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Sant'Oreste (Lazio): visita al borgo del Monte Soratte

Sant'Oreste, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sant’Oreste, comune laziale della provincia di Roma, s’adagia su un gran bel territorio la cui valenza naturalistica è nota: il borgo si trova infatti su una delle vette del Monte Soratte, per cui s’apre subito un importante capitolo riguardante la Valle del Tevere e la Riserva Naturale del Monte Soratte, comprensorio costituito da verdi pendici, pianure verdeggianti che brulicano di uliveti e un tessuto geologico in grado di essere solcato da sentieri turistici molto belli da percorrere in relazione a quanto si può scoprire sotto il profilo speleologico, floristico e faunistico.

Pensare che ci si trova ad appena 45 km dalla convulsa Capitale, eppure qui si respira tutt’altro clima, l’urbanizzazione non incalza, il caos resta fuori della porta e ogni rumore rievoca soltanto le dinamiche di una natura sovrastante e meravigliosa. Il paese è inserito in questo eccezionale contesto fin dal Medioevo, in un territorio in cui erano addensati un tempo monasteri e abbazie.

Storia

L’età moderna fu per Sant’Oreste propizia al fine di un’espansione complessiva dell’abitato con un sostanziale arricchimento architettonico verificatosi nel corso del Cinquecento. Il centro storico si riempì di edifici sia civici che religiosi, poi lo svincolo dal decaduto feudalesimo arrivò alla fine del ‘700. Si susseguirono da quel momento eventi del tutto positivi per il borgo, l’elezione a podesteria nel 1827 piuttosto che l’annessione al Regno d’Italia nel 1870 grazie alla quale vennero sbloccati necessari lavori pubblici quali la costruzione del nuovo cimitero, il Cisternone e l’asilo comunale.

Nel 1927 il comune venne accorpato alla provincia di Viterbo, ma soltanto nel 1941 si verificò il passaggio sotto l’amministrazione dell’hinterland di Roma. Per la sua strategica posizione sul Monte Soratte, Sant’Oreste venne occupato dalle truppe naziste durante la Seconda Guerra Mondiale per sfruttare le gallerie fatte costruire da Mussolini direttamente dentro la montagna e denominate “Officine protette del Duce”.

Cosa vedere a Sant'Oreste

Il sistema ipogeo fa parte oggi del Museo storico diffuso "Percorso della Memoria": tunnel, bunker e gallerie sono visitabili una volta a semestre e in tale occasione viene improntato un fine allestimento in cui entrano figuranti e veicoli bellici.

Abbiamo in sede di cenni storici accennato alla copiosa presenza di monasteri e abbazie. Ebbene, molti eremi sono per fortuna sopravvissuti al trascorrere del tempo, sicché molti di essi seguitano a essere frequentati come luoghi di culto cui portare rispetto. Tra questi spicca la Chiesa rupestre di Santa Romana, dove si dice abbia trovato rifugio la Santa e vissuto per fruire della vicinanza di papa Silvestro I, che la battezzò dopo un lungo periodo di preghiera e devozione. La chiesa è arcaica ma pregevole, custodisce una vasca in marmo, un interessante altare e un affresco seicentesco ritraente la giovane di Todi, omaggiata ogni anno il 23 febbraio da pellegrini che raggiungono l’edificio rigorosamente a piedi.

L’Eremo di San Silvestro è collocato proprio sulla sommità più alta del Soratte: dapprima elaborato complesso monastico, oggi permane solo grazie alla chiesa del XII secolo, dotata di presbiterio, altare maggiore e cripta, ricca di affreschi a soggetto sacro realizzati fra l’XI e il XIV secolo.

Vanno ancora menzionati gli eremi di San Sebastiano, Santa Lucia e Sant’Antonio, sulle cui alture dominanti s’eleva il Santuario di Santa Maria delle Grazie, frequentato in passato da numerosi ordini clericali e oggi famoso per opere di pregio come le tele ritraenti San Nonnoso e San Gregorio Magno, il cippo-tomba e la statua lignea di San Silvestro.

Il tessuto ecclesiastico prettamente ospitato da Sant’Oreste coinvolge invece edifici religiosi tout court. La Collegiata di San Lorenzo Martire, eretta nel 1568 su progetto del Vignola e volontà di Alessandro Farnese, si mostra con una facciata a due ordini, un campanile romanico risalente al XII secolo e un interno a navata unica coperta con volta a botte lungo la quale si alternano graziose cappelle e al fondo di cui trovano collocazione la pala d’altare settecentesca – che annovera il Martirio di San Lorenzo e la Madonna del Rosario – il pulpito ligneo cinquecentesco e un organo Bonifazi del ‘600 posto in controfacciata. Il centro storico pullula di altri luoghi di culto, le chiese di San Biagio, San Nicola, Santa Croce e l’Oratorio della Madonnella, mentre al di fuori campeggiano solitarie la Chiesa di Sant’Edisto e la Chiesa di Santa Maria Hospitalis.

Per inciso, si ritiene che il trittico di santi formato da San Nonnoso, Sant’Edisto e Santa Romana abbia una valenza addirittura mistica in quanto a tutti loro vengono attribuiti miracoli determinanti per la storia locale. Entro il dedalo di piazze cittadine s’incastonano sinuosamente Palazzo Caccia e Palazzo Rosati, insieme alla Porta San Silvestro, Porta Santa Maria e Porta Sant’Edisto.

Eventi, feste e manifestazioni

L’aura mistica, il folclore e la tradizione si mischiano e fondono dando luogo a manifestazioni di evidente richiamo e lauta partecipazione popolare. Sono tante e tutte riflettono a modo loro una condotta collettiva rosea e celebrante: nella lista rientrano la Festa di Sant’Antonio il 17 gennaio, la Festa di Santa Romana il 23 febbraio, la Festa della Montagna la seconda domenica post Pasqua e la Madonna di Maggio l’ultima domenica del mese. E’ questa una ricorrenza molto suggestiva, risalente al 1814, che conta una processione per le vie del paese collateralmente all’accensione sul Monte Soratte di mille fasci di canne, uno scenario davvero coinvolgente che ha il suo culmine nello spettacolo pirotecnico.

L’estate si ravviva con la Festa dei Cacciatori a luglio, il Festival della Montagna Sacra ad agosto, la Veglia delle Stelle il 10 del mese, Vicoli in Festa il 12, 13 e 14, la Festa della Madonna Assunta il 14, la Festa dei Giovani il penultimo fine settimana di agosto e il Giro delle Fonti l’ultimo sabato del mese.

Ecco poi a settembre la Festa di San Nonnoso, la Festa di Sant’Edisto a ottobre e il Tempo delle Olive fra novembre e dicembre. In pieno periodo natalizio imperversano stand, mercatini e presepi nel corso di Vicoli d’Inverno. Appuntamenti culinari imperdibili coincidono con la Sagra degli asparagi selvatici del Monte Soratte fra aprile e maggio e la Sagra degli gnocchi al sugo di pecora fra giugno e luglio. Il bagaglio enogastronomico di Sant’Oreste si rivela folto e coinvolge in verità tutto il territorio circostante, tant’è che i tre prodotti principe di questa zona sono l’Olio, il Miele e il Formaggio del Soratte.

Da segnalare infine la presenza a Sant’Oreste del Outlet Village Soratte, complesso di ca. 40 negozi specializzati in abbigliamento posto in costante saldo per attrarre all’acquisto giovani e famiglie intenzionati a rifarsi il guardaroba spendendo cifre assolutamente abbordabili.

Come arrivare

Sant’Oreste è raggiungibile da Roma percorrendo in automobile per 50 km circa la via Flaminia; la stazione ferroviaria è in paese e offre collegamenti bus Cotral per comuni limitrofi e vicine località; Roma Fiumicino è l’aeroporto di riferimento.

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