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Itanagar (India), viaggio nella Capitale dell'Arunachal Pradesh

Itanagar, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Capitale dell’Arunachal Pradesh dal 20 aprile 1974, Itanagar è una città relativamente piccola di neanche 35.000 abitanti situata 439 metri sul livello del mare nella parte centro-meridionale dello stato, nei pressi del confine con l’Assam, all’interno del distretto di Papum Pare. La lontananza geografica dal centro dell’India, e l’isolamento generato dalla morfologia montuosa del terreno, ha fatto si che Itanagar rimanesse una città profondamente legata alle tradizioni ed alla cultura antica, un centro prevalentemente rurale, con la modernità e tutto ciò che essa comporta che stanno ancora aspettando di varcare il confine dello stato.

La storia di Itanagar, così come quella del resto della regione, è contraddistinta dalla successione di molte dinastie diverse al comando del territorio. Fin dai tempi preistorici, infatti, la zona dove oggi sorge Itanagar fu controllata rispettivamente da popolazioni tribali tibetane, dai birmani, dai thailandesi, dal Bhutan ed infine dalla dinastia Ahom dell’Assam, fino a quando, nel 1858, gli inglesi ottennero il pieno controllo della regione. L’attuale situazione sociale e politica è figlia delle ideologie di tutti questi governi che, nel corso dei secoli, hanno sostanzialmente cercato di non interferire negli affari tribali della popolazione.

Tra le attrattive principali della città vi è il suo vecchio forte, Itafort, la cui costruzione risale all’incirca al XV secolo; molto suggestiva è anche Rajbhawan, la residenza ufficiale del governatore, così come il Jawaharlal Nehru Museum, che offre la possibilità di ammirare sculture in legno, strumenti musicali, tessuti, oggetti d’artigianato e reperti archeologici della regione. Sempre in centro si possono visitare alcuni importanti poli scolastici, come ad esempio l’Arunachal University, anche se la maggior parte dei turisti in visita nell’Arunachal Pradesh predilige dedicarsi alla contemplazione del paesaggio più che alle visite di carattere storico e artistico. Gli scenari naturalistici sono incantevoli e variegati, con centinaia di specie animali e vegetali che popolano queste fertili colline. Molto bella è l’area del Gyakar Sinyi, il “Lago di Ganga”, uno specchio d’acqua distante 6 chilometri dal centro e circondato da un meraviglioso bosco. Nei paraggi si trova anche un bel tempio buddhista consacrato dal Dalai Lama in persona,

Una caratteristica che balza subito agli occhi non appena messo piede a Itanagar è la grande eterogeneità demografica, con più di 80 tribù diverse che vanno a comporre quasi il 65% della popolazione dell’insediamento, nel quale convivono ceppi tibetani, birmani, tailandesi e indiani. Di conseguenza anche il quadro religioso è estremamente frammentario; la maggior parte degli abitanti è di fede induista, anche se una percentuale molto alta è dedita alla pratica di riti animisti, mentre il cristianesimo e ed il buddhismo rappresentano delle minoranze. A testimoniare questo ricco panorama sociale e religioso vi sono i tanti luoghi di culto del centro.

Il clima è temperato, più mite sia di quello delle calde e umide metropoli dell’India centrale, sia di quello dei gelidi centri dell’Arunachal Pradesh che sorgono ad altitudini maggiori. Le stagioni sono individuate dai monsoni che, tra maggio e ottobre, tendono a concentrare la maggior parte delle precipitazioni annuali, risparmiando invece i restanti mesi dell’anno, che rappresentano senza dubbio il periodo migliore per partire alla volta dello stato.

La città non è dotata di un proprio aeroporto. Gli scali aerei più vicini sono quello di Lilabari e di Tezpur, entrambi nell’Assam e distanti rispettivamente 57 e 71 chilometri dal centro. Gli spostamenti all’interno della regione sono piuttosto difficoltosi a causa della scarsa efficienza sia della rete stradale che di quella ferroviaria, e per via del gelo e della neve, che in inverno impediscono il transito sui passi più elevati.
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