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Tartus (Siria): la cittą, il mare, l'isola di Arwad e Safita

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  • Il vicino sito di Amrit
  • Notre Dame de Tortosa
  • Baia di Tartus
Tartus è meta estiva del turismo locale, come attestano i campeggi e i negozi di articoli per la spiaggia. La maggiore attrattiva della città è il suo brillante passato medievale: durante le crociate, Tartus fu il principale porto dei franchi e la più grande piazzaforte dei Templari. La città conserva le mura della cittadella e la cattedrale, una delle meraviglie dell’architettura franca in Terra Santa. La città vecchia è piuttosto pittoresca, con i suoi vicoli a volta, le scalinate e le case embricate nel corso dei secoli in edifici preesistenti. Il lungomare offre un’altra bella passeggiata, con le imbarcazioni colorate e i ristorantini. Da segnalare l’escursione alla vicina isola di Arwad, l’unica isola della Siria.

Tartus, situata a 35 km ad ovest di Safita, 90 km a sud di Latakia e 96 km ad ovest di Homs, è facilmente raggiungibile in automobile e in autobus dalle città costiere. Nel centro città si trovano autobus e taxi. La visita richiede 2 ore, a cui bisogna aggiungere 2-3 ore per l’escursione sull’isola di Arwad.

Cosa vedere a Tartus?

La cittadella
Le strette viuzze conducono alle abitazioni che si trovano all’interno della cittadella. E’ necessario visitarla con attenzione per scoprire la struttura della città franca. Un profondo portico segna l’ingresso al centro antico della cittadella. Si distinguono chiaramente il mastio dall’enorme base quadrata e la grande sala dove si riunivano i maestri dell’ordine del Tempio. Imboccando una stradina ad est, si giunge alla cappella che conserva un bel portale con archi a sesto acuto. A Tartus, ancor più che a Bosra, Serhilla o Shabba, questi luoghi storici rimangono vivi perché la popolazione se ne appropria nella vita quotidiana, conferendo loro un grande fascino. Verso l’ingresso principale della fortezza, di cui una parte ospita una moschea, si possono ammirare il fossato e gli antichi bastioni trasformati in stabili a più piani. Le peregrinazioni nella cittadella non conducono mai troppo lontano dalla strada panoramica. Il mastio, di cui non rimane molto, diventa particolarmente suggestivo al calar della sera, quando gli ultimi raggi del sole gli restituiscono il suo intenso colore.

La cattedrale
Aperta tutti i giorni dalle 9 alle 16 o alle 18. Ingresso 150 SYP.
Capolavoro dell’arte crociata, la cattedrale nasconde la sua bellezza dietro una facciata austera, addolcita dalle colonnette delle cinque finestre. Il portale fu ricostruito nel XIX secolo. L’edificio deve il suo bel colore al materiale utilizzato: la pietra maleki, simile al travertino, è un calcare conchifero contenente delle vene sabbiose che con il tempo si disgregano. All’interno la navata centrale con volta a botte spezzata è completata da due navate laterali con volte a crociera. Enorme cubo in muratura, il pilastro centrale dell’ala nord è particolarmente impressionante. Probabilmente qui si è voluto conservare l’ingresso della cappella bizantina che conteneva l’altare dedicato alla Vergine e l’icona attribuita a San Luca. Alcuni elementi romanici convivono con altri più recenti di impronta gotica, a testimoniare le trasformazioni degli stili architettonici in Occidente. La cattedrale fu rimaneggiata a più riprese, soprattutto dopo il passaggio di Saladino. In seguito fu rinforzata con quattro torri, due delle quali sono visibili agli angoli orientali dell’edificio. Dopo avere subito qualche rovescio di fortuna, fu trasformata in un museo. Oggi conserva varie collezioni provenienti in gran parte dai siti del litorale: tavolette di Ugarit, ceramica islamica di Raqa, un plastico del Krak dei Cavalieri, statue e oggetti in vetro soffiato di epoca romana, oggetti utilizzati sulle navi, orci e piatti. Nell’abside centrale spiccano un imponente sarcofago di marmo bianco, la cui decorazione si ispira al mito di Tammuz (l’Adone dei greci) e un affresco proveniente dal Krak. A destra, verso l’uscita, si notano numerosi sarcofagi con maschere funerarie, testimonianze pregiate dei riti funebri fenici.
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I dintorni di Tartus

L’isola di Arwad
Una striscia di terra di soli 800 metri di lunghezza a 3 km al largo di Tartus: questa è Arwad. Non ci sono macchine, ma pescatori. Sul molo, dove dondolano imbarcazioni dai colori vivaci, le terrazze dei ristoranti propongono grigliate di pesce, per un pranzo piacevole in un’atmosfera che ricorda la Grecia. Verso l’interno, delle stradine tortuose conducono a una cittadella risalente al periodo ottomano, che sorge sul sito della fortezza crociata, di cui qua e là si riconoscono i resti.

Safita
Situata a 10 km a sud di Dreikish e a 35 km ad est di Tartus, Safita offre magnifici paesaggi ed è circondata da colline di uliveti e roseti. La città, con le sue case bianche dai tetti a tegole, occupa il sito di una fortezza antica conosciuta all’epoca dei crociati con il nome di Chastel Blanc. Merita una visita per il mastio impressionante (alto 38 m) nel quale si trova una cappella tuttora attiva. Nei pressi di Safita sorgono numerosi siti archeologici: Hosn Souleiman (fondamenta romane), Arimah e Qalaat Yahmour (fondamenta franche). Foto wikipedia, cortesia: LorisRomito, T.Kalapun, Ahmadac

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 

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