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Le foto di cosa vedere e visitare a Kashgar

Kashgar (Kashi), Cina. La Cittą Vecchia e l'oasi nel deserto dello Taklamakan

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La metropoli più meridionale della Nuova Frontiera cinese è Kashgar, nota anche come Kashi, epicentro di conflitti e coalizioni tra le varie civiltà per più di due milioni di anni. Nonostante i resti dell’eterogeneo passato siano stati drasticamente ridimensionati dalla recente esplosione della modernità, la città ha parzialmente conservato l’atmosfera suggestiva del passato, con i discendenti degli artigiani e degli scalpellini che continuano a martellare i loro oggetti nelle viuzze laterali della città vecchia, i commercianti ed i clienti che contrattano ancora chiassosamente il prezzo di qualsiasi merce e gli asini che in certe zone del centro sono tutt’ora più dei taxi. I negozi e le lobby degli alberghi pullulano di mercanti kazaki, urdu, tagiki e di altre etnie mescolate agli uiguri, impegnati in trattative commerciali, e grazie a questa babele di genti Kashgar è ancora oggi il fulcro di una Via della Seta centroasiatica all’insegna dell’alta tecnologia.

Fondata all’incirca 2.000 anni fa presso un’oasi del deserto di Taklamakan, Kashgar ha vissuto da protagonista i secoli in cui la Via della Seta era il fulcro degli scambi commerciali e culturali tra Europa e Asia, accogliendo un gran numero di bazar e dotandosi di alcuni interessanti edifici frutto della commistione tra popoli diversi. Tuttavia, la modernità ha travolto la città come una tempesta di sabbia: tutto è cominciato con la pavimentazione di un tratto della Via della Seta, poi è arrivato l’aeroporto e, nel 1999, è stato il turno della ferrovia, che ha portato con sé una moltitudine di cinesi han.

La parte più interessante del centro è la Città Vecchia, un dedalo di stradine piene di negozi uiguri e stretti passaggi su cui si affacciano case di mattoni cotti al sole. Nonostante le dimensioni del quartiere si siano notevolmente ridotte con il passare degli anni, la maggior parte dei visitatori presenti a Kashbar trascorre qui il proprio tempo, nella speranza che l’afflusso turistico possa persuadere le autorità locali a prendersi cura di ciò che rimane della zona. Tra i luoghi più affascinanti spicca una parte della vecchia cinta muraria cittadina alta 10 metri e risalente ad almeno 500 anni fa che si erge all’estremità orientale di Seman Lu.

Le tradizioni, il folclore e la cultura dello Xinjiang rivivono ogni giorno nel Mercato Domenicale. All’alba la città, ancora immersa nel sonno, viene invasa da una moltitudine di animali che belano e nitriscono, nonché da un piccolo esercito di pastori, commercianti, contadini, artigiani, nomadi e venditori ambulanti, cui si sommano gli immancabili curiosi, qualche borseggiatore e un bel po’ di turisti, intenti a scattare fotografie travolti dal caos piacevole di questo mercato, al cui interno si vendono tappeti, indumenti, scarponi, cappelli e coltelli uiguri, oltre ad una quantità incredibile di cianfrusaglie per turisti. A sud-est della città si trova invece il Mal Bazaar, il “Mercato del Bestiame”, dove il numero degli animali è pari a quello delle persone, mentre altri mercati meno affollati da turisti sono quelli di Hotan la domenica, Upal il lunedì, Charbagh il martedì, e Kupa il venerdì.
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Dell’antico splendore architettonico e artistico restano poche, ma interessanti testimonianze. Tra queste spicca la Moschea di Id Kah, un edificio rivestito in mattonelle gialle costruito a partire dal 1442 che rappresenta il cuore geografico della città. La struttura è vastissima e comprende cortili e giardini capaci di contenere fino a 20.000 persone durante le annuali celebrazioni di Qurban Baiyram. La moschea è accessibile anche a coloro che non sono di fede musulmana, ma di solito non il venerdì; ovviamente è consigliabile vestirsi in maniera sobria, coprendo la testa con un foulard se siete donne. Da non perdere anche la Tomba di Abakh Hoja, situata alla periferia nord-orientale della città, rivestita di mattonelle smaltate accostate ad arte senza un criterio ben preciso. Nota tra gli uiguri come il luogo in cui riposa Abakh Hoja, uno dei più celebri signori di Kashgar, la tomba ospiterebbe secondo la tradizione altre spoglie, tra cui quelle di Ikparhan, nipote di Abakh Hoja, detta Xiang Fei. Meno affollata, ma comunque meritevole di una visita è la Tomba di Yusup Has, famoso poeta uiguro vissuto nell’XI secolo, mentre per concludere degnamente la visita a Kashgar ci si può recare alle rovine di Ha Noi, distanti 35 chilometri dal centro lungo una strada dissestata in direzione nord-est. Dell’antica città costruita nel VII secolo all’epoca della dinastia Tang e abbandonata nel XII resta ben poco, eccezion fatta per una massiccia struttura a forma piramidale e per la gigantesca Pagoda di Mor.

Come del resto quello di tutta la regione, il clima di Kashgar è soggetto a enormi sbalzi termici tra estate e inverno, con valori che possono passare da 40 a -30 gradi da luglio a gennaio. Le precipitazioni sono molto scarse e anche a causa di ciò, soprattutto in primavera, si possono verificare violente e improvvise tempeste di sabbia, in grado di paralizzare gli spostamenti in tutta la regione. I periodi migliori per visitare Kashgar coincidono con la fine della primavera e l’inizio dell’autunno, quando le condizioni atmosferiche sono generalmente stabili e le temperature non estreme.

La città possiede un piccolo aeroporto da cui ogni giorno dovrebbero partire sette voli diretti a Urumqi, anche se non è raro che certi aerei non decollino a causa del numero insufficiente di passeggeri o per via delle tempeste di sabbia. I bus in partenza dalla stazione degli autobus a lunga percorrenza servono solo ed esclusivamente destinazioni nazionali: Urumqi, distante 1.480 chilometri e 24 ore, Tashkurgan, 6 ore, Hotan, 8 ore, e Karghilik, 4 ore. I treni giornalieri per Urumqi impiegano da 56 ore a 23 ore per arrivare a destinazione, a seconda della tipologia del convoglio sul quale si viaggia, mentre i trasporti urbani constano di alcune linee di autobus e tantissimi taxi, anche se il mezzo più versatile ed economico per muoversi è la bicicletta.
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