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Raqqa (Siria) guida alla cittÓ, costruita in mezzo al deserto

  • cinta muraria di Raqqa
  • Museo di Raqqa
  • Porta di Bagdad
A Raqqa si entra nel mondo mesopotamico: la città, costruita in mezzo al deserto, era un giardino irrigato da un complesso sistema di canali e fu oggetto di infinite cure fino al XIV secolo. Oggi si fa fatica a immaginare quella che fu la città delle Mille e una notte, residenza preferita del grande Harun Al–Rashid. Piccola borgata turkmena nel secolo scorso, è salita al rango di capitale provinciale. La città conserva tuttavia un aspetto rurale, con strade polverose in cui camminano i beduini dei dintorni con le lunghe tuniche. A Raqqa potrete visitare i bastioni restaurati e il piccolo museo.

Come arrivare
Sulla riva sinistra dell’Eufrate, a 138 km da Deir ez–Zor e 195 km da Aleppo, Raqqa è facilmente accessibile dall’unica strada attigua alla strada che da Aleppo porta a Deir ez–Zor. Da tutte le grandi città della Siria è possibile arrivare in autobus, che ferma in centro. Aleppo e Deir ez–Zor sono collegate anche dalla ferrovia. In centro si trovano due piazze: una piazza grandissima, riconoscibile per la statua del defunto presidente Hafez el–Hassad, e un’altra più piccola dotata di un orologio monumentale. Un giardinetto pubblico che si trova a un isolato a nord della piazza dell’orologio simbolizza il centro della città.

Punti di interesse

La porta di Bagdad
All’estremità a sud–est della città, la Porta di Bagdad era una delle porte principali delle mura esterne. Benché incompleta, si innalza ancora a una notevole altezza e conserva un aspetto fiero. Si apriva su un bell’arco incrociato, sottolineato dall’uso di mattoni quadrati. Sui due lati, la monotonia delle mura è rotta da due nicchie poco profonde. Al livello superiore, delle colonnette sostenevano un fregio di nicchie trilobate. Oltre la porta, una volta copriva il passaggio su cui davano due sale laterali.

Le Qasr al–banat
La destinazione di origine di questo « palazzo delle vergini » è sconosciuta. Le vestigia dell’XI secolo che si elevano, restaurate, mostrano un complesso di sale e corridoi organizzati intorno a un cortile centrale provvisto di vasca. Sul cortile si aprono quattro iwan finemente decorati con mattoni.

La grande Moschea
Della grande moschea di al–Mansour rimane solo un quadrilatero di 100 m di lato, circa 1 km a nord della porta di Bagdad. Bisogna immaginare l’alta muraglia di mattoni che circondava il cortile, difeso da sedici torri semicircolari e da torri rotonde ad ogni angolo. Nel cortile rimangono solo il mausoleo di un compagno del Profeta, un minareto e una fila di undici archi che precedeva la sala della preghiera. Il minareto e l’arcata sono attribuiti a Nur al–Din, che fece restaurare l’edificio nel 1165.

Il Museo
Aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 8 alle 14 e dalle 15 alle 18. Ingresso: 150 SYP

Il museo espone elementi decorativi, principalmente in stucco, provenienti da diversi edifici della città musulmana, e i rinvenimenti dagli scavi condotti nella regione. Da non perdere: un meraviglioso calice scoperto nei pressi della basilica di San Sergio a Resafa, in cui venne nascosto prima della presa della città da parte dei mongoli. Da vedere anche una bellissima coppa rinvenuta a Raqqa, appartenuta al crociato Raoul de Coucy: fu presa a San Giovanni d’Acre alla caduta della città nel 1291. Foto wikipedia, cortesia: Odilia, Amir syria,

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 
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 Pubblicato da - 05 Marzo 2009 - ę Riproduzione vietata

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