Cerca Hotel al miglior prezzo

Dura-Europos (Siria): visita alla Pompei del deserto

Pagina 1/2

La scoperta fortuita, il 30 marzo 1920, di Dura–Europos avvenne ad opera di un distaccamento britannico. Sotto le pale degli uomini venne a poco a poco alla luce un affresco raffigurante due sacerdoti con copricapo conico. La città di Dura–Europos tornava a rivivere nella storia: altri dipinti vennero rinvenuti in seguito grazie al lavoro degli archeologi intervenuti successivamente. I ritrovamenti pittorici valsero alla città l’appellativo di "Pompei del deserto". I suoi tesori sono oggi custoditi nei musei, e dell’antica città ellenistica e romana rimane ben poco in superficie. La bellezza del luogo tuttavia merita una visita approfondita. Superata la formidabile muraglia alta 9 m davanti alla steppa, si apre l’altopiano su cui si estende il sito. Dopo avere attraversato il campo delle rovine dove si innalzavano un tempo le abitazioni, ai bordi dell’altopiano lo sguardo incontra l’Eufrate, che scorre 40 m più in basso. Un’escursione da non perdere lungo il tragitto che porta a Mari.

Come arrivare
93 km a sud–est di Deir ez–Zor (31 da Mari), potrete accedere al sito dall’ottima strada di Abu Kemal. Frequenti minibus collegano le due città. E’ anche possibile affittare per una giornata un taxi collettivo, per esempio al mattino da Deir ez–Zor, fino a Dura–Europos e Mari, per tornare la sera a Deir–ez–Zor. Per la visita è necessaria un’ora e mezza. Il sito è aperto dall’alba al tramonto. Ingresso 150 SYP.

Lasciando definitivamente il sito, si ha modo di conoscere meglio questo periodo. Sulla vita a Dura–Europos è stata raccolta una quantità enorme di testimonianze materiali. Una volta oltrepassata la porta principale, rimarrete colpiti dall’immensità del sito e dall’imponenza delle sue difese. La porta di Palmira, che probabilmente risale al II secolo a.C., è composta da due bastioni a due piani, con due sale di guardia ciascuno. Tra i locali si comunicava dall’alto attraverso un corridoio.

Vicino all’entrata c’era un tempo una sinagoga. Ricostruita nel museo di Damasco, offre una testimonianza eccezionale dell’arte ebraica del II secolo. Gli affreschi che coprivano le pareti illustrano episodi dell’Antico Testamento. La sinagoga fu miracolosamente risparmiata perchè era stata ricoperta per rinforzare i bastioni all’epoca dell’attacco dei persiani. Di fronte alla sinagoga si trovano i bagni, poi, lungo i bastioni, gli spazi dove si trovavano un tempo una cappella cristiana e il tempio di Giove.

... Pagina 2/2 ...Molte erano le religioni diffuse a Dura Europos. Lo testimoniano il Mitreo, il tempio delle divinità di Palmira e i templi di Artemide, di Atargatis e di Baal situati davanti all’Agorà. Quest’ultima fu invasa da abitazioni private e negozi costruiti dai parti.

Dirigendosi verso l’Eufrate, si raggiunge uno uadi che corre parallelo alle rovine della cittadella che probabilmente risale ai Selgiuchidi. Più a nord, su un percorso che offre bellissimi scorci sull’Eufrate, si raggiunge il quartier generale della guarnigione romana, purtroppo molto danneggiato. Una bella passeggiata vi porterà alla « nuova » cittadella, che si trova in riva al fiume.

Al ritorno potrete osservare i bastioni con le torri quadrate: ce ne sono ben 26 ancora identificabili. Risalgono probabilmente all’epoca selgiuchide, come la pianta a scacchiera. Foto wikipedia, cortesia: Heretique

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 

loading...
25 Agosto 2017 Il Cinema sotto le Stelle a Cinecittŕ World ...

In questa caldissima estate 2017 solo di sera si può trovare un ...

NOVITA' close