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Malabo: la capitale della Guinea Equatoriale sull'isola di Bioko

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La Guinea Equatoriale – tanto la regione continentale quanto l'Isola di Bioko sulla quale sorge la capitale Malabo – furono colonizzate sul finire del Quattrocento dai portoghesi prima di diventare un protettorato spagnolo nel XVIII secolo. L'isola, che ha cambiato numerose denominazioni nel corso della storia (significativo è il nome che le diedero i primi esploratori: Formosa, ovvero “bella”), era tuttavia già abitata da migliaia di anni dalla popolazione Bantu e, con l'arrivo dei portoghesi prima e degli olandesi poi, divenne un importante centro di smistamento degli schiavi.

L'interesse verso Bioko – nettamente più prossima alle coste camerunensi rispetto a quelle guineane – era notevole in Europa, tanto che anche i britannici non disdegnarono l'opportunità di stabilirvi alcune postazioni militari, prima di essere cacciati definitivamente dagli spagnoli verso la metà del XIX secolo. Fu soltanto nel 1968 che il paese ottenne la piena indipendenza dalla Spagna, dopo che per nove anni fu concessa solo una parziale forma di autogoverno; ciò non determinò comunque un miglioramento delle condizioni della nazione, che anzi vide susseguirsi dittature sanguinarie e colpi di stato. Malabo conobbe un periodo di decadenza durante la dittatura di Nguema negli anni Settanta, e solo gli aiuti congiunti franco-iberici, uniti all'ingresso in pianta stabile del paese nella CEEAC e nella Zona Monetaria Francese, favorirono alcuni anni più tardi lo sviluppo economico, ma ancora negli anni Novanta e Duemila la situazione a livello democratico non poteva dirsi migliorata.

Sull'isola vulcanica di Bioko si innalzano due cime principali, una nel nord ed una nel sud; quest'ultima zona è particolarmente selvaggia ed inaccessibile, ma le spiagge tutt'attorno all'isola sono decisamente straordinarie.
La capitale Malabo è situata all'estremità nord di Bioko e si presenta oggi agli occhi dei visitatori come una località industriale e petrolifera (relativamente recente è infatti la scoperta di giacimenti nel paese), ma anche una città cosmopolita; tra gennaio e febbraio 2012 infatti ha ospitato anche alcune partite della Coppa d'Africa di calcio.

Nonostante la ricchezza derivante dal petrolio, Malabo presenta ancora scarse infrastrutture; non sono molte le strade asfaltate, mentre sono numerose le case di epoca coloniale in rovina lungo i viali principali; restano comunque i palazzi pubblici ( il Palazzo Presidenziale, il Municipio, la Chiesa di Ela Enguema, la Plaza de la Independencia), i coloratissimi mercati e la bella Cattedrale di Santa Isabel in stile neogotico ad attirare l'attenzione dei turisti. Non meno interessante è il Centro Cultural español, ma la vera essenza dell'isola si prova anche a tavola in uno dei numerosi ristoranti locali che propongono piatti di pesce alla griglia.

... Pagina 2/2 ... Se Malabo si può comunque visitare in uno-due giorni, resta ancora l'intera isola da scoprire; Luba è una località a 50 km sud della capitale e per aggiungerla si percorre una strada altamente spettacolare, dove si susseguono belle spiagge, ponti e paesini di mare (tra questi, Arenas Blancas è un ottimo luogo di sosta per concedersi un bagno nell'oceano o per partire alla scoperta dell'isolotto che sorge di fronte alla costa); una volta a Luba si può optare per una passeggiata per le sue vie cariche di storia o tuffarsi nuovamente in mare in uno scenario suggestivo dominato dai vulcani. Vicino a Luba si trova Batete, un villaggio tradizionale Bubi dove sorge una indistruttibile chiesa di legno. Nei pressi è possibile effettuare un'escursione alla Gran Caldera, un grande cratere vulcanico del diametro di cinque chilometri dove vivono numerosi primati in un habitat assolutamente unico.

Un'altra escursione da non perdere è quella ad Ureka, il villaggio più inaccessibile dell'intera Isola di Bioko, visitabile solo durante la stagione secca per ovvie ragioni logistiche. Le alternative per raggiungere Ureka sono due: in barca, affidandosi ai pescatori locali per un tragitto di quattro ore, o a piedi con un sentiero di 26 km percorribile in dieci ore. Ad una trentina di chilometri ad est di Luba si trova Moka, località ideale per intraprendere ulteriori escursioni a diversi siti d'interesse turistico nella natura; cascate, sorgenti, laghi vulcanici e punti panoramici sono solo alcune delle possibilità che la zona offre.

Certamente – come detto – occorre tenere presente che non tutti i momenti dell'anno sono adatti per visitare la Guinea Equatoriale, ed in particolar modo per il clima di Bioko; se la temperatura è comunque generalmente piacevole, trattandosi di un clima tropicale esistono momenti dell'anno in cui le piogge non cessano e rischiano di compromettere seriamente il viaggio; la stagione secca va da novembre a febbraio, mentre per i restanti mesi, da marzo a ottobre le piogge non danno tregua.

Per raggiungere Malabo – o più in generale l'Isola di Bioko – ci si affida generalmente a voli aerei che transitano dal Santa Isabel International Airport, nella capitale; vi sono voli giornalieri dalle principali città africane ed europee (tra cui, a titolo esemplificativo: Madrid, Ginevra o le vicine Douala in Camerun o Libreville in Gabon); i collegamenti con la Guinea Equatoriale continentale prevedono voli di mezz'ora tra Malabo e Bata. In alternativa esistono traghetti tra la terraferma e l'isola (o tra Douala e Malabo); anche se molto economici, sono lenti ed impiegano fino a dodici ore per compiere il tragitto.
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