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Sa˘ne (Saone): visita alla cittadella di Saladino. Siria

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Si diceva che la fortezza franca fosse inespugnabile, ma Saladino la conquistò nel 1187. Nel 1187, dopo l’assedio di Gerusalemme, Saladino intraprese una folgorante campagna attraverso gli stati latini. Dopo l’assedio infruttuoso del Krak dei Cavalieri, mosse alla volta di Saône. Bastarono tre giorni per conquistare la piazzaforte: mentre Saladino creava un diversivo davanti al mastio rispondendo al lancio di pietre degli avversari, le truppe di suo figlio si impadronirono del cortile basso e penetrarono nel castello, che su quel lato era malamente difeso da un fossato incompiuto. La fortezza, che si erge maestosa su un ripido sperone roccioso dalle pareti verticali, è protetta da gole naturali profonde e scoscese, in uno splendido paesaggio di mirti e querce, profumato dalle piante della macchia mediterranea.

Alla cittadella, situata a 35 km ad est di Latakia e a 410 m sul livello del mare, si accede facilmente percorrendo strade asfaltate in buone condizioni. Dalla strada Latakia – Aleppo prendere in direzione di Al–Haffa, quindi seguire le indicazioni stradali (il castello dista 5 km). Gli autobus fermano ad Al–Haffa. Prendere un taxi per i 5 km rimanenti. Si consiglia di munirsi di una lampada tascabile per visitare gli ambienti non illuminati del castello. La visita richiede un’ora e mezza.

Il sito è aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 9 alle 16 o alle 18. Ingresso 150 SYP.

Punti di interesse

Il forte bizantino
Non è visitabile perché molto diroccato. Girandovi attorno, si arriva a un negozio realizzato all’interno di un’antica fortificazione franca a due piani. Da lì si può raggiungere il cortile basso. E’ dalla città bassa che le truppe di Saladino entrarono nella cittadella. Uscendo, si passa davanti a una cappella bizantina.

Il fossato
Scavato nella roccia per 156 m di lunghezza, il fossato permise di isolare il castello dalla piattaforma che prosegue in direzione est e di perfezionare la difesa del sito. I crociati risparmiarono solo il picco monumentale che sostiene il ponte levatoio, un curioso monolito alto 28 m. Ai nostri giorni, ossia nell’epoca delle traforatrici e degli esplosivi, è difficile immaginare che cosa significasse realizzare un’opera simile nel XII secolo. Vicino al parcheggio, di fianco alla cinta muraria, si nota un ambiente di grandi dimensioni, che probabilmente veniva utilizzato come prigione e, di fronte, i resti di una scuderia, identificabile dagli attacchi per le cavalcature scavati nella parete.
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Le scuderie
Le scuderie della fortezza si trovavano in una stanza quasi quadrata di 32 m per lato, composta da cinque navate separate da quattro file di pilastri. Le scuderie erano dotate di abbeveratoi. Il lato sud della stanza è provvisto di una cisterna a cui si accede da una delle torri della cinta muraria.

Il mastio
Le feritoie attenuano solo leggermente l’oscurità degli ambienti. Il mastio ospita una vasta sala al centro della quale un imponente pilastro quadrato sostiene un soffitto con volta a crociera. La stessa struttura si ritrova al primo piano, a cui si accede da una scala sul lato nord. L’accesso alla terrazza permette di godere di una vista straordinaria dall’alto dei 24 m del mastio. Ai suoi piedi si riconoscono due degli antichi bastioni bizantini che chiudono il cortile. E’ proprio da questo mastio che i crociati sconfitti furono lasciati andare dietro pagamento di un riscatto (10 dinari per gli uomini, 5 per le donne e 2 per i bambini).

La moschea e l’hammam
Diversamente dalle altre fortezze crociate conquistate dai musulmani, la moschea non fu ricavata in una cappella sconsacrata. Datata all’epoca del sultano Qalawun grazie al riferimento presente sulla porta bassa del possente minareto quadrato, integrava un complesso di edifici, tra cui un palazzo. Quest’ultimo è caratterizzato da un ingresso con tre nicchie sferiche a muqarna e una piattabanda decorata con arabeschi geometrici. Il palazzo era provvisto di un hammam che è stato restaurato. Un cortile centrale, composto da quattro iwan con fontana al centro, dà accesso ai bagni, tuttora dotati delle condutture originali e impreziositi da belle lastre di marmo multicolori. Foto wikipedia, cortesia: Mewes, Disdero, LorisRomito

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 

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