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Le foto di cosa vedere e visitare a Isole Aran

Isole Aran, Irlanda: crociera attraverso l'arcipelago

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Allineate davanti alla baia di Galway come tra balene di pietra calcarea immobili sulla superficie dell’Atlantico, le Isole Aran sono una delle attrattive turistiche più importanti di tutta l’Irlanda. Senza la benefica presenza di questo frangiflutti naturale, la baia di Galway, dal cui porto partono regolarmente per tutto l’anno i traghetti diretti alle isole, sarebbe completamente allo scoperto ed in balia del mare, che da queste parti è spesso piuttosto agitato. Le tre isole, Inishmore (Inis Mòr), Inishmaan (Inis Meàin) e Inisheer (Inis Oìrr), sono abitate da tempo immemore e vantano parecchie testimonianze pre e paleo-cristiane; negli ultimi anni le Aran hanno attirato artisti, scrittori, filologi, antiquari e registi, con il celebre film di Robert Flaherty “L’uomo di Aran” del 1934 che fece conoscere le isole al grande pubblico internazionale.

Il nome dell’arcipelago deriva dal gaelico Oileàin Arann, anche se si può ipotizzare che le isole fossero abitate già in precedenza. Selvagge e profondamente “nordiche”, le isole Aran presentano scarsa vegetazione arborea ed un suolo brullo, che al versante sud-occidentale si spezza in una bastionata pressoché continua di scogliere. L’arcipelago conserva una quarantina di siti archeologici e costituisce un Gaeltacht dove la parlata irlandese è largamente dominante, con forma di musica e di artigianato strettamente legate alla tradizione. Il turismo che è giunto negli ultimi decenni ha migliorato di molto le condizioni di vita della popolazione, consentendo la totale accessibilità a servizi fondamentali come l’acqua corrente e l’elettricità, ma ha anche ridotto a folklore alcune aspetti tradizionali come le “currach”, imbarcazioni rivestite di tela catramata, ed i tipici sandali di cuoio grezzo. Tra i souvenir preferiti dai turisti vi sono invece i caratteristici maglioni di lana lavorati a mano secondo una dozzina di motivi base: gli Aran sweaters.

Con i suoi 42 chilometri quadrati di estensione, Inishmore è la maggiore, oltre che la più settentrionale, delle isole dell’arcipelago. Il piccolo capoluogo di Kilronan (Cill Rònàin) costituisce da sempre il principale approdo all’arcipelago; poco fuori dall’abitato, lo Ionad Arainn Aran Heritage Centre introduce alla storia ed alla natura del luogo. Attorno al villaggio, e un po’ in tutte le Aran, si incontrano con particolare frequenza quelle recinzioni regolari con bassi muri di pietra che sono una delle caratteristiche più conosciute del paesaggio atlantico irlandese. Il loro scopo principale è quello di preservare dal vento, carico di salsedine, i pochi appezzamenti di terra coltivabile, un tempo fertilizzati con impasti di alghe putrefatte. Circa 6 chilometri a nord-ovest di Kilronan, lungo la via che transita da Dùn Eochla, si incontra il villaggio di Kilmurvy (Cill Mhuirbhigh), la cui lunga spiaggia offre panorami davvero suggestivi verso il Connemara. Nelle vicinanze sorge Teampall Mhic Dhuach, un piccolo edificio di culto preromanico intitolato a san Colmàn Mac Duagh, mentre a poco più di un chilometro di distanza dall’abitato si affaccia a picco sull’oceano il magnifico forte Dùn Aonghasa, preceduto da un attrezzato Visitor Centre che introduce alla scoperta del luogo.

Inishmaan è l’intermedia tra le Aran, sia per l’estensione (9 km2), che per la posizione, trovandosi separata da Inishmore dal braccio d’oceano del Gregory’s Sound largo circa un miglio. L’isola è decisamente meno turistica della maggiore, ma conserva a sua volta alcuni resti archeologici d’interesse. Spiccano tra questi il castelliere ovoidale Dùn Chonchùir, restaurato ed intitolato a Conchùr, fratello di Aonghas, e l’oratorio in blocchi di pietra di Cill Cheanainn, situato lungo la costa orientale.
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Separata da Inishmaan dalle acque del Foul Sound, Inisheer è la terza e la più piccola (8 km2) delle Aran Island, facilmente raggiungibile in battello dalla costa del Burren. Tra le rovine storico-archeologiche presenti sull’isola sono di particolare rilievo una casa-torre degli O’Brien detta Dùn Firmina, costruita nel Quattrocento all’interno di un fortilizio molto più antico, e la piccola chiesa Teampall Chaomhàin, dedicata a san Kevin.

Il periodo migliore per visitare le Aran è senza dubbio l’estate, ed in particolare i mesi di luglio e agosto che sono quelli più caldi. Il clima è infatti oceanico o, come spesso lo si definisce in Italia, “britannico”, con la maggior parte delle giornate uggiose e piovose ed il cielo quasi sempre coperto da una spessa coltre di nubi. L’unico aspetto positivo del clima locale è la temperatura che, nemmeno tra dicembre e febbraio, scende al di sotto dei 4/5 gradi, con massime estive intorno ai 25 gradi. Trovandosi di fronte alla costa occidentale del paese, le Aran sono parzialmente soggette all’influenza esercitata dal mite influsso della Corrente del Golfo, che tende a rendere leggermente più piacevole il clima soprattutto in inverno.

Per recarsi alle Isole Aran si può utilizzare il battello (traghetti) o l’aeroplano. Nel primo caso le partenze si effettuano prevalentemente dal porto di Rossaveel, da cui il viaggio dura tra i 20 ed i 40 minuti, con l’alternativa di Doolin, servito da collegamenti meno frequenti. I voli partono invece dal piccolo Connemara Airport di Inveran e durano appena una decina di minuti. Una volta raggiunto il suolo delle Aran sarà assolutamente vietato muoversi con propri automezzi, privilegiando magari la bicicletta, mentre i collegamenti via mare tra le varie isole sono soggetti alle condizioni meteomarine.
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