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Burkina Faso, guida di viaggio nel paese africano

Burkina Faso, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Noto in passato con il nome di Haute o Alto Volta, il Burkina Faso è uno stato di circa 15.000.000 di abitanti situato nel cuore geografico dell’Africa occidentale, su uno degli itinerari della maggior parte dei visitatori che però spesso non gli dedicano l’attenzione che meriterebbe. Oltre a catturare l’immaginazione per via della sua poca conoscenza in ambito turistico, il Burkina Faso è una destinazione in grado di conquistare il cuore di chiunque vi ci metta piede con i suoi ritmi di vita rilassati, la simpatia ed il calore degli abitanti ed i moltissimi luoghi interessanti tutti da scoprire. A connotare il territorio è un’estrema varietà di paesaggi, che vanno dai deserti e dallo straordinario mercato di Gorom-Gorom, nel nord, alla campagna verdeggiante e alle curiose conformazioni rocciose della parte sud-occidentale dello stato. Altrettanto eterogenee sono le culture e le usanze dei burkinabé, ovvero degli abitanti del Burkina, che offrono un panorama umano ricco almeno quanto quello naturale.

I primi abitanti della regione attualmente occupata dal Burkina Faso furono i bobo, i lobi ed i gourounsi, insediatisi nel territorio a partire dal XIII secolo. Un centinaio di anni dopo a prendere possesso della maggior parte della regione furono i mossi, che fondarono il loro primo regno più di 500 anni fa ad Ouagadougou. Durante la corsa alla conquista dell’Africa nella seconda metà dell’Ottocento, i francesi estesero il loro dominio su quasi tutto il Burkina Faso, che divenne colonia con il nome di Alto Volta. Nei decenni successivi, la Francia investì risorse davvero risicate per lo sviluppo del territorio, nel quale prese progressivamente piede un sentimento rivoluzionario culminato con l’indipendenza ottenuta il 5 agosto 1960. Purtroppo il desiderio di libertà incarnato dall’indipendenza si rivelò un miraggio a causa della dittatura esercitata dal primo presidente, Maurice Yameogo, che si dimostrò più abile nel consolidare il proprio potere personale, che ad aiutare il suo popolo. Nei decenni a venire, a scuotere il paese fu una serie innumerevole di colpi di stato, che hanno determinato una condizione socio-politica piuttosto stabile, a fronte però di un latente malcontento della popolazione.

La capitale del Burkina Faso è Ouagadougou, una folcloristica metropoli di quasi 1.200.000 abitanti situata nella parte centrale del paese, all’interno della provincia di Kadiogo. Pur non annoverando attrattive di particolare fascino, la città risulta piacevole ai pochi visitatori che ogni anno vi si imbattono, presentandosi compatta e relativamente tranquilla, con una cittadinanza molto socievole e calorosa nei confronti dei turisti. Tra le cose da vedere vi sono due rinomati musei, il Musée National ed il Musée de la Musique, oltre alla significativa testimonianza storica rappresentata dalla Tomba di Thomas Sankara, situata in zona periferica piuttosto deprimente, ma comunque meritevole di essere vista. Ogni due anni a Ouagadougou si tiene il Fespaco, il più importante festival cinematografico dell’Africa, mentre negli anni dispari è in calendario il Salon International de l’Artisanat de Ouagadougou, che attira artigiani e venditori provenienti da tutto il continente.

Nei dintorni della capitale si possono visitare Laongo, dove spicca uno stupendo affioramento di granito il cui colore varia dal grigio al rosa, Manéga, un complesso indubbiamente kitsch che però vanta alcune belle statue in gesso dei re mossi ed un piccolo museo, e soprattutto Koudougou, il terzo insediamento per grandezza del Burkina Faso, distante un centinaio di chilometri da Ouagadougou verso ovest. Qui non si può perdere il mercato, più grande, meno caotico e più interessante di quelli della capitale, ma anche la Grande Mosquée, senza contare i numerosi pittoreschi villaggi sparsi nei dintorni, come ad esempio Goundi o Sabou, dove tra l’altro c’è un lago popolato di coccodrilli.

Spostandosi verso sud-ovest si arriva a Bobo-Dioulasso, una città indubbiamente speciale che, pur essendo abitata da oltre 350.000 persone, presenta il fascino di una cittadina di provincia, con tranquille strade alberate e una languida atmosfera semitropicale che la rendono una tappa imperdibile nel corso di un viaggio in Burkina Faso. Tra le cose da fare ci sono le visite al fiorente mercato, alla bella moschea e al piccolo quartiere popolare di Kibidwe, mentre per quanto riguarda le feste e le manifestazioni che si ripetono ogni anno ricordiamo la Semaine Nationale de la Culture, una settimana all’insegna di musica, danze e teatro che si svolge ogni anno tra marzo e aprile.

Se siete diretti verso il Niger, il Benin o i parchi del Burkina Faso sud-orientale, quasi sicuramente passerete da Fada N’Gourma, una cittadina di 35.000 abitanti distante poco meno di 220 chilometri da Ouagadougou verso est. L’insediamento è esteso ed ombreggiato, con un mercato piuttosto interessante, ma non abbastanza da indurre i visitatori a fermarsi per più di un giorno. Da qui si parte alla volta del Parc National d’Arli, situato al confine con il Benin, che rappresenta il più importante parco nazionale del Burkina Faso; tra le specie animali che lo popolano ci sono ippopotami, elefanti, facoceri, babbuini, scimmie, leoni, coccodrilli, leopardi e antilopi, mentre poco distante si può visitare il Parc Regional du W, posto al confine con il Niger. Nei dintorni merita una citazione anche Tiébélé, una cittadina contraddistinta da case decorate con motivi geometrici rossi, neri e bianchi che vengono eseguiti dalle donne del posto utilizzando penne di faraona.

Nel nord del Burkina Faso c’è Ouahigouya, una città di notevoli dimensioni che annovera un interessante complesso all’interno del quale troneggia la Maison du Naba Kango, ovvero la “casa del capo villaggio”. A breve distanza ci sono poi Dori, una cittadina polverosa sostanzialmente priva di attrattive, e soprattutto Bani, che ospita sette straordinarie moschee costruite in mattoni di fango. Per riconoscere questo piccolo villaggio basterà alzare lo sguardo e scorgere gli svettanti minareti, le uniche strutture alte più di un piano che si innalzano come dita puntate verso il cielo. Infine, prima di ripartire, non resta che recarsi a Gorom-Gorom per apprezzare il più pittoresco mercato del Burkina Faso, frequentato da commercianti provenienti da tutta la campagna circostante.

Il periodo migliore per visitare il Burkina Faso va dalla metà di ottobre a dicembre, mentre sono assolutamente da evitare i mesi tra giugno e settembre, quando il paese è soggetto ad abbondanti piogge che rendono impraticabili numerose vie di comunicazione soprattutto nella parte meridionale del paese. Da dicembre a febbraio le temperature sono leggermente più basse rispetto al resto dell’anno, ma le massime sfiorano comunque i 35 gradi, e più sopportabili, dato che l’umidità è contenuta; tuttavia, in gennaio e febbraio spira l’harmattan, un vento secco e polveroso che vela il cielo e irrita la gola. Da marzo a giugno si estende invece la stagione più calda dell’anno, quella in cui nella zona della capitale le temperature massime superano i 40 gradi.

Il Burkina Faso vanta due aeroporti internazionali: l’Aéroport International d’Ouagadougou e l’Aéroport International Borgo (Bobo-Dioulasso), entrambi comodamente raggiungibili partendo dalla Francia, oltre che da altri paesi africani. Se volete accedere allo stato via terra tenete presente che i principali posti di confine sono Niangoloko per la Costa d’Avorio, Tanguieta per il Benin, Sinkasse per il Togo, Hamale per il Ghana, Kantchari per il Niger e Tiou per il Mali, dove le formalità doganali vengono generalmente espletate in modo rapido ed efficiente. Per muoversi all’interno dei confini nazionali, oltre ad alcuni voli interni per gli spostamenti più lunghi, si potrà contare su una rete di autobus a lunga percorrenza affidabile e confortevole, percorsa da molte compagnie diverse, ma anche su taxi brousse, minibus ed automobili da noleggiare sul posto, mentre è ancora allo stato embrionale la realizzazione di una rete ferroviaria nazionale.
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 Pubblicato da - 07 Marzo 2011 - Riproduzione vietata

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