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Le foto di cosa vedere e visitare a Dunhuang

Dunhuang (Gansu), Cina: l'oasi e le sue grotte nel deserto del Gobi

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Per moltissimo tempo la fertile oasi di Dunhuang ha rappresentato il paradiso per gli stanchi viaggiatori in cammino sulla Via della Seta, con decine di mercanti che vi si fermavano per cambiare il cammello e fare rifornimento di viveri prima di ripartire verso l’Occidente. La città, infatti, è stata fondata in un incrocio culturale tra i più significativi dell’intero pianeta, un’area che attualmente appartiene alla prefettura di Jiuquan, a sua volta compresa nella provincia del Gansu. Alcune interessanti architetture di carattere prevalentemente militare, insieme agli impressionanti panorami desertici e alle dune di sabbia, rendono Dunhuang una meta che vale la pena di raggiungere, nonostante la lontananza dalle rotte turistiche più inflazionate.

La fondazione dell’insediamento è strettamente collegata all’importante ruolo commerciale che la città ha rivestito per secoli lungo la Via della Seta. La città era sostanzialmente l’ultima oasi per i viaggiatori diretti in Occidente, prima della biforcazione della strada in due diramazioni necessarie per riuscire ad aggirare il temibile Deserto di Taklamakan. A costruire i primi edifici furono proprio alcuni viaggiatori che, stanchi per il lungo viaggio, decisero di stabilirsi, realizzando in pochi anni fortezze, torri e templi ricavati nelle grotte. Con il passare degli anni Dunhuang cominciò ad accogliere un numero sempre maggiore di mercanti, ognuno dei quali ha lasciato nel suo piccolo la proprio impronta su una delle città più cosmopolite dell’antichità.

Il centro cittadino, drasticamente ridimensionato rispetto ai fasti del passato, non annovera attrattive particolarmente interessanti tranne il Museo di Dunhuang, presso il quale ci si potrà fare un’idea più precisa di quello che si incontrerà andando a visitare le Grotte di Mogao, distanti 25 chilometri dalla città. Proprio queste grotte, insieme alle dune di sabbia del Mingsha Shan, sono il luogo di maggior richiamo turistico di Dunhuang. Per dirla in parole semplici, le Grotte di Mogao custodiscono uno dei più straordinari patrimoni di arte buddhista del mondo. Nel momento di massimo splendore, il sito ospitava ben 18 monasteri, oltre 1.400 monaci e monache, innumerevoli artisti, traduttori e calligrafi. La data cui si fa risalire la prima caverna è il 366 d.C., mentre successivamente alcuni mecenati, soprattutto mercanti e importanti burocrati, contribuirono alla creazione di nuove grotte. L’entrata alle grotte è strettamente controllata, tanto che generalmente vengono aperte solo 20 grotte a rotazione, e solo pagando un supplemento se ne possono visitare altre 12.

Le grotte più antiche sono chiaramente indiane, per stile e iconografia. Tutte hanno una colonna centrale, che rappresenta uno stupa, ovvero un simbolico contenitore delle ceneri del Buddha, intorno alla quale i fedeli compiono un circuito in preghiera. L’arte di questo periodo è caratterizzata dal tentativo di ritrarre la spiritualità di coloro che avevano trasceso il mondo materiale attraverso la pratica dell’ascesi, così che le statue d’epoca Wei sono figure slanciate e eteree, con lineamenti finemente cesellati e teste più grandi rispetto ai corpi.

... Pagina 2/2 ... Il periodo di massimo splendore dell’arte rupestre di Mogao coincise con la reggenza della dinastia Tang (618-907 d.C.), quando grazie all’espansione della Cina verso ovest fino al Lago Balkash e all’odierno Kazakistan, un flusso di mercanti stranieri e persone di varie religioni si riversò in città. Le tecniche pittoriche e scultoree si affinarono notevolmente, con importanti sviluppi dal punto di vista estetico, in particolare il cambiamento nella rappresentazione di Guanyin, da divinità maschile a femminile, e la comparsa degli apsara volanti. La fine della dinastia Tang segnò il declino dell’economia nella zona di Dunhuang, che ebbe ripercussioni anche sull’arte. Le tecniche dei dipinti, caratterizzati da grande sfarzo ed energia in epoca Tang, divennero più semplici e le figure rappresentate più piatte.

Sei chilometri a sud di Dunhuang, presso il Mingsha Shan, il deserto si apre in un’oasi dando vita ad un paesaggio altamente suggestivo. Alla base di dune di sabbia di altezze colossali, la più alta raggiunge i 1.715 metri, si trova uno splendido specchio d’acqua noto come Lago della Mezzaluna. La scarpinata fino alla cima della duna è molto faticosa, ma una volta arrivati si potrà ammirare lo spettacolo delle sabbie ondulate delimitate da pioppi verdi. Nei pressi della duna si possono praticare svariate attività, come cavalcate sui cammelli, gite in dune buggy, surf sulla sabbia, parapendio e persino voli su veicoli ultraleggeri.

Il clima è tipicamente continentale, e cioè soggetto a sensibili sbalzi termici tra l’estate, calda e secca, e l’inverno, quando le temperature sono stabilmente sotto lo zero e la neve imbianca quasi tutta la regione. Le precipitazioni sono scarse per tutto l’anno, mentre, soprattutto in primavera, imperversano violente tempeste di sabbia che possono paralizzare i trasporti anche per diversi giorni. I mesi migliori per visitare Dunhuang e le sue spettacolari dune di sabbia, tenendo presente che da queste parti l’alta stagione si protrae da giugno a settembre, sono maggio, giugno, settembre e ottobre, accomunati da temperature generalmente miti e da condizioni atmosferiche piuttosto stabili.

Dunhuang possiede un aeroporto di dimensioni modeste collegato per buona parte dell’anno a Lanzhou, Xi’an, Pechino, Urumqi e Chengdu, mentre da novembre a marzo le uniche destinazioni effettivamente servite sono Lanzhou e Xi’an. La stazione degli autobus a lunga percorrenza si trova nel cuore del centro, in Mingshan Lu, anche se spesso i bus diretti in città fanno scendere i passeggeri ad un’autostazione più piccola a sud di Youhao Binguan. La stazione ferroviaria è raggiunta da numerose linee nazionali che consentono di muoversi agevolmente verso Lanzhou, Urumqi e Turpan, tutte distanti all’incirca 13 ore.
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