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Sbeitla, viaggio nell'antica cittÓ di Sufetula

Sbeitla, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nell'Ovest della Tunisia termina la grande catena dell'Atlante, con il massiccio montagnoso della Dorsale. Là, tra le cime coperte di foreste culminanti con il Monte Chaambi (1544 m), vaste distese steppose sono state a lungo dominio di tribù nomadi che vi ergevano le loro tende a secondo delle stagioni, dai paesaggi verdeggianti del Nord fino alle oasi.

l boschi e le macchie si alternano con gli immensi campi d'alfa, che alimentano l'artigianato e l'importante industria locale di pasta di carta. Le contadine di questi centri sono delle vasaie: modellano l'argilla senza l'ausilio di un tornio e realizzano bracieri e marmitte rustiche. Sono tessitrici, realizzano loro stesse la tela della tenda beduina con l'aiuto di lana e di pelo di capra e di cammello.

Elle tessono anche tappezzerie decorate con motivi geometrici. Un artigianato vivo che affonda profondamente le sue radici nella tradizione beduina.

Per gli amanti della scoperta e della storia antica, il centro ovest della Tunisia offre un circuito eccezionale tra i maggiori siti archeologici dell'Africa del Nord. Un circuito che attraversa regioni montagnose e contrastate, essenzialmente rurali che conservano vivi usi e costumi ereditati da una lunga tradizione semi-nomade, ben lontani dalle solite spiagge e paesaggi turistici. La vita cittadina è stata tuttavia fiorente nell'antichicità.

Lo testimoniano le vestigia disseminate sul territorio: dei siti poco visitati che riflettono una tripla eredità nomade, romana e bizzantina. Tra di essi, quello di Sbeitla (Sbeïtla) si distingue per la sua ricchezza.

La cittadina di Sbeitla è l'erede di un'antica città il cui nome latino era Sufetula. Una città che conobbe un importante stimolo, diventando in breve tempo capitale quando il patrizio bizantino Gregorio, sino allora sottomesso a Costantinopoli, decise di rompere con la sua metropoli.

Questa autonomia della Tunisia bizantina fu effimera: dall'anno successivo, nel 647, ebbe luogo davanti alla città la prima grande battaglia condotta da un'armata musulmana su suolo del Maghreb; la disfatta bizantina che comportò il declino di Sufetula.

Molto esteso, il sito di Sbeitla conta delle vestigia importanti, il Foro, con il suo arco monumentale, la piazza lastricata, e il suo straordinario Campidoglio di pietra dorata dal sole, formato da tre tempI i affiancati e dedicati rispettivamente a Giove, Giunone e Minerva - una forma quasi unica nel mondo romano -. Si possono ammirare, inoltre, le vestigia ben conservate delle terme, di un teatro, di un arco di trionfo e soprattutto numerosi luoghi di culto cristiano che costituiscono l'altra originalità del sito di Sbeitla.

Patria di Sant'Agostino, l'Africa del Nord era una terra eletta dal cristianesimo nell'antichità. Al centro di dibattiti teologici, percorsa da molteplici correnti religiose, Sbeitla svolse nei confronti della sua capitale Cartagine, un importante ruolo nell'elaborazione del cattolicesimo.

L'Ovest tunisino ha conservato numerose tracce di questa presenza cristiana attraverso i resti di chiese e d'antiche cappelle disseminate tra i villaggi d'oggi.

Il sito di Sbeitla offre da solo un'eccezionale concentrazione di monumenti cristiani, talvolta costruiti a partire dagli antichi templi romani. Si noterà in particolar modo la chiesa di Bellator, con i suoi mosaici e la sua cappella che contiene le reliquie di un vescovo particolarmente venerato e la chiesa di Vitalis, dalle dimensioni impressionanti, accanto alla precedente al centro di un vero complesso episcopale. Costruita sotto il dominio vandalo, essa contiene tra l'altro una vasca battesimale in mosaico. Questi edifici apportano preziose informazioni sull'antico culto cristiano.

Fonte: Ufficio Nazionale del Turismo Tunisino - Foto: Veronique Debord

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