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Bosra: itinerario alla visita della cittą nella regione di Damasco

Bosra, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ex capitale della provincia romana di Arabia, Bosra, nell'Hauran, è la principale tappa turistica del circuito della regione di Damasco. Oltre alle sue splendide vestigia, il sito, sempre abitato, è uno dei più stupefacenti per il riutilizzo di materiali antichi. A Bosra, troverete della pietra nera: il basalto, sobrio e misterioso. Nel vecchio villaggio non c'è casa che non possieda un capitello corinzio, un architrave incassato o mura con basi di colonne. Il fiore all'occhiello della visita è il teatro romano: perfettamente conservato grazie alla sua trasformazione in cittadella all'epoca mussulmana e al rinterro dei gradini, che li ha protetti sino ad oggi.

Si può arrivare in autobus da Damasco (140 km), direttamente o cambiando a Dar’a o Douweyda. La strada più rapida è passare per Derra, itinerario più lungo in chilometri ma percorribile in autostrada. L’altro itinerario consente, invece, di fare qualche sosta interessante.
Si arriva dalla nuova borgata al confine meridionale delle rovine romane. C'è un parcheggio davanti al teatro. Potrete ristorarvi al bar situato sulla piazza sopra il teatro romano, nei ristorantini sul sagrato della cittadella, o, più chic, nel ristorante dell'hotel Bosra Cham.
Una visita rapida dura 2 ore, mentre per una scoperta più approfondita occorre calcolare mezza giornata. Per apprezzare al meglio il sito, si consiglia di entrare a Bosra a piedi attraverso la Bab al–Hawa, di visitare i monumenti sparsi per la città e di terminare la visita in bellezza con il teatro.

L’ingresso è libero perché il sito è in parte un villaggio abitato. Cittadella e museo sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 16 dal 1° marzo al 1° novembre e dalle 10 alle 18 il resto dell’anno.

Punti di interesse

Porta ovest (Bab al–Hawa): di fronte alla strada che viene da Dera.
Questa porta, il cui aspetto rozzo può sorprendere il visitatore, è inserita nel muro di cinta che è spesso servito da cava. Nei pilastri sui quali si posano due archi sovrapposti sono ricavate due nicchie destinate a ricevere delle statue.

Via lastricata, il decumanus: ai piedi dei pilastri.
Seguendo il tracciato rettilineo di questa strada, si costeggiano basi di colonne, fusti sdraiati… È così che si arriva all’intersezione con il cardo, segnata da un tetrapilo iscritto in una piazza ovale che si intuisce.

Arco monumentale a tre arcate: si apre a sinistra.
Comprendeva un forum, dei depositi e, soprattutto, un edificio sotterraneo detto criptoportico, dove si depositavano le merci. Questo edificio lungo 106 metri ha conservato intatte le sue 34 finestrelle dall'inizio del II secolo.

Arco monumentale a tre arcate: vicino al criptoportico.
Questo arco scavalca la strada che costeggia il deposito all’intersezione del cardo. Eretto all’inizio del II secolo, segue il modello tradizionale, con un grande arco centrale (13 m) affiancato da due più piccoli.

Colonne di 14 metri sormontate da capitelli corinzi: più avanti sul cardo.
Sono visibili quattro colonne eccezionalmente alte, che sarebbero appartenute ad un ninfeo monumentale.

Terme: a destra dell’asse principale.
Sono le terme meglio conservate di Bosra, anche se abbastanza malandate. A forma di T, l'edificio comprendeva quattro locali; alcuni hanno ancora la volta e le vasche da bagno. Adiacenti alle terme, sono state riposizionate le colonne di un edificio non identificato.

Moschea di Omar: seguendo la via che costeggia il deposito.
Contemporanea alla Grande Moschea di Damasco, questa moschea ha subito diversi grossi rimaneggiamenti. La sua pianta – una sala coperta che dà su un cortile porticato – è la copia di quella della casa del Profeta a Medina. Ma qui, in assenza di legno, il tetto è stato ricoperto da lastre di basalto, oggi sostituite da cemento.

Moschea di al–Khidr: vicino alla Moschea di Omar.
Restaurata nel 1133 sul luogo in cui sorgeva una moschea più antica, la Moschea di al–Khidr è quadrata, di piccole dimensioni (7 metri di lato) e comunica con il suo minareto attraverso uno stretto passaggio. È un luogo di pellegrinaggio famoso: è qui che la cammella montata dal profeta si sarebbe accovacciata al suo arrivo a Bosra; ed è qui che un'altra cammella che portava il primo esemplare del Corano si sarebbe inginocchiata.

Madrasa selgiuchide: ad est.
Di pianta cruciforme, è sormontata al centro da una cupola. Il cortile quadrato mette in comunicazione due iwan e una sala di preghiera a sud. La madrasa è separata dal santuario primitivo da un altro santuario dell'epoca abbaside.

Convento di Bahira: attraverso una via che parte a sud, vicino al minareto.
Non si tratta di fatto di un convento, ma di una basilica del III o IV secolo, che fu adattata dai cristiani di Bosra per servire al culto all'epoca bizantina.

Moschea di Fatima: vicino alla chiesa a destra della via.
Restano solo il minareto e qualche arco.

Cattedrale di Bosra: sulla sinistra.
La cattedrale fu edificata nel 412–513, su una pianta quadrata come la chiesa di Ezraa, ma molto più vasta. La costruzione iniziale prevedeva una cupola di 36 metri di diametro sostenuta da otto pilastri che dovevano ospitare una navata circolare.
Poiché la cupola crollò, l’edificio fu rimaneggiato secondo la pianta più classica di una basilica.
Tuttavia, Bosra servì da esempio, qualche anno dopo, per edificare Santa Sofia a Costantinopli, che conserva ancora la sua cupola.

Resti nabatei: seguendo sempre la stessa via.
Sono visibili ancora una colonna e una porta, che risalgono verosimilmente all'epoca romana. La forma geometrica dei capitelli è caratteristica dell'arte dei Nabatei.

Palazzo di un governatore romano.
Era quello del governatore della provincia di Arabia. Possiede ancora due piani ben visibili, malgrado il groviglio delle costruzioni moderne. Le sue proporzioni sono particolarmente imponenti: 50 metri di lunghezza per 33 metri di larghezza.

Moschea Abou–El–Fida
È un’unica sala rettangolare il cui tetto è sostenuto da sei archi. Dettaglio sorprendente: il minareto non ha le scale. La moschea è costruita ai piedi di un'immensa cisterna di 150 metri di diametro per 120 metri di lato. Un esempio più ridotto di birket (serbatoio) è ancora visibile ad est. Queste cisterne sono conservate magnificamente. All’epoca romana, alimentavano di acqua tutta Bosra, attraverso una vasta rete di canalizzazione. Oggi, servono da abbeveratoio per gli animali e da piscina per i bambini.

Cittadella
Dall'esterno, nulla lascia presagire il meraviglioso monumento racchiuso dietro le sue alte mura. Un fossato profondo, un ponte levatoio e otto torri quadrate massicce ne formano la difesa. Alcune feritoie si aprono nei muri costellati da caditoie e sormontati da cammini di ronda. La maggior parte dei lavori risale all'epoca ayyubide, ad opera di Malik al–Adil, fratello del Saladino. Solo la forma semicircolare è già intrigante.

Teatro Romano
Dopo lunghi lavori durati fino al 1947, che hanno consentito di portare alla luce i gradini e le gallerie, il teatro è finalmente rinato. È stata la sua conversione in piazzaforte, intrapresa all'epoca omeyyade, che ha consentito di conservarlo intatto: solo il teatro di Aspendos (in Turchia) è in uno stato di conservazione così straordinario. La sua costruzione risale a metà del II secolo. Le tre file di 14, 18 e 5 gradini della cavea sono perfettamente conservate e possono accogliere ben 9.000 spettatori! Il suo diametro di 100 metri lo pone al terzo posto nei teatri della Siria, dopo Apamea e Cyrrhus. Foto wikipedia, cortesia: Heretiq, Baobab33

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 
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 Pubblicato da - 05 Marzo 2009 - © Riproduzione vietata

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