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Banjul, guida della piccola Capitale del Gambia

Banjul, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Banjul è la piccola capitale della Gambia, il più piccolo stato africano; la città conta infatti soltanto 35000 abitanti che, includendo i sobborghi, aumentano fino a diventare circa mezzo milione. Dotata di un attivissimo porto, la città fu fondata soltanto all'inizio dell'Ottocento sopra un'isola nel mezzo della foce del fiume Gambia, principalmente come centro commerciale della tratta degli schiavi.

E' negli anni '30 però che inizia a crescere in maniera esponenziale e soltanto nel 1965, con l'ottenimento dell'indipendenza dai britannici, Banjul abbandona l'antica denominazione (era chiamata infatti Bathurst) per acquisire quella attuale. La città è oggi un importante centro di lavorazione di alcune materie prime come il ferro nonché, grazie al suo porto, luogo da cui si imbarcano tutti i prodotti nazionali per essere esportati.

Il centro della città è la July 22nd Square, piazza da cui dipartono le principali strade della capitale; a tal riguardo si segnala che le strade di Banjul sono abbastanza sicure, ma purtroppo molto frequentate dai borseggiatori, in particolare nelle zone delll'Albert Market e del terminal dei traghetti.
Pur non offrendo particolari attrazioni, girando per la città si potrà cogliere l'essenza di questo luogo: il vero cuore pulsante di Banjul è il vivace Albert Market in Russell Street, dove è possibile acquistare veramente qualunque cosa. Nella July 22nd Square (che prende il nome dal colpo di stato del 22 luglio 1994), costruita in epoca coloniale, trovano spazio sia il memoriale di guerra che un bel parco giochi per i bambini, mentre per chi desiderasse avere una vista privilegiata sulla città, spostandosi leggermente nella zona a nord-ovest del centro si può salire sulla terrazza dell'Arch 22, un portale alto 35 metri, costruzione edificata -ancora una volta- per celebrare la data del 22 luglio.

Il National Museum, non lontano dalla piazza, ospita interessanti esposizioni riguardanti la storia locale ed ospita frequentemente conferenze e laboratori artigianali a cui si può assistere e partecipare. A completare l'orizzonte della capitale ci pensano i minareti ottagonali e gemelli della King Fahad Mosque; la moschea, costruita nel 1988, ha rimpiazzato la precedente moschea del 1930.
La città vecchia, a dire il vero piuttosto fatiscente, si trova ad ovest del terminal dei traghetti, dove sorgono vecchi edifici coloniali -purtroppo in pessime condizioni- e case costruite in stile krio. Proprio alle spalle di questo quartiere si estende per oltre 6000 ettari il Tanbi Wetland Complex, un'area di mangrovie e piccoli corsi d'acqua particolarmente favorevole al birdwatching.

Non lontano da Banjul, però di nuovo sul continente africano, sorgono alcune tra le principali mete turistiche del paese; in un tratto di costa lungo 10 chilometri, tra Bakau e Kololi, si trovano le più belle spiagge della Gambia e numerose infrastrutture turistiche.
Qui ovviamente ci si può dedicare al relax più totale, ma per chi avesse voglia di conoscere qualcosa di più sulla cultura locale, si può spostare leggermente per alcuni km nell'entroterra per visitare un luogo autentico come la cittadina di Serekunda.

La capitale, si diceva, sorge sull'isola di St.Mary ed è collegata alla terraferma da un regolare servizio di traghetti dal terminal cittadino fino a Barra, nella sponda settentrionale del fiume. I battelli partono generalmente ogni mezz'ora, salvo imprevisti.
Il Banjul International Airport sorge sul continente a Yundum, a circa 30 km dalla città, ed è collegato all'Europa con voli charter, generalmente in partenza da Bruxelles. Una corsa in taxi da/per l'aeroporto può costare tra i 300 ed i 400 dalasi, mentre chi volesse risparmiare qualcosa può spostarsi leggermente a piedi fino al parcheggio pubblico e da lì prendere un taxi giallo per la capitale ad un prezzo più conveniente.
Banjul è collegata via terra, oltre che alle altre città della Gambia, anche a Dakar (Senegal) con un servizio di minibus fino al confine; dopodiché sarà compito del viaggiatore prendere un taxi per la propria destinazione.

Cortesia foto: Torrisen, Sachara
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