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Tamerza, regina delle oasi di montagna della Tunisia

Tamerza, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Tamerza è una bellissima località desertica, che per le sue viste mozzafiato è anche conosciuta con il soprannome di "balcone sul Sahara". Ai visitatori appare subito come una striscia di vita lunga circa 3 chilometri e mezzo che si apre la strada tra l'aridità del deserto e il colre acceso delle rocce. Il verde delle palme fornisce uno straordinario contrasto di colori e la presenza abbondante d'acqua, e la possibilità di fare un bagnio rigenerante ai piedi di una cascata richiama migliaia di turisti ad ogni stagione.

Per arrivare a Tamerza si può volare sull'aeroporto di Tozeur-Nefta, e da qui proseguire verso nord in direzione di Metlaoui-Gafsa. Dopo circa 8 km di strada si gira a sinistra in direzione di Chebika, si attraversa il lago salato di Chott el Gharsa, fino arrivare in prossimità dei rilievi montuosi. Qui si oltrepassa Chebika, ed in corrispondenza di una oasi la strada compie una svolta di 90° arrampicandosi tra le rocce con curve e tornanti e vista spettacolare sul deserto. Dopo un paio di chilometri la strada ridescende in valle che segue serpeggiano per altri 3 chilometri fino a Tamerza. In alternativa Tamerza si può raggiungere seguendo la strada C201 che inizia da Gafsa.

Il periodo migliore per visitare le oasi di montagna è la primavera o l'autunno, un giusto compromesso tra le temperature torride estive, e le fredde mattine invernali, quando la temperatura del deserto può scendere sotto gli zero gradi. Grazie comunque alla presenza di palme e di acqua le oasi sono visitabili anche in pieno luglio e agosto, grazie al refrigerio dell'ombra e la possibilità di un bagno rigenerante nelle acque di sorgente.

Cosa fare e vedere a Tamerza?
Tamerza è famosa per le sue due cascate, le gole scavate nella rocce, l'oasi è un villaggio antico ora abbandonato. Nel 1969 un insolito perido di piogge trasformò la regione in un incubo per gli abitanti, causando la morte in tutta laTunisia di circa 400 persone e il conseguente abbandono di alcuni villaggi di montagna tra cui la stessa Tamerza e le vicine città di Chebik e Midès.
Esplorando il villaggio abbandonato si possono scoprire angoli affascinanti, con viste sull'oasi che fa da sfondo all'intricata rete di vicoli e stradine, che via via si stanno sgretolando per l'azione del tempo e dell'abbandono.

Tra gli edifici da segnalare ricordiamo il Mausoleo di Sidi Tuati, che con il suo buon stato di conservazione contrasta con le abitazioni del villaggio, in rovina, e che come altri edifici religiosi musulmani dell'area potrebbe avere un origine più antica, cristiana.
Anche il Mausoleo di Sidi Dar Ben Dhahara rimane molto evidente con le mura bianche e la cupula a punta, merita una visita. Il momento migliore per visitare il villaggio antico è poco dopo l'alba o poco prima dell tramonto, quando la luce radente accentua i contrasti e il disegno delle ombre.

Per chi volesse fare un bagno rigenerante Tamerza offre due cascate spettacolari. La principale consiste di un salto di circa 5 metri, e con un bel laghetto di acque limpide in cui tuffarsi, che in inverno e primavera possiede una portata più significativa, che tende a ridursi fortemente in estate e primo autunno, ma senza mai esaurirsi. Fuori città si trova una seconda cascata, meno spettacolare e che in estate tende a prosciugarsi. Escursione raccomandata è alle gole di Mides dove si trova un altro splendido villaggio berbero abbandonato. Fonte Flickr, cortesia: Chach Coati e Stefan Gara

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