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Tai'an (Shandong): la cittą, il Tempio Dai e il monte Taishan

Tai'an, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Punto di partenza per l’ascesa verso il venerato Tai Shan, Tai’an è una località turistica antichissima, i cui primi visitatori risalgono addirittura all’epoca della dinastia Ming. Nonostante negli ultimi decenni il piccolo centro si sia trasformato in una metropoli di quasi 800.000 abitanti, il fascino che permea i suoi magnifici templi è rimasto intatto, consentendo ai visitatori di respirare ancora l’aura sacrale che li avvolge ormai da mille anni. Dal punto di vista geografico, Tai’an è situata all’interno della provincia di Shandong sulle rive del Fiume Giallo, che la separa ad ovest dalla provincia di Henan.

Abitata a partire dal neolitico, l’area di Tai’an vide l’insediamento di una prima cultura sedentaria all’incirca nel 3.000 a.C., quando vi si stabilirono i Dawenkou. La fama della cittadina crebbe esponenzialmente sotto la dinastia Ming, quando il centro divenne il punto di partenza per la salita verso il sacro Tai Shan. Nel descriverla, lo scrittore seicentesco Zhang Dai parlò di pacchetti di visite guidate, con tanto di portantine per i più abbienti, di una speciale tassa per l’ascesa alla montagna, di tre tipi di banchetti di festeggiamento per aver raggiunto la vetta e di diverse enormi locande, ciascuna con oltre 20 cucine, centinaia di servitori e cantanti d’opera, oltre ad un numero di cortigiani sufficiente a intrattenere un’intera prefettura.

L’attrattiva principale è il Tempio Dai, un enorme complesso monastico circondato da alberi dall’aspetto secolare che sorge nel centro di Tai’an. Il tempio era la tradizionale tappa dei pellegrini diretti alla montagna sacra, nonché il luogo in cui si compivano i riti sacrificali in onore della divinità del Tai Shan; l’edificio costituisce anche un delizioso esempio di architettura cinese immerso in un contesto bucolico, tra uccellini che cinguettano su cipressi canescenti e antiche stele che assistono immobili all’incedere del tempo. La maggior parte dei visitatori vi accede attraverso la porta settentrionale, all’estremità meridionale di Hongmen Lu, ma entrando dalla porta meridionale del complesso si può seguire il cammino tradizionale attraverso il tempio.

Varcando l’ingresso settentrionale si incontrano, su entrambi i lati, due bellissimi giardini in cui sono stati piantati alberi ornamentali. Il padiglione principale è il gigantesco Tempio della Benedizione Divina, con le sue grondaie gialle e le nove campate, che risale all’anno 1009. L’interno ospita un meraviglioso affresco lungo 62 metri risalente al periodo della dinastia Song che, nonostante il cattivo stato di conservazione, raffigura l’imperatore Zhenzong nei panni della divinità del Tai Shan. Tra le figure rappresentate vi sono elefanti, cammelli e leoni, ma l’interno poco illuminato ne rende piuttosto difficoltoso il discernimento. Nello stesso tempio si trova anche una statua del dio del Tai Shan, di fronte alla quale una tavoletta recita “Dongyue Taishan zhi Shen”, ovvero “Dio della Cima Orientale Tai Shan”.

A sud del tempio s’innalzano numerose stele la cui base è a forma di bixi, draghi mitologici simili a tartarughe, dall’aspetto fossilizzato. Nel cortile Han Bai sorgono alcuni cipressi che si dice siano stati piantati da Wudi, un imperatore Han, mentre vicino all’ingresso del cortile è situato un enorme bixi con zanne lunghe oltre 10 centimetri. A sud di Zhengyang Men, la porta meridionale, si trova lo splendido Daimiao Fang, un arco ornamentale decorato con quattro coppie di leoni gravemente danneggiati dagli agenti atmosferici, e motivi raffiguranti draghi e fenici. Sempre a sud del tempio, il Padiglione Yaocan ospita una sala dedicata alle raffigurazioni della Vecchia Madre di Taishan, di Bixia e di un altro dio, Songzi Niangniang, circondato da donne che lo supplicano di concedere loro il dono della maternità.

Tra le testimonianze dell’epoca in cui lo Shandong era sotto il controllo dei tedeschi sono tutt’ora visibili una minuscola chiesa del XX secolo nascosta nel cuore del centro, con l’ingresso che si affaccia su una traversa di Qingnian Lu, e l’edificio della vecchia stazione ferroviaria, una solida e possente costruzione in pietra situata immediatamente ad est della stazione moderna.

Il clima si può definire temperato, anche se la zona è soggetta ad influenze di tipo continentale e umido-monsoniche che vanno a comporre un quadro piuttosto particolare e difficile da decifrare. Le condizioni atmosferiche, infatti, sono generalmente variabili, anche se le piogge sono piuttosto scarse e non superano quasi mai i 700 mm all’anno. La temperatura media annuale è pari a 13 gradi, frutto di minime che in gennaio si attestano a -3 gradi e massime che in luglio arrivano a 27 gradi. Non esiste un periodo più adatto di altri a visitare Tai’an, anche se il consiglio è quello di partire verso la fine della primavera o all’inizio dell’autunno.

A Tai’an ci sono quattro stazioni di autobus a lunga percorrenza; l’autostazione principale è quella situata a sud della stazione ferroviaria, dove arrivano a partono i mezzi diretti a Pechino, distante all’incirca 6 ore, Shangai (12 ore), Ji’nan (1 ora), Kaifeng (5 ore), Qufu (1 ora), Qingdao (5 ore), Yantai (6 ore) e Weihai (7 ore). Dalla stazione degli autobus del Tai Shan ci sono corse regolari per Ji’nan. Da Tai’an partono frequentemente treni diretti alle principali metropoli della zona, come Pechino, Shangai, Nanjing e Qingdao. Per quanto riguarda i trasporti urbani, 3 linee di autobus riescono bene o male a sobbarcarsi il gravoso onore di diminuire il traffico veicolare all’interno del congestionato centro.
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