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Calcutta (Kolkata): visita alla grande cittą dell'Unione Indiana

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Più accogliente delle altre megalopoli indiane, Kolkata, o Calcutta come la si chiamava fino a qualche anno fa, è una città più da vivere che da visitare. Situata nella parte centro-orientale dello stato federato del Bengala Occidentale, Kolkata ha recentemente superato i 4.500.000 di abitanti all’interno dei confini cittadini, che salgono a 14.700.000 se si considera l’intero agglomerato urbano. Dal punto di vista amministrativo la città è capoluogo dell’omonimo distretto di Calcutta, un’area densamente antropizzata estesa lungo le rive del fiume Hoogli, importante affluente del Gange.

Calcutta fu fondata nel 1690 da Job Charnock, responsabile della sede di Hoogly della Compagnia delle Indie Orientali, in cerca di nuove basi commerciali. L’agglomerato originario della città era formato dai tre villaggi di Kalikata, dal quale deriva il nome, Govindapur e Sutanuti, già occupati da mercanti armeni e portoghesi. A difesa della nuova città gli inglesi costruirono un forte che prese il nome da re William I. Il 20 giugno 1756 Calcutta fu conquistata da nawab del Bengala, Siraj-ud-Daula, il quale fece imprigionare in una stanzetta con una sola finestra i residenti inglesi che non erano riusciti a fuggire; durante la notte ben 113 dei 146 prigionieri morirono soffocati, facendo passare l’episodio alla storia con il nome di “tragedy of the Black Hole of Calcutta”. L’anno seguente, il 2 gennaio, Robert Clive, governatore di Madras, conquistò la città e nel 1773 Fort William venne ricostruito. Nel 1773, anno in cui Calcutta divenne il quartier generale dell’amministrazione britannica in India, la popolazione europea era cresciuta a 100.000 unità grazie all’arrivo di nuovi funzionari, mercanti, soldati e dei cosiddetti “cargoes of females”, i “carichi di donne”. Nel 1911 la capitale dell’India britannica fu portata a Delhi, e Calcutta dovette affrontare un periodo di grande decadenza. Nel 1947 l’India ottenne l’indipendenza e vennero ritracciati i confini del subcontinente indiano, dando il via all’allarmante problema della sovrappopolazione.

I primi edifici di Calcutta sorsero proprio intorno a Fort William; a ovest del forte ci sono lo Strand e il fiume Hoogli, mentre a est si estende il Maidan, un ampio parco pubblico. L’edificio più importante del Maidan è il Victoria Memorial, un’imponente costruzione a cupola in marmo bianco del Rajasthan inaugurata nel 1921 dal Principe di Galles, divenuto di lì a poco Edoardo VIII, che ospita una collezione di oggetti del periodo vittoriano e documenti del Bengala. Nel parco ci sono le statue della regina Vittoria, di Lord Curzon e altre immagini del Raj. A breve distanza sorge l’ippodromo più grande dell’India: il Racecourse, inaugurato nel 1819, all’interno del quale ci sono anche i campi del Calcutta Polo Club, impiegati dal lontano 1861. In Cathedral Road è situato il Rabindra Sadan, sala per concerti attiva tutto l’anno, che prende il nome da Rabindranath Tagore. Nelle vicinanze ecco l’Accademia di Belle Arti che ospita una collezione di tessuti antichi, miniature, spade moghul e opere di arte moderna bengalese. Poco lontano si staglia nel cielo la St. Paul’s Cathedral (1847), un’altra costruzione bianca in stile gotico; all’internosi segnalano una splendida vetrata opera di Burne-Jones ed alcune lapidi commemorative. In prossimità della cattedrale si trovano il Birla Planetarium e il Nehru Children’s Museum, che espone una collezione di giocattoli provenienti da tutto il mondo e due interessanti diorami che in 61 scene descrivono il Ramayana e il Mahabharata.

All’estremità settentrionale del Maidan si innalza il Monumento di Ochterlony, alto 48 metri, costruito per celebrare le vittorie di Sir David Ochterlony nella guerra contro il Nepal. Nel XIX secolo venne usato dagli indipendentisti bengalesi per issare una bandiera francese in segno di ribellione al Raj britannico. Recentemente il nome del monumento è stato cambiato in Shaheed Minar per onorare la memoria di coloro che hanno combattuto per la pace. I palazzi che si affacciano sull’Esplanade e su Chowringhee, un tempo un semplice sentiero in mezzo alla giungla che conduceva al tempio di Kali, sono testimoni dello splendore della Calcutta tardo ottocentesca. In particolare si segnalano l’Oberoi Grand e l’Indian Museum inaugurato nel lontano 1814. Nella medesima zona si trovano anche il Raj Bhawan, il “Palazzo del Governo”, costruito nel 1803 dal governatore Wellesley, l’Assembly House, l’antica Town Hall e la High Court, la “Corte Suprema”, edificata nel 1872 sul modello del campanile gotico di Ypres, nelle Fiandre.

Spostandosi nella parte meridionale della città, ci si trova di fronte ai quartieri residenziali abitati principalmente dall’alta e media borghesia. La National Library, situata in Belvedere Road, un tempo residenza invernale del vicerè britannico, è oggi uno degli edifici più interessanti della zona, all’interno della quale spicca anche la Agro-Horticultural Society, fondata nel 1820. Di notevole interesse sono i Giardini Zoologici, istituiti nel 1876, con lo zoo che vanta un paio di animali veramente unici: il Tigon, risultato di un incrocio tra una tigre e una leonessa africana, e il Litigon, ottenuto accoppiando un tigon con una leonessa. Il Kalighat, quartiere borghese, è attraversato dal Tolly’s Nullah, un canale noto anche con il nome di Adiganga “il vero Gange”, poiché si pensa che fosse il letto originario in cui scorreva il fiume Hoogli.

La zona di Joransanko annovera una serie di palazzi magnifici e residenze sontuose che le conferiscono un carattere particolare. Di notevole interesse sono il Tagore’s Castle (1867) in Darpanarain Tagore Lane e la Rabindra Mancha, costituita nel XVIII secolo e situata in fondo a Dwarkanath Tagore. Quest’ultima è la casa in cui nacque e morì il poeta Rabindranath Tagore (1861-1941), che oggi ospita un museo dedicato alla vita di Tagore stesso e allo Young Bengal Movement. Attiguo alla casa sorgono una biblioteca e la Rabindra Bharati. Il Kumarthuli, più a nord, è abitato da una comunità di artigiani specializzati nella fabbricazione di immagini d’argilla raffiguranti le dee Durga, Lakshmi e Saraswati. Lungo Badni Das Temple Road, a Rajabazar, sono situati tre templi jaina della setta Svetambara, risalenti alla fine del XIX secolo. L’architettura di queste costruzioni combina diversi stili, tra i quali quello moghul, mentre gli interni sono decorati con mosaici, vetrate colorate, specchi, cristalli e marmo. In Muktaram Babu Street, nel Chorebagan, si segnala un palazzo in marmo italiano costruito nel 1835 da Raja Mullick. Nelle sale dell’edificio, ancor oggi abitato dai discendenti del raja, si possono visitare collezioni di dipinti, orologi, statue, cristallerie e porcellane. Tra i pezzi più pregiati pare vi siano un Napoleone di Houdon, un Arnold, un Gainsborough, tre Rubens e una statua di Michelangelo.
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Attrazioni assolutamente da non perdere sono i variopinti bazar della città. Su Bentinck Street, a nordest del Maidan, si affacciano botteghe di calzolai cinesi, sarti musulmani e negozi che vendono dolci e tè; nel vicino Tiretta Market, che prende il nome dal vecchio proprietario, un amico di Casanova che dovette fuggire da Venezia, si vendono pesce essiccato, verdure e carne. Nella stessa zona sorge Chinatown, il quartiere cinese. I primi cinesi si stabilirono qui nel lontano XVIII secolo e un’intera zona di Calcutta diventò una vera e propria città cantonese. Nella zona dell’Old China Bazaar, ad ovest di Brabourne Road, sono situati alcuni importanti centri religiosi: si segnalano in particolare un agiary parsi, una moschea ismaelita, un tempio di jainisti del Gujarat e la sinagoga di Magen David (1884).

Tra gli eventi di Kolkata si segnalano: la Dover Lane Music Conference, a fine gennaio, a base di musica classica indiana a Nazrul Mancha nel parco Rabindra Sarovar; il Kolkata Boi Mela, da fine gennaio a inizio febbraio, la più grande fiera del libro di tutta l’Asia; la Rath Yatra, una grande festa in onore di Krishna in programma tra giugno e luglio; e il Durga Puja, la festa più importante di Kolkata, durante la quale gli idoli ricoperti di ornamenti della dea Durga dalle dieci braccia e del suo seguito sono esposti in padiglioni con decorazioni favolose, dove vengono adorati per cinque giorni ad ottobre.

Il periodo compreso tra ottobre e marzo è indubbiamente il migliore per visitare Calcutta, evitando se possibile i mesi di dicembre e gennaio in quanto le temperature possono essere anche piuttosto basse. Il resto dell’anno è caratterizzato da fenomeni piovosi più e meno intensi, a seconda dello spirare o meno del monsone, e comunque da un clima afoso e umido che risulta spesso insopportabile. La grave situazione legata all’inquinamento atmosferico non fa che aggravare il quadro climatologico della città, avvolta da una vera e propria cappa di gas inquinanti.

L’aeroporto cittadino è il Netaji Subhash Chandra Bose, situato nel sobborgo di Dum-Dum, ad una ventina di chilometri dal centro, e collegato all’Europa tramite Francoforte. Proprio l’aeroporto è il capolinea dell’unica linea della metropolitana di Kolkata, la principale infrastruttura legata ai trasporti del centro, alla quale si aggiungono autobus e taxi. Per quanto riguarda invece i trasporti ferroviari, le principali stazioni della città sono quelle di Howrah e Sealdah.

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