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Yaoundé, guida alla Capitale del Camerun

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Nonostante l’Africa occidentale sia famosa per molte cose, ma non certo per la bellezza delle sue città, Yaoundé rappresenta una piacevole eccezione alla regola. La capitale del Camerun è infatti una sorta di “città giardino” improntata su una maglia urbana accuratamente studiata in cui rivestono un ruolo cruciale i parchi e le aree verdi, che si estendono ai piedi di sette colline. Quest’ultime, inoltre, contribuiscono a rendere il clima decisamente meno umido rispetto alla pianura, il che rende Yaoundé una località ideale per una pausa di un paio di giorni in attesa di ottenere i visti per proseguire il viaggio verso altri paesi o prima di partire alla volta di altre regioni del Camerun.

La fondazione della città risale al 30 novembre 1889, giorno in cui un manipolo di coloni tedeschi si stabilì in questa zona particolarmente favorevole dal punto di vista geografico avviando una rete di traffici commerciali con altri insediamenti dell’entroterra dell’Africa centro-occidentale. Alla vigilia della prima guerra mondiale la cittadina non superava i 10.000 abitanti, mentre al termine del conflitto passò di mano dai tedeschi ai francesi, che si impossessarono della maggior parte della regione. Nel 1922 Yaoundé divenne capitale del Camerun francese, titolo che mantenne anche dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1960, e dopo l’unificazione con l’ex Cameroun britannico, nel 1961.

Nel centro di Yaoundé è molto facile orientarsi. Il cuore pulsante della capitale è Place Ahmadou Ahidjo, da dove Ave Ahidjo corre verso nord-ovest passando dinanzi al Marché Central e a una serie di alberghi e ristoranti nei pressi di Ave Kennedy Blvd. Parallelamente a Ave Ahidjo, Blvd du 20 Mai conduce all’albergo Hilton, un importante punto di riferimento del tessuto urbano centrale, ed al Quartier du Lac, il quartiere amministrativo. Da qui la strada comincia a salire verso il Carrefour Nlongkak, mentre circa 1,5 chilometri più a monte c’è il Carrefour Bastos, nei dintorni del quale si trovano diverse ambasciate e alcuni buoni ristoranti. Il verdeggiante monte che domina la città, il Monte Fébé, si erge 5 chilometri a nord-ovest del centro e rappresenta un punto di osservazione ottimale su tutta la zona.

Tra le cose da vedere nella pittoresca capitale camerunese spiccano numerosi musei, la maggior parte dei quali dedicati alla conoscenza ed alla riscoperta di alcuni aspetti della cultura del luogo, indubbiamente motivo di vanto per gli abitanti. Il più importante è il Musée d’Art Camerounais, situato ai piedi del Monte Fébé all’interno del magnifico monastero benedettino di Yaoundé. Visitando l’esposizione si potranno ammirare svariati oggetti in legno e bronzo, ma a rendere unico questo museo è la sua interculturalità, testimoniata ad esempio dalla partecipazione ai canti della messa domenicale dei kora, strumenti musicali considerati una specie d arpa-liuto molto diffusi in tutta l’Africa occidentale. Meno pittoresco, ma ugualmente interessante è il Musée National, ospitato in quelle che un tempo era il palazzo imperiale; tra le sue sale non molto grandi e polverose si susseguono oggetti disparati, con una prevalenza di maschere e sculture provenienti da tutti gli angoli del paese. Per concludere le visite di carattere museale non resta che vedere il Musée Afhemi, allestito in una residenza privata ma più simile ad una galleria d’arte che ad un’abitazione vera e propria. La collezione di pezzi rigorosamente camerunesi riflette i gusti eclettici del proprietario, e il motivo principale per visitarla è ammirare le opere d’arte valutate dal punto di vista di un cultore, piuttosto che di un accademico.
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Già che vi trovate a Yaoundé potete destinare un paio d’ore alla visita del Mvog-Betsi Zoo, uno dei meglio allestiti di tutta l’Africa occidentale, tanto che visitandolo si avrà l’impressione di essere in un parco più che tra una serie di gabbie. Gestito dal Ministero delle Risorse Naturali e Forestali, in collaborazione con la britannica Cameroon Wildlife Aid Fund, lo zoo ospita diverse specie di primati, tra cui scimpanzé, gorilla e drilli, molti dei quali sottratti ai cacciatori di frodo, ma anche leoni, iene, serpenti, lucertole e tanti coloratissimi uccelli. Un’esperienza totalmente diversa dalla visita allo zoo, ma in grado di suscitare emozioni forti è la partecipazione alla messa all’aperto in lingue ewondo che si celebra all’esterno della Paroisse de N’Djong Melen, un evento in grado di richiamare tanti visitatori per via della spettacolare partecipazione degli abitanti al culto, celebrato mediante la combinazione di percussioni e cori che non possono proprio lasciare indifferenti.

Il clima è tropicale, caldo e umido per tutto l’anno, con le temperature che rimangono pressoché costanti al variare delle stagioni. La piovosità è molto elevata, tanto che Yaoundé riceve complessivamente più di 1.500 mm di pioggia in un anno, e tende a concentrarsi in due distinte stagioni delle piogge: la prima, più lunga e meno intensa, va da marzo a giugno, la seconda, durante la quale cadono in media più di 500 mm in 60 giorni, coincide coi mesi di settembre e ottobre. Il periodo migliore per visitare questa zona del Camerun è quello a cavallo tra dicembre e gennaio, gli unici due mesi praticamente esenti da piogge, in cui le temperature si mantengono su valori compresi tra 29 e 20 gradi.

Yaoundé è servita da un aeroporto internazionale, ma la maggior parte dei collegamenti aerei con l’estero fa riferimento a Douala, mentre da qui partono voli diretti pressoché a tutti gli scali aerei più o meno grandi del Camerun. Dalla Central Voyages e Guaranti Express partono quotidianamente numerosi autobus diretti a Douala, distante all’incirca 3 ore, Limbe, Bamenda, Bafoussam e Kumba; per tutte le altre destinazioni conviene recarsi in Blvd de l’Ocam, 3 chilometri a sud di Place Ahmadou Ahidjo. L’unico mezzo di trasporto pubblico per muoversi all’interno della capitale e nelle sue immediate vicinanze sono i taxi collettivi, dato che a Yaoundé non circolano neanche minibus.
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