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Aldabra (Seychelles), l'isola delle tartarughe giganti

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Aldabra è un grande atollo corallino, dalla forma quasi rettangolare, lungo circa 35 chilometri e largo mediamente poco più di una dozzina. La sua caratteristica più importante è la presenza delle tartarughe giganti, che vivono qui numerosissime, con oltre 150.000 esemplari. Chi riesce ad organizzare una vacanza in questo paradiso così remoto, lo fa per venire ad esplorare uno dei patrimoni dell'umanità UNESCO, una vera meraviglia della terra, una sorta di Mecca per tutti coloro che amano la natura. Questa sua vergine bellezza nasce dall'isolamento in cui è vissuto questo atollo, lontano da contaminazioni esterne, ed anche lontano dall'influsso dell'uomo.

A dire il vero l'uomo, in epoca abbastanza recente, stava per distruggere totalmente questo ecosistema, quando a metà del 18° secolo i primi navigatori occidentali approdati su questa isola, cominciarono a decimare la popolazione di tartarughe. L'isola era stata avvistata per la prima volta nel 1511 durante una spedizione di Vasco de Gama, ma sicuramente l'atollo era noto agli arabi, che da secoli navigavano lungo le coste dell'Africa Orientale. Verso la metà del '700 Aldabra divenne prima un colonia francese per poi passare in mano della Gran Bretagna nel 1811, ma chiunque fosse il “padrone” dell'isola a rimetterci erano sicuramente le grandi tartarughe, considerate dai marinai delle enormi riserve di carne, delle dispense viventi da portare a bordo delle navi, e da consumare durante i mesi di navigazione. In un registro di bordo di una spedizione fu annotato che due navi caricarono in un colpo solo ben 1200 tartarughe!

Nonostante anche gli appelli dello stesso Charles Darwin, per l'ecosistema di Aldabra messo a rischio dalle scorribande dei marinai, all'inizio del '900 le tartarughe erano sull'orlo dell'estinzione, a tal punto che la caccia per una sola tartaruga poteva durare anche vari giorni di ricerche. Fortunatamente lo sviluppo tecnologico rese meno importanti le tartarughe come fonte primario di sussistenza degli equipaggi in mare, la caccia cessò, e le tartarughe ripresero a riprodursi a tal punto che dopo un secolo si stima che la popolazione di rettili sull'isola di Aldabra sia di circa centocinquanta mila unità.

Nel 1982 l'UNESCO ha inserito l'isola di Aldabra tra i Patrimoni dell'Umanità, dato che i suoi ecosistemi presentano delle caratteristiche di unicità sia dal punto di vista geomorfologico che per la presenza di specie viventi uniche ed indemiche. L'età stimata dei coralli (125.000 anni) è la presenza della enorme popolazione di tartarughe giganti, rende Aldabra un laboratorio unico di biologia, dove poter studiare i processi evolutivi senza praticamente influssi e contaminazioni da parte dell'uomo, che qui non ha mai costruito insediamenti per colpa di una mancanza cronica di sorgenti d'acqua dolce.

Aldabra si trova a ben 1.100 km di distanza da Mahé , l'isola principale delle Seychelles e può essere quindi raggiunta con un volo aereo fino all'isolotto di Assumption e da qui con un charter via mare, oppure partecipare a delle escursioni in nave veloce o yacht che partono dal Mahè, ricordatevi che il viaggio è comunque lungo e risulterà piuttosto scomodo. l vantaggio è però quello di vedere un luogo veramente unico al mondo. L'isola non è abitata e quindi vitto e alloggio sono forniti delle barche che vi hanno condotto in escursione fin qui.
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L'atollo di Aldabra è considerato il secondo atollo del mondo in termini di dimensioni, superato solamente da quello di Kiribati, nell'Oceano Pacifico. E' costituito da quattro isole coralline più grandi, separate da stretti canali, vale a dire l'Isola del Sud (o Grande Terre) , Malabar (detta anche Middle Island), l'isola di Polymnieli e l'isola di Picard anche chiamata West Island. Oltre a queste quattro ci sono all'incirca altre 40 isole minori in tutto l'atollo. Le isole racchiudono una splendida laguna dalle acque basse, mentre esternamente l'atollo è protetto da una cintura di barriera corallina esterna ​(reef) che lo difende dalle onde dell'Oceano Indiano. Notevoli anche le forme di erosione dei coralli che formano delle spettacolari formazioni rocciose a fungo.

L'attrazione principale di queste isole, anche ricordate come le “Galapagos dell'Oceano Indiano” è indubbiamente la popolazione di Aldabrachelys gigantea (od anche Geochelone gigantea) la grande tartaruga di Aldabra, una mervaglia della natura. Questa testuggine possiede dimensioni enormi, al pari delle celebre cugine delle Galapagos: il diametro del guscio può raggiungere i 120 cm, mentre il peso riesce a toccare i 2 quintali e mezzo. Un recente censimento ha fissato la popolazione di tartarughe giganti in un numero di circa 152.000 unità. Oltre a questi rettili giganti le isole ospitano anche altre specie di tartaruga, come le grandi tartarughe verdi di mare. Da non perdere anche i grandi granchi di Aldabra, anche chiamati granchi del cocco. Sembra che l'isola trasformi le specie viventi in delle specie di mostri, dato che anche i granchi soffrono di "gigantismo" da to che possono arrivare a pesare fino ad oltre 4 chili di peso!
Per chi è appassionato di immersioni ricordiamo che le acque di Aldabra sono ricche di varie specie di squali mentre a terra si può praticare il birdwatching che regala molte soddisfazioni agli appassionati, grazie alle specie uniche che si possono osservare solamente in questo atollo.

Il momento ideale per recarsi sull'isola Aldabra è il periodo compreso tra i mesi di aprile ed ottobre. Il tempo meteorologico degli inverni è in effetti piacevolmente caldo, e con clima prevalentemente secco, mentre le estati risultano calde e umide, e con occasioni di piogge e tempeste tropicali. Trovandosi piuttosto a sud dell'equatore, Aldabra può in teoria essere soggetta al passaggio dei cicloni tropicali.
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