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Xiamen (Amoy), Cina. Cosa vedere dell'isola e della cittą

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Conosciuta anche con il nome di Amoy, Xiamen è considerata come una delle città più affascinanti della provincia del Fujian. Il vivace quartiere nei pressi del lungomare, gli antichi edifici coloniali accuratamente restaurati e i viali ampi e ordinati conferiscono un fascino magnetico a questa metropoli di quasi 600.000 abitanti, dove è ancora possibile percepire emozioni e sentimenti molto rari nel resto del paese. Una visita a Xiamen non può dirsi completa senza una tappa a Gulang Yu, una minuscola isola che fu per un certo periodo abitata dai coloni europei e giapponesi e che vanta splendidi giardini sul mare e bellissimi palazzi.

Xiamen fu fondata intorno alla metà del XIV secolo, durante i primi anni della dinastia Ming, i cui sovrani eressero le mura cittadine e vi stabilirono un importante porto e centro commerciale. Nel XVII secolo vi si rifugiò la corte dei Ming, spodestata dagli invasori Manciù, così che Xiamen fu utilizzata come base dagli eserciti lealisti che, guidati dal generale pirata Koxinga, affrontavano le truppe del nuovo governo. Quanto alle potenze coloniali, i portoghesi raggiunsero la città nel XVI secolo, seguiti dagli inglesi nel Seicento e più tardi dai francesi e dagli olandesi. Intorno al 1750 il porto fu chiuso agli stranieri e rimase inaccessibile fino alla Guerra dell’Oppio, così che solo nel 1841 un contingente della Marina militare britannica riuscì a riaprire il centro ai traffici internazionali.

La città di Xiamen sorge sull’omonima isola collegata alla terraferma da un ponte lungo 5 chilometri percorso anche da una linea ferroviaria. La parte più interessante del centro è quella situata nei pressi del quartiere occidentale, sul lungomare, esattamente di fronte all’isoletta di Gulang Yu; qui si nasconde il nucleo più antico di Xiamen, famoso per gli edifici pittoreschi, i parchi e il dedalo di intricate stradine.

Alla periferia meridionale sorge il Tempio Nanputuo, un tempio buddhista fondato un migliaio di anni fa che è stato distrutto e ricostruito diverse volte nel corso della sua storia. La struttura giunta ai giorni nostri risale agli inizi del XX secolo ed ospita ancora alcuni monaci, i cui canti si mescolano alle preghiere dei fedeli all’interno degli edifici pervasi da un forte profumo di incenso. Per accedere al tempio occorre passare dal Tianwang Dian, il “Padiglione del Sovrano Celeste”, dove sarete accolti dal Milefo, il “Buddha ridente”, ai cui lati sono disposti i quattro re celesti e Wei Tuo, protettore dei monasteri buddhisti. L’iscrizione in cinese classico recita:”Quando entrate, volgete il vostro sguardo al Buddha e in seguito rendete omaggio ai quattro re celesti”. Di fronte al cortile si erge il Daxiong Baodian, il “Padiglione del Grande Tesoro Eroico”, un edificio a tetto doppio sorvegliato da tre statue del Buddha che ne rappresentano la forma passata, presente e futura. Alle spalle c’è invece il Dabei Dian, il “Padiglione della Grande Compassione”, una struttura a pianta ottagonale che custodisce una statua d’oro di Guanyin dalle mille braccia e dal volto rivolto nelle quattro direzioni.

... Pagina 2/2 ...Di fianco al Tempio Nanputuo si può visitare l’Università di Xiamen, istituita grazie ai finanziamenti provenienti dai cinesi stabilitisi all’estero, circondata da terreni ben tenuti che ospitano un lago ideale per una passeggiata rilassante. Non molto distante dall’università si erge la Fortezza Huli Shan, un enorme fortino costruito dai tedeschi nel 1893 presso il quale si potrà noleggiare un binocolo per guardare verso l’Isola Jinmen, nota un tempo con il nome di Quenmoy e attualmente occupata da Taiwan. Le passerelle di legno intorno all’isola, che si snodano per quasi 6 chilometri dalla Spiaggia di Hulishan fino a Piazza Shitou, consentono di fare una gradevole passeggiata lungo il litorale di Xianmen. Nei dintorni dell’università si trova anche il Museo dei Cinesi d’Oltremare, un allestimento affascinante che celebra le comunità cinesi all’estero, con modellini, ricostruzioni di ambienti e raccolte di fotografie.

Ogni anno in primavera si tiene la Xiamen International Marathon, aperta a corridori provenienti dalla Cina e dall’estero, che gareggiano lungo la suggestiva strada costiera che circonda l’isola. Nel mese di giugno, invece, sono in programma le Gare delle “barche drago”, uno spettacolo molto pittoresco che attira diverse migliaia di persone da tutta la regione.

Il clima è subtropicale, contraddistinto da estati calde e molto umide e da inverni moderatamente freddi e piovosi. Da giugno ad agosto l’afa è spesso insopportabile, con temperature intorno a 30 gradi e l’umidità che sfiora il 90%, mentre occasionalmente si verificano improvvisi tifoni e piogge torrenziali. D’inverno il clima è più sopportabile, con temperature quasi mai troppo basse, anche se i periodi migliori per visitare Xiamen sono la primavera, dalla fine di marzo a maggio inoltrato, e l’autunno, da settembre all’inizio di novembre.

Lo Xianmen Gaoqi International Airport è situato a 15 chilometri di distanza dal lungomare e a circa 8 chilometri dall’estremità orientale della città, ed è servito da frequenti collegamenti con tutte le più importanti metropoli del paese. Dallo scalo partono anche gli autobus diretti in centro, dove si trovano la stazione dei bus a lunga percorrenza, che raggiungono quotidianamente Fuzhou, Quanzhou, Longyan, Yongding, Wuyi Shan e Guilin, e quella ferroviaria. Dal terminal traghetti passeggeri partono imbarcazioni veloci dirette al porto della vicina città costiera di Zhangzhou, sempre nel Fujian.
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