera, la cui fortuna e fama sono legate al deserto. Le colonne della città profumano di avventura e di mistero e accendono l’immaginazione dei beduini. E’ un profumo dagli accenti femminili, che richiama il ricordo della fiera Zenobia, la regina araba che osò sfidare l’imperatore romano, o quello di Lady Esther Stanhope, che si fece incoronare regina dell’oasi da un’assemblea di diverse migliaia di beduini all’inizio del XIX secolo. La città è in festa in giugno, mese in cui ospita un colorato festival del deserto e alla fine di settembre, quando diventa il palcoscenico di musicisti e attori, durante il festival della Via della Seta.

Come arrivare a Palmira?
Palmira si trova a 207 km a nord–est di Damasco e pressapoco alla stessa distanza da Deir ez–Zor, a sud–ovest. E’ collegata da strade alle principali città del paese: Damasco, Hama, Homs (attraverso l’antica strada carovaniera), Deir ez–Zor e Aleppo. Le stazioni delle autolinee (autobus e pullman) si trovano a 3 km circa dal centro città, mentre in centro circolano dei minibus. A Palmira l’asse principale che attraversa le rovine è la strada Damasco-Deir ez–Zor. Venendo da Homs o Damasco, si lascia a destra l’Hotel Cham, a sinistra la necropoli principale. Costeggiando l’oasi si incontrano il santuario di Bel e, a sinistra, il colonnato principale con sullo sfondo la montagna sovrastata dal castello arabo. Più avanti si arriva al paese moderno con gli alberghi e i ristoranti. Foto wikipedia, cortesia: Zeledi,

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 
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