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Taiyuan (Cina). Luoghi di interesse nella cittÓ dello Shanxi

Capoluogo dell’affascinante provincia dello Shanxi, Taiyuan è una metropoli di quasi 3.500.000 abitanti situata a 800 metri di altitudine sulla riva orientale del fiume Fen. Pur presentandosi come una grande città industriale, con tanto di ampi viali trafficati, casermoni di cemento e caos per buona parte della giornata, nel suo centro storico si possono ammirare diversi templi e qualche interessante costruzione di epoca Ming, anche se a spiccare dal punto di vista turistico sono soprattutto le tante bellezze disseminate appena al di fuori dell’agglomerato urbano. Durante il soggiorno a Taiyuan vale la pena assaggiare alcuni piatti della succulenta cucina locale, per esempio il tounao, lo spezzatino di montone, le radici di loto, le patate dolci, diverse erbe e il vino di riso, senza dimenticare i shaomai, deliziose pallottole ripiene bollite al vapore.

L’insediamento cominciò a svilupparsi all’incirca 3.000 anni fa durante la dinastia Zhou Occidentale, quando, col nome di Tang, agì da seconda capitale dell’impero cinese. Nel 312 d.C. la città fu occupata dagli Unni per un breve periodo, mentre nel 396 fu invasa dai Toba, un popolo guerriero di lingua turca; questi ultimi furono mecenati del Buddhismo, che attecchì immediatamente tra i cinesi in un momento di tanta irrequietezza sociale e politica, diventando in breve tempo la religione di stato. Quando i Wei Settentrionale persero la loro influenza furono sostituiti dalla nascente dinastia Qi Settentrionale (550-577) che, a Taiyuan, stabilì la propria capitale. Dopo le occupazioni da parte dei Tang, dei Liang e dei Song, nel 1218 la città cadde in mano ai mongoli che, nel 1279, proclamarono la dinastia Yuan.

Una delle attrattive turistiche principali della città è Chongshansi, il “Tempio della Bontà Venerata”, situato nel settore orientale del centro in una stradina laterale ad ovest della Jianshe Beilu. L’edificio risale al 1381 e venne costruito su un preesistente tempio del VI secolo dal viceré Zhu Gang, figlio di Taizu, primo imperatore della dinastia Ming; al momento della costruzione il monastero era di dimensioni colossali, ma nel 1864 un grave incendio ha distrutto buona parte del complesso, all’interno del quale si trova anche un piccolo museo. Poco a sud del monastero si trova una delle due sezioni dello Shanxi sheng bowuguan, il Museo Provinciale dello Shanxi, ricco di collezioni spettacolari che annoverano Sutra su rotoli verticali, monumenti funebri Han prelevati da varie vie sacre, sculture buddhiste in pietra, lacche Ming e Qing, bronzi e ceramiche di diverso genere. Gli allestimenti sono suddivisi in due edifici: il primo, quello prossimo al tempio Chongshansi, vanta una grande sala salvata dall’incendio del 1864; il secondo, situato a nord-ovest di Piazza 1° Maggio, ospita la Sala delle Offerte, che era prospiciente al tempio taoista di epoca Ming dedicato a Lu Dongbin, uno degli Otto Immortali.

Nel centralissimo Yigze gong yuan, il Parco Yingze, merita di essere visitata la Mingdai Cangjin lou, la Biblioteca Ming, alloggiata in una suggestiva torre Ming coperta da tre tetti in ceramiche smaltate con due ordini di colonne che cingono il primo e il secondo piano ricavando due balconate. Più lontano dal centro sorge invece lo Yongzhuosi, il “Monastero della Felicità Infinita”, che si trova 4 chilometri a sud-est del centro, oltre la linea ferroviaria. Il complesso monastico risale all’inizio del XVII secolo ed è stato costruito in stile Ming; al suo interno sono visibili le due pagode gemelle Shuangta, entrambe di forma ottagonale, alte 53 metri e costruite nel 1608 durante il regno Wan Li dell’imperatore Shenzong. La Sala Maggiore del tempio ospita tre statue di Buddha, mentre al di fuori si può passeggiare per il bel giardino circostante.

Nei dintorni di Taiyuan si possono passare in rassegna alcune attrattive davvero interessanti, tra le quali spicca il famoso Tempio Jinci, situato 25 chilometri a sud-ovest oltre il fiume Fen, ai piedi delle colline Xuanwen. Le sue origini sono non ben definite, ma di per certo di sa che le strutture attuali sono il risultato dell’ampliamento del tempio ancestrale della famiglia regnante Jin, ampiamente nominato negli annali a partire dal V secolo, quando era già considerato molto antico. Non molto distante dal tempio c’è la sorgente principale del fiume Jin, detta Sorgente Nanlao o Sorgente Perenne ed Eternamente Giovane, mentre 5 chilometri ad ovest di Jingci, partendo dal villaggio di Xichen, si raggiunge Longshan, il Monte del Drago, dove nel 556 furono realizzate delle meravigliose sculture rupestri tra cui un enorme Buddha di 50 metri. Nonostante sia andata perduta, la sagoma della grande statua si può ancora intuire attraverso i bassorilievi che la circondavano e che esistono tuttora; sul sito rimangono anche due piccole pagode di 5 metri ciascuna considerate le più antiche di tutta la Cina.

Spostandosi a nord di Taiyuan si incontra invece il tempio buddhista di Doudaifu, posto ai piedi del monte Jiuwei 20 chilometri a nord-ovest del centro. Le strutture odierne risalgono alle epoche Ming e Qing (XIV-XX secolo), ma la sua fondazione avvenne all’incirca 1.400 anni fa. Nella Sala Maggiore c’è una bella statua di Buddha Sakyamuni seduto alta quasi 10 metri, mentre ai lati si notano statue più piccole in argilla policroma di epoca Ming costruite tra il 1368 e il 1644. A 4 chilometri di distanza si erge un altro tempio da non perdere: il tempio Doufu. Fondato nell’VIII secolo in cima al Monte Jiuwei sulla riva sinistra del fiume Fen, il Doufu è stato quasi interamente ricostruito nel Trecento ed è particolarmente interessante per i ben conservati dipinti murali e per le statue d’argilla di epoca Ming.

Il clima è semi-arido, caratterizzato da estati piuttosto calde e da inverni molto rigidi accomunati dalla scarsità di precipitazioni e da un considerevole sbalzo termico tra le ore diurne e quelle notturne. In luglio le temperature massime sfiorano mediamente i 30 gradi e le minime difficilmente scendono sotto i 18, mentre in gennaio i valori oscillano stabilmente tra 2 e -11 gradi. Le piogge sono rare, soprattutto durante i mesi invernali, quando la città è occasionalmente imbiancata da qualche centimetro di neve, anche se tra luglio e agosto cadono generalmente oltre 200 mm di pioggia, ovvero più della metà del totale annuo delle precipitazioni.

Per quanto riguarda i trasporti, la città è servita dal Taiyuan Wusu Airport, il più grande scalo della provincia dello Shanxi, situato a 15 chilometri di distanza dal centro e collegato a quasi tutte le metropoli del paese. Dalla stazione ferroviaria partono quotidianamente treni per Pechino via Datong, per Shijiazhuang, distante 4 ore verso est, Zhengzhou (8 ore in direzione sud) e Xi’an (10 ore in direzione ovest). Dal terminal degli autobus extraurbani, che si trova neanche un chilometro ad ovest della stazione ferroviaria, transitano regolarmente mezzi per Datong e Wutaishan, mentre minibus a richiesta consentono di raggiungere Luoyang, Pechino, Zhengzhou e Tianjin.
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 Pubblicato da - 29 Novembre 2010 - ę Riproduzione vietata

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