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El Jem (El-Djem), l'anfiteatro e le altre meraviglie romane

El Jem, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il nastro argenteo della strada ne divide i chilometri lungo i filari uniformi degli uliveti, che si alternano all'ocra chiara della steppa nuda, spazzata via dai venti. All'improvviso lo sguardo si posa lungo il limite della strada diritta come un viale: appare infatti qualcosa che sbarra l'orizzonte: una massa enorme, inattesa, di color ocra cupo, in controluce.

È il colosseo di El Jem (El-Djem), l'antica città di Thysdrus, una delle più prospere dell'Africa romana all'apogeo dell'Impero. Ai tempi di Giulio Cesare, non era che una borgata. Ma in due secoli, Thysdrus divenne una delle più ricche località della provincia, non esitando a gareggiare con Hadrumete (Sousse), la seconda località per importanza dopo la capitale Cartagine. A che cosa questa città deve tale slancio? La risposta è ancora oggi scritta nel paesaggio: si tratta dell'ulivo e della commercÌalizzazione del suo olio.

Situata ad una quarantina di chilometri dalla costa, Thysdrus era in effetti il nodo di una rete di strade a stella, che recavano le ricchezze della Tunisia Centrale in direzione dei porti romani e trasferivano i prodotti importanti verso l'interno. Questa posizione privilegiata ne aveva fatto un grande mercato ove si accumulava la produzione agricola. In tal modo, grandi commercianti e ricchi uomini d'affari africani o romani si ritrovavano in un serrato mercato.

Forse che troppa ricchezza aveva attirato la gelosia degli dei? O piuttosto quella degli uomini? Nel 238 d.C. l'imperatore Massimino di Tracia spremerà la provincia d'Africa per riempire i suoi forzieri vuoti per una crisi. Colpita nel vivo, Thysdrus si mise a capo della rivolta. L'imperatore lasciò che le sue truppe schiacciassero le milizie locali e si ritorcessero duramente sulla città.

In seguito, ci fu il declino lento ma inesorabile ed EI Jem entrò nella leggenda con l'eroina berbera "La Kahena", che lottava alla fine del VII secolo contro i Musulmani, allora sopraggiunti; essa si sarebbe rifugiata nell'anfiteatro trasformato in cittadella. In seguito, a partire dal XIII secolo, ad ogni rivolta, l'enorme muraglia servì di rifugio a coloro che si eressero contro l'autorità stabilita. Per sedare la ribellione e ridurre alla mercè gli insorti, fu presa infine una soluzione: smantellare la fortezza almeno parzialmente, ciò che fu fatto a colpi di cannone. In rovina ed esangue, EI Jem non è stata più, fino a questi ultimi decenni, che un umile villaggio rannicchiato ai piedi di rovine orgogliose, finchè la spinta demografica unita alla trasformazione della società ha offerto un nuovo impulso all'assetto urbano.

Al visitatore odierno El Jem offre tantissime testimonianze dello splendore passato! Cosa vedere quindi? Il grande anfiteatro Romano: L'enorme costruzione, con tracciato ellittico, misura 148 m di lunghezza per 122m di larghezza ed un perimetro di 427 metri. Se le dimensioni della costruzione sono inferiori a quelle del Colosseo di Roma, la pongono tuttavia al terzo posto in tutto l'impero romano, molto prima di quelle di Arles, di Nimes e di Verona. Se si pensa che la pietra di costruzione mancava sul posto, e che le cave si trovano ad oltre 30 chilometri, si misura la vastità dell' opera compiuta e la fortuna impiegatavi dal committente.

Nessuna iscrizione ci ha lasciato il nome, ma l'ipotesi più verosimile ne attribuisce la costruzione al proconsole d'Africa, l'effimero imperatore Gordiano I, fastoso mecenate e grande fautore dei giochi nell'arena. La semplicità delle decorazioni, dovuta ad un materiale troppo friabile per essere finemente scolpito e la pesantezza ritmata delle arcate, offrono all'insieme un aspetto austero e maestoso. Non sorprende di certo sapere che qui furono girate alcune delle scene più spettacolari del film il Gladiatore, con Russel Crowe, come anche sapere che si tratta di uno dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.

Altri due piccoli anfiteatri si trovano dall'altra parte della strada per Sfax. Vi si accede mediante una pista fiancheggiante la ferrovia. Il più antico, (I sec. d.C.) è semplicemente scavato nella roccia, mentre il secondo è sovrapposto al precedente. I mosaici, conservati al museo di EI Jem o in quello del Bardo, danno un'idea degli spettacoli offerti in queste arene: combattimenti di gladiatori ma sopratutto l'estrema prova di affrontare le belve che dei battitori andavano a cercare nelle foreste africane: leoni, ghepardi. Talvolta c'erano prigionieri di guerra o condannati cristiani, che venivano così gettati in pasto, per la più grande gioia degli spettatori. Questi giochi erano talmente in voga, che delle associazioni erano incaricate della loro organizzazione.

Le ville romane: Gli scavi hanno riportato alla luce una trentina di ville romane, che testimoniano dell' agiatezza della borghesia locale. Intorno a giardini circondati da gallerie a colonnati (peristilii), erano disposti i vani d'abitazione pavimentati con mosaici colorati di soggetto mitologico. Alcuni sono stati lasciati sul posto, altri sono esposti al museo.

ll museo possiede una notevole collezione di pavimenti in mosaico, provenienti da EI Jem e dalla sua regione. Sotto il peristilio della corte, si notano dei frammenti di sculture, delle iscrizioni su sarcofagi e qualche mosaico di cui uno rappresenta due Amori che inquadrano un pavone che fa la ruota. Nella sala, sotto la galleria, si può vedere il mosaico raffigurante Orfeo che incanta gli animali. La sala di fondo racchiude una grande composizione, il mosaico di Silene: un medaglione esagonale che mostra al centro Silene e Amore, e negli angoli delle scritture ornate con ceppi di vite. Altre scene rappresentano una processione dionisiaca, una tigre che assale due onagri (asini selvatici) ed un leone che divora un cinghiale.

El Jem possiede un clima mediterraneo, che si allinea a quello delle altre stazioni tunisine. la sua distanza di poco mno di 30 km dalla costa, consente a El-Djem di godere in estate del regime delle brezze, almeno nel corso del mpomeriggio e della sera. Le massime oscillano tra i 32-34 °C dell'interno in estate, ma con possibili punte di oltre 40 °C, mentre in inverno la colonnina del mercurio raggiunge di norma i 14-16 °C nei valori massimi con minime intorno ai 6-8 °C. Le piogge cadono sopratutto in autunno ed inverno con picchi vhe vanno da ottobre a marzo, ma al massimo con una quarantina di mm al mese. In estate sono comunque possibili brevi rovesci temporaleschi.

Per arrivare a El Jem si può scegliere uno dei due aeroprti più vicino alla città: a nord troviamo lo scalo di Monastir, mentre a sud si trova l'aeroporto di Sfax. El-Djem si trova inoltre a fianco del percorso della autostrada A1 (Trans Africa Highway) che collega al momento Tunisi con Gabes.
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 Pubblicato da - 11 Dicembre 2012 - Riproduzione vietata

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