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Le foto di cosa vedere e visitare a Socotra

Socotra (Yemen): tour nell'isola patrimonio UNESCO

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Socotra, in arabo Suqutra, è un’isola di notevoli dimensioni situata nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, poco al largo del Corno d’Africa, a circa 300 chilometri dal litorale somalo ed a 350 da quello yemenita. Dal punto di vista amministrativo, Socotra, che fa parte dell’omonimo arcipelago composto da altre tre isole nettamente più piccole, Abd al-Kūrī, Darsa e Samha, deve rispondere al Sultanato di Quish e Socotra, a sua volta sottoposto al governo dello Yemen. Nel 2008, l’intero arcipelago è stato inserito dall’UNESCO tra le 440 riserve mondiali per l’umanità e la biosfera, un riconoscimento naturalistico importante, con il quale ci si è prefissati l’obiettivo di proteggere questo angolo di paradiso dalla mano spesso incauta dell’uomo.

La prima citazione storica di Socotra giunta fino a noi fu niente meno che di Virgilio, che già nel I secolo a.C. vi si riferì chiamandola Panchaia e collegandola in qualche modo al mito della fenice. Nei secolo successivi l’isola fu citata nei diari di bordo di alcuni grandi esploratori, tra i quali Marco Polo e Costantino di Antiochia, mentre nel 1507 Alfonso de Albuquerque vi mise piede proclamandone l’annessione al Portogallo. Appena 4 anni dopo, ovvero nel 1511, le isole passarono nuovamente di mano, finendo per ricadere sotto il controllo degli Imam di Mascate e dei sultani di Quish. Nel 1834 fu la Gran Bretagna a riconsegnare l’arcipelago all’Europa, anche se, con l’indipendenza e l’unificazione dello Yemen del 1990, Socotra entrò definitivamente a far parte del neo-nato stato yemenita.

L’isola di Socotra è un vero paradiso terrestre, per il momento lontano dalle rotte del turismo di massa, ma capace di stupire con le sue piante endemiche, le sue interminabili spiagge sabbiose ed il suo mare turchese che si fonde col cielo all’orizzonte. Fino ad oggi l’ecosistema del luogo è stato minuziosamente preservato, così che queste ci appaiono sostanzialmente tali e quali a come dovevano essere nel Cinquecento al momento dello sbarco dei primi coloni portoghesi. Per garantire un futuro a Socotra, l’UNESCO si è prodigato nel sottolineare l’importanza della biodiversità delle isole, sia dal punto di vista della flora che da quello della fauna, così da mantenere gli occhi sempre aperti sull’arcipelago.

La capitale è Hadibu, un microscopico villaggio di neanche 10.000 abitanti, anche noto come Tamrida, situato sulla costa settentrionale nei pressi dell’aeroporto. Qui hanno sede alcune delle organizzazioni ecologiste più importanti, come ad esempio la Socotra Ecoturism Society, anche se attualmente non vi sono che tre piccoli alberghi per ospitare i visitatori, costretti a rinunciare a qualche comfort per godere del fascino di un insediamento nel quale il tempo sembra essersi fermato. Di ben altro spessore è la residenza del sultano, che governa sul territorio tramite il proprio vizir ed i capi delle altre comunità isolane. La popolazione vive serenamente ed è dedita principalmente all’allevamento di capre ed alla pesca.
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Pur essendo un territorio di ridotte dimensioni, Socotra ospita una varietà sensazionale di specie animali e vegetali. Il 37% delle 825 essenze vegetali presenti nell’arcipelago sono uniche in tutto il mondo, mentre per i rettili ed i serpenti di terra le percentuali di unicità salgono rispettivamente al 90 ed al 95%. Tantissimi sono gli uccelli, migratori e non, alcuni dei quali a rischio di estinzione. Se la natura è straordinaria sulla terraferma, scendendo sotto il pelo dell’acqua ci si ritroverà immersi in un mondo che pare essere stato disegnato dalla mano di un pittore, con più di 250 specie di coralli che colorano coi loro vivaci pigmenti i tanti chilometri di barriera corallina, dimora di pesci, granchi, gamberetti e aragoste.

Il clima è tropicale, caratterizzato da stagioni ben distinte identificate dallo spirare o meno dei monsoni. In autunno ed in inverno il clima è temperato, gradevole, con massime non eccessivamente alte ed un bassissimo rischio di precipitazioni. Da aprile a settembre, invece, a causa del monsone di nord-ovest, sono la pioggia, i venti forti ed il mare mosso a farla da padroni, accompagnati peraltro da temperature altissime e spesso insopportabili. Il periodo migliore per visitare l’arcipelago di Socotra è dunque quello compreso tra ottobre e marzo, quando sporadiche precipitazioni potranno verificarsi quasi esclusivamente nelle zone più interne dell’isola.

Per raggiungere Socotra dall’Italia è necessario fare scalo all’Aeroporto di Sana’a (SAH), da cui prendere uno dei voli interni diretti all’Aeroporto di Socotra (SCT), situato nella parte centrale dell’isola. Una volta messo piede a terra, il modo migliore per muoversi è noleggiare una jeep, magari con annessa guida locale per evitare problemi di ogni sorta. Se si desidera visitare anche le altre tre isole dell’arcipelago non resterà che imbarcarsi su uno dei traghetti che quotidianamente fanno la spola tra Socotra ed i suoi tre piccoli satelliti.
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