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Wadi al-Hitan, Egitto: la Valle delle Balene fossili nel Sahara

Wadi al-Hitan, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Immaginate di trovarvi sul fondo di un mare poco profondo, una baia stretta, costellata di isolotti, ricca di pesci e molluschi, dove pigramente vedete nuotare cetacei di medie-grandi dimensioni. Le balene però vi sembrano particolari, diverse dal solito: i grandi mammiferi possiedono delle strane pinne posteriori, che non avete mai notato nei documentari o nelle fotografie delle enciclopedie. No, non è un film di fantascienza, ma semplicemente vi trovate a Wādī al-Ḥītān, che tradotto suonerebbe come “la valle delle balene”, un sito paleontologico nel deserto occidentale dell'Egitto, dove è possibile passeggiare sul fondo del mare di oltre 40 milioni di anni fa, e vedere gli affascinanti scheletri delle balene, nel periodo in cui si erano appena evolute da mammiferi terrestri a marini, e possedevano ancora dei residui di arti inferiori.

Il sito, Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, si trova non troppo distante dall'oasi di Fayoum, grosso modo a 4-5 ore da il Cairo , più precisamente a circa 2 ore di viaggio dal lago di Birket Qarun, l'unico specchio d'acqua nelle vicinanze, che potrebbe darci una raffigurazione di come fosse questa zona durante l'era geologica dell'Eocene, quando qui si estendeva la propaggine più meridionale dell'oceano chiamato Tetide. Per raggiungerlo bisogna affidarsi a degli esperti di deserto, e noi ci siamo rivolti all'organizzazione perfetta dei Viaggi di Maurizio Levi, che ci ha personalmente guidati lungo gli itinerari del cosiddetto Deserto Misterioso, un tour di 6 giorni tra le oasi del deserto occidentale.

I viaggiatori vengono accolti da un grande centro visitatori, quasi una cattedrale nel deserto, dato che vi si accede dopo chilometri di piste polverose tra montagne in cui non cresce neanche un filo d'erba. Le costruzioni sono recenti e realizzate con i fondi dell'UNESCO che ha riconosciuto l'importanza del sito nel 2005. Wadi Al-Hitan era stato scoperta poco più di 100 anni prima: una spedizione nel deserto occidentale dell'Egitto, si era imbattuta nei primi scheletri di balena durante l'inverno 1902-1903, ma tutto sommato, protetto dalla sua inaccessibilità, il sito era stato quasi dimenticato.
Purtroppo la moda dei fuoristrada, scoppiata tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 aveva riportato un grosso flusso di visite al sito, per altro magnifico per il paesaggio particolare, grazie ai numerosi viaggi organizzati con i fuoristrada. Oltre che portare visitatori i tour avevano accompagnato anche numerosi “predatori di fossili", che facevano incetta di vertebre e ossa di balena. Da qui la necessità di intervenire, e proteggere un sito così unico, che altrimenti sarebbe andato presto perduto, e smembrato per l'avidità di numerosi e spregiudicati collezionisti di fossili.

Sono oltre 400 gli scheletri di balena rinvenuti a Wadi al-Hitan, essenzialmente di due tipi: Basilosauri e Durodonti. I primi sono i cetacei più grandi, e l'esemplare più massiccio rinvenuto nel sito raggiunge la ragguardevole misura di 21 metri di lunghezza. Il nome deriva da un iniziale errore di classificazione: alcune ossa rinvenute negli Stati Uniti erano state attribuite a dei probabili rettili, e il riconoscimento in ossa di balena era avvenuto sopo che gli era stato assegnata la denominazione di sauri. Queste balene non erano comunque placidi animali filtratori di plancton: le notevoli dentature suggeriscono un comportamento tipico dei grandi predatori, ed è probabile che i più piccoli durodonti, anch'essi comunque carnivori, fossero loro prede.

Dal centro visitatori un percorso guidato a piedi vi accompagna alla scoperta del sito di Wadi al-Hitan: considerate un tempo minimo di visita di almeno due ore. Il sito viene visitato da ottobre a maggio, quando le temperature sono meno roventi, ed il sole si mantiene più basso sull'orizzonte, regalando una luce migliore per le fotografie. In inverno ed inizio primavera si può incappare in un paio di giornate di piogge leggere, eventi rari e di solito di breve durata. Portatevi con voi, comunque, un cappello, un k-way per il vento ed almeno un litro d'acqua a testa, dato che l'ambiente secco del deserto induce una certa disidratazione, anche quando il clima non sembra eccessivamente caldo. Il sito presenta dei punti numerati in cui sono previste spiegazioni in inglese, ed oltre a vedere numerosi scheletri di balena, che affiorano dalla sabbia, avrete l'occasione di vedere altri fossili, denti di squali, conchiglie e minerali, che rendono la vostra visita varia ed interessante.

Incontrerete anche delle strane rocce aggrovigliate: si tratta di testimonianze fossili o di antiche specie di mangrovie, oppure di gallerie fossili di antichi vermi, lo scheletro di un pesce sega, altre conchiglie fossili sparse tra la sabbie del percorso, e sopratutto tante rocce colorate, erose dal vento in modo particolare e molto spettacolare. Sopratutto non perdetevi la parte alta del percorso, che vi conduce da un altopiano, associato al monte Garet Gohannam da dove ammirare un panorama mozzafiato su tutte le rocce di Wadi al-Hitan.

A fianco del centro visitatori si trova un'area dedicata al campeggio: solitamente il sito si visita al mattino presto o verso sera, proprio per usufruire delle temperature migliori. Dormendo sul posto vi accorgerete che quello che vi sembrava uno sterile deserto, di notte invece pullula di vita: attirati dai turisti si possono scorgere alla sera i Fennec, le famose volpi del deserto dalle grandi orecchie e gli sciacalli africani. Più di rado sono state avvistate una specie di mangusta, gatti selvatici e alcune gazzelle del deserto, oltre che qualche specie di rettili ed insetti che molti turisti non amano, invece, incontrare...

Per organizzare i vostri viaggi nel deserto egiziano ilTurista.info vi consiglia il tour operator milanese I Viaggi di Maurizio Levi. Wadi al-Hitan viene incluso nel pacchetto “Il Deserto misterioso” che consta di un tour di una settimana lungo il deserto occidentale, toccando alcune oasi e spingendosi fino allo spettacolare Deserto Bianco.
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