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Kigali, alla scoperta della Capitale del Ruanda

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  • Aeroporto Internazionale Gregorie Kayibanda
  • Kigali Memorial Centre
I primi insediamenti umani nella zona dell’odierna Kigali risalgono al XV secolo, ma la costruzione della città vera e propria in senso moderno è decisamente più recente; si ebbe infatti nei secoli successivi uno sviluppo urbano strettamente legato agli interessi commerciali dei coloni tedeschi. Il trasferimento locale della Compagnia Tedesca dell’Africa Orientale diede un forte impulso al suo sviluppo economico, così come nel periodo compreso tra le due guerre mondiali lo sfruttamento minerario ad opera dei belgi, che avevano ormai sostituito i tedeschi nel controllo della regione.

L’indipendenza ottenuta dal Ruanda nel 1962 determinò anche la nomina di Kigali a capitale del paese; l’autodeterminazione del popolo ruandese non procedette tuttavia nel migliore dei modi, in quanto le tensioni tra i due principali gruppi etnici – gli Hutu ed i Tutsi – si protrassero dagli anni Sessanta agli anni Novanta; nel 1994 si raggiunse l’apice della violenza durante la brutale guerra civile che sconvolse il paese ed il genocidio che provocò oltre un milione di morti.

Kigali è oggi una città di circa trecentomila persone, ma durante la famigerata guerra oltre un terzo della sua popolazione perse la vita e la città stessa fu completamente devastata; la capitale si trova in una zona montuosa (l’altitudine di Kigali supera i 1800 metri s.l.m.) di poco a sud dell’equatore dove scorrono anche numerosi fiumi, tra i quali il Nyabarongo, sulle cui sponde sorge appunto la città.

Come si diceva, la popolazione è divisa nettamente in due etnie, fattore che ha caratterizzato non solo lo sviluppo economico e politico del paese, ma anche della stessa capitale; la principale attività economica del Rwanda è l’agricoltura, che impegna all’incirca il 40% del territorio nazionale in coltivazioni di sussistenza di manioca, banane e patate. Le piccole industrie che sorgono in prossimità di Kigali sono incentrate soprattutto sulla produzione tessile e la lavorazione del caffè.

Le principali attrazioni della città non si trovano tanto nel conglomerato urbano, quanto piuttosto nei suoi dintorni: i vulcani, le colline, le valli e la straordinaria varietà di flora e fauna che caratterizzano la regione sono di una bellezza più unica che rara.

A quanti decidessero comunque di non perdersi l’occasione per visitare la capitale ruandese, si segnalano diversi luoghi d’interesse turistico, tra cui la Chiesa Episcopale, il Museo Nazionale ed il famoso quanto impressionante Kigali Memorial Centre, uno spazio inaugurato nel 2004 – nel decimo anniversario della guerra – sul luogo dove giacciono oltre 250.000 vittime del genocidio in enormi fosse comuni ed interamente dedicato alla guerra civile e alla memoria di quei tragici eventi. (www.kigalimemorialcentre.org)

Il centro ospita tre esposizioni permanenti ed un settore dedicato alla memoria dei bambini che persero la vita barbaramente, così come un ulteriore spazio riservato ad altri casi di violenza sociale a livello mondiale; qui si trova inoltre un centro educativo, un giardino della memoria ed un centro nazionale di documentazione sul genocidio. E’ doveroso ricordare che questo luogo è emotivamente molto forte e potrebbe compromettere lo stato d’animo dei visitatori, per cui si sconsiglia di visitarlo “a cuor leggero”.
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Cambiando decisamente genere, e alleggerendo un po’ lo spirito, vale la pena fare una passeggiata per i mercati locali, tra cui il bel Mercato Artigianale ricco di oggetti tradizionali od il Centro Culturale Francese. A chi fosse interessato a scoprire di più sulla città e sulla regione circostante, si segnala la presenza della ORTPN (Ufficio Ruandese di Turismo e dei Parchi Nazionali) in Place de l’Independance, dove si possono anche prenotare le visite ai parchi nazionali.

Tra questi il più notevole nei dintorni è senza dubbio il Parco Naturale dei Vulcani ​(Volcanoes National Park), situato a nord-est di Kigali e composto da una catena di vulcani le cui cime superano i 4000 metri di quota; in questo habitat unico nel suo genere vivono anche alcuni straordinari esemplari del gorilla di montagna; per visitare il parco è necessario ottenere i relativi permessi ed essere equipaggiati per affrontare una camminata di almeno quattro ore, molto probabilmente lungo sentieri ricoperti di fango, ma la possibilità di poter vedere da vicino i gorilla, sotto la supervisione del ranger, è qualcosa di impagabile.

Nonostante la prossimità all’equatore, le temperature in Ruanda sono sempre moderate con precipitazioni abbondanti; a Kigali le piogge possono raggiungere i 1000 millimetri annuali, concentrate in particolare nelle due lunghe stagioni umide.

L’Aeroporto Internazionale Gregorie Kayibanda (vedi foto) si trova a dodici chilometri dalla capitale ed accoglie la totalità dei voli internazionali che giungono nel paese; si ricorda che non esistono ferrovie e che gli spostamenti all’interno del paese avvengono solo via terra. Una strada statale collega Kigali verso sud con il Burundi ed un’altra la collega in direzione nord all’Uganda.

Per poter entrare in Ruanda occorre essere in possesso di un passaporto (avente validità residua di almeno sei mesi) e del visto turistico, nonché di un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla. Si rammenta tuttavia che tali disposizioni sono soggette a modifiche, per cui è buona norma informarsi prima del viaggio – con congruo anticipo – per vie ufficiali attraverso l’ambasciata o i siti internet del governo ruandese.

Nonostante le discrete condizioni di sicurezza che può vantare oggi il paese, si consiglia di evitare di ostentare oggetti di valore, lasciandoli, quando possibile, custoditi in luoghi sicuri; si raccomanda infine di evitare assolutamente di bere acqua del rubinetto o succhi di frutta preparati all’istante.
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