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Le foto di cosa vedere e visitare a Karima

Karima, Sudan: tour sul Nilo tra i siti archeologici del Gebel Barkal, l'antica Napata

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Il Sudan è considerato da molti viaggiatori come il vero paradiso per gli archeologici, ed è indubbio come la valle del Nilo, che taglia da sud a nord il paese, sia veramente una miniera inesauribile di tesori, tutti da scoprire ed amare. Ma c'è un luogo che più di altri riesce a catturare la fantasia di chi ama la storia e le sue leggende: Karima, nel cuore della Nubia rappresenta uno dei luoghi più magici, dal punto di vista dell'archeologia, di tutto il pianeta. Quando si arriva in questa porzione di deserto nubiano, lo sguardo rimane catturato da un monolito d'arenaria, che si erge solitario a poca distanza dal Nilo.

Si tratta del Gebel Barkal, un monte considerato sacro da tempo immemore, una specie di “Ayers Rock sudanese” che pur essendo di dimensioni modeste (meno di 500x500 m), possiede un suo intrinseco fascino. Da sempre qui l'uomo ha creduto che il luogo fosse particolarmente gradito agli dei, sia per la presenza del grande fiume, il Nilo, colui che permette di vincere l'aridità del deserto che proprio per questa solitaria vetta (Jebel Barkal) considerata la dimora del Dio Amon e venerata in tutto l'antico Egitto. Grazie al tour operator I Viaggi di Maurizio Levi, che ci ha accompagnti in un tour sulle orme dei Faraoni Neri, abbiamo avuto l'opportunità di visitare questa montagna sacra, e scoprire i siti archeologici straordinari dei suoi dintorni.

Al tempo della conquista faraonica del Regno di Kush (circa 1450 a. C.) la zona di Karima era stata scelta per la sua indubbia vicinanza alla divinità: qui il Nilo da l'illusione di scorrere al contrario, la grande ansa che si crea tra la quinta e la quarta cateratta, fa muovere il grande fiume apparentemente da nord verso sud, e quindi all'opposto del suo moto naturale verso il mediterraneo, come in una sorta di magia geografica. In più c'è la particolare forma del Jebel Barkal, piatta e con un picco d'arenaria a forma dell'Ureo faraonico, il serpente che ornava la fronte dei faraoni, avevano fatto credere il sito come la vera casa di Amon, rendendolo luogo di una totale sacralità. Era così sorta l'antica Napata, importante centro religioso e culturale di questa regione dell'Egitto meridionale, la Nubia, che era tanto cara ai faraoni per le importanti riserve d'oro per l'impero (nub = oro). Da qui si mosse la XXV dinastia, iniziata dal Faraone Kashta, quella dei cosiddetti Faraoni neri, che riunificarono per poco più di 100 anni i regni Kushita ed egiziano,

E oggi tutta la zona a fianco di Karima, ciò che rimane dell'antica Napata, e che include le piramidi, il tempio di Amon e il Gebel Barkal è divenuta a far parte, dal 2003, della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Cosa fare e vedere a Karima
Karima offre numerose attrazioni turistiche, e la si può scegliere come tappa di viaggio per almeno 3-4 notti, dato che ci sono molte attrazioni archeologiche e naturalistiche da ammirare nei dintorni.
La magia dell'antica Napata la si può gustare proprio tutt'intorno alla grande montagna sacra dove troviamo a sud-estil Tempio di Amon, a ovest nord-ovest le piramidi Kushite più recenti, e una necropoli du piramidi più antiche ad ovest del monte. E i ltutto si può gustare salendo in cima al Jebel Barkal, da dove i tramonti riescono ad essere delle esperienze indimenticabili.

Ma non c'è solo la montagna sacra, nei dintorni di Karima troviamo i resti del tempio di Sanam, un altro complesso mozzafiato e cioè la Necropoli di El Kurru, dove potrete esplorare delle tombe.con spettacolari camere funerarie dipinte in stile egiziano, mentre sull'altra sponda del Nilo troviamo l'affascinante Necropoli di Nuri, con le più grandi piramidi del Sudan, mentre una foresta pietrificata sul fianco di uno uadi, vi attende in pieno deserto.

Gebel Barkal, il Il tempio di Amon, la montagna e le Piramidi
una delle visite più importanti che si può compiere è quella al tempio di Amon, costruito sul fianco di sud-est del Gebel Barkal, e che voleva celebrare la divinità più importante egiziana, Amon-Ra, di cui la montagna ne rappresentava la residenza più meridionale. Prima di visitare il sito archeologico di quella che viene chiamata come la “Karnak del Sud”, vale la pena dare un'occhiata al piccolo museo, che permette di comprendere meglio la storia di questi luoghi in cui Egitto e regno di Kush si trovarono accomunati dal culto per la divinità più importante del pantheon di questo lembo d'Africa.

... Pagina 2/2 ... E il fatto che qui si veneri Amon-Ra è visibile subito all'ingresso del tempio principale, dove vi accoglie una serie di arieti in granito, che probabilmente una volta disegnavano una suggestiva strada di raccordo fino alla riva destra del Nilo. Il complesso tuttavia era costituito da più templi e si pensa che al momento di massimo splendore qui ne funzionassero almeno sette in totale, ma di di essi non rimangono che vaghe tracce.

Molto belle sono le rovine del tempio di Amon, con incisioni e bassorilievi, la cui parte più sacra si trova a stretto contatto con la montagna, con delle stanze interne scavate proprio nell'arenaria rossa, da espolare con torce, come dei provetti archeologi all'opera. Notevole è la camera dedciata alla divinità Hathor, figlia di Amon, annunciata da due magnifiche colonne antropomorfe che dominano il cortile esterno alla camera.

Per meglio comprendere la topografia del Tempio di Amon, bisogna però salire sul Gebel barkal, ed affacciarsi, con precauzione sul precipizio di arenaria che sporge a picco proprio sul tempio. Per salire sulla montagna bisogna recarsi sul suo versante nord, in cui un sentiero si inerpica spettacolare fino alla piatta cima del monte. Non è richiesta una preparazione fisica particolare, ma ricordatevi che gli sforzi diventano più difficili da sopportare in casi di temperature troppo elevate, ed è necessario avere con se buone scorte d'acqua, oltre che un copricapo. La fatica però è ampiamente ripagato dal panorama sia sul tempio di Amon che sulle piramidi Meroitiche, ma con vista che si estende su tutta Karima, e lungo tratto del Nilo, che rimane circondato da fitti palmeti. La discesa è poi un vero spasso, dato che la si può compiere velocemente lungo una duna di sabbia che raccorda la pianura con il monte. sul lato di ovest-nord-ovest del Jebel Barkal.

Le Piramidi in stile Meroitico che si trovano appena a nord-ovest della montagna, rappresentano ancor oggi, parzailmente, un mistero, essendo molto simili a quelle che si trovano a Meroe, ma all'epoca la dinastia Kushita doveva aver già abbandonato Napata, alla volta della città vicino alla quinta cateratta. Fatto sta che le Piramidi colpiscono per le loro forme aguzze (pareti inclinate di 60-65° anche se le dimensioni non raggiungono certo quelle delle cugine egiziane. Al tramonto il sito è comunque di grande suggestione, con il colore delle pietre che s'accende di tinte calde, e con il rosso del Gebel barkal sullo sfondo.

Clima di Karima
Come del resto per tutta la regione di Nubia, qui il clima è di tipo desertico, con precipitazioni molto scarse, inferiori ai 20 mm annui. Neanche il monsone estivo che risale di latitudine, riesce a produrre piogge di rilievo nel Sudan centrale. Il caldo è però fortissimo, con massime costantemente sopra ai 40°C da maggio a settembre, con picchi normali di 43-45 °C a luglio, e punte che toccano tranquillamente i 50°C. Il periodo migliore per visitare questi luoghi, evitando i rischi di insolazioni e colpi di calore, è quello compreso tra metà novembre e l'inizio della primavera, quando le massime si mantengono intorno ai 30°C. Ricordatevi però che il clima è secco (se si esclude le aree adiacenti al Nilo) e quindi in inverno l'escursione termica fa raggiungere alle minime dei valori inferiori a 10°C, valori bassi che si fanno sentire specialmente nei campi tendati. Giaccavento, felpa o pile, sono quindi necessari nella dotazione di viaggio, anche per affrontare i venti forti del deserto. Specie in primavera, ma anche in inverno, sono presenti rischi di imbattersi in qualche tempesta di sabbia.

Arrivare a Karima
Karima si trova a nord di Khartoum, a circa 450 km di distanza dalla capitale del Sud, ed è quindi possibile raggiungerla con una mezza giornata di viaggio, difatto tagliando l'ansa del Nilo, attraverso il deserto occidentale. La strada è totalmente asfaltata, ed è quindi possibile percorrerla senza problemi in circa 5 ore di viaggio. Arrivati a karima, il luogo migliore dove alloggiare è senza dubbio la Nubian Rest House della Maurizo Levi, situata nella parte ovest della cittadina, esattamente a fianco della montagna del Gebel Barkal, e che offre sistemazioni di ottimo livello, in una struttura molto ben tenuta. Maggiori informazioni le potete trovare a questo link: www.italtoursudan.com

L’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.viaggilevi.com), specializzato da trent’anni in spedizioni nei deserti di tutto il mondo e specialista sul Sudan, propone ottimi pacchetti per a visita dei siti archeologici della Nubia sudanese (Tour dei Faraoni Neri) e dei villaggi sul Nilo.
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