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Bitonto (Puglia): la Cattedrale e la visita al centro storico

Bitonto, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Prima ancora che città d’arte, di storia e blasone antico, Bitonto è uno dei più importanti panieri enogastronomici della Puglia allocati nella provincia di Bari. La si conosce per i suoi estesi uliveti (da qui una produzione olearia di somma sostanza), le caratteristiche cime autoctone e i lampascioni, una coltura in verità diffusa in tutto il territorio delle Murge. Se a questi squisiti tasselli si unisce la delizia di una cucina che coniuga bontà quali la focaccia di patate, il bocconotto e le cartellate, allora avvertiamo un senso di appagamento totale e perdurante.

Includente il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e l’oasi naturalistica di Lama Balice, il territorio comunale arriva sin quasi a ridosso del Mar Adriatico, non raggiungendolo per soli 2 chilometri. Bitonto occupa una posizione che riassume i biotopi principali della macchia mediterranea entro una varietà notevole di altalenanze geografiche che spaziano dalle medie elevazioni delle Murge alle arie marine, dalla pianura ai pianori.

Storia ed origine del nome

Il luogo è quindi prospero, come d’altronde indicato chiaramente dall’arcaico nome, Botuntum, che alluderebbe anche alla fisionomia di “città sotto la quale scorre l’acqua”. Analizzando l’etimologia dal punto di vista storico, ci accorgiamo di come Bitonto possa derivare da Botone, ovvero il re illirico al quale viene imputata la fondazione del borgo citato a più riprese su coni greci afferibili alla moneta circolante. Fu facile l’affermazione piena al tempo della venuta romana, quando Bitonto si guadagnò il titolo di Municipium prima della dissoluzione dell’Impero Romano d’Occidente e il silente assorbimento in quello d’Oriente sotto la guida di Bisanzio, da cui Bitonto cercò immediatamente di affrancarsi insieme ad altre realtà urbane.

Ci riuscì in occasione del dominio normanno, una vera e propria manna dal cielo corroborante che permise al paese un’espansione nonché un potenziamento sensibile delle proprie risorse, delle mura difensive e dell’economia in generale. Qui a Bitonto si consumò il lento ma inesorabile declino del regno di Federico II, scomunicato da papa Gregorio IX per essersi accordato con gli alti comandi musulmani nel corso dell’ennesima crociata in Terra Santa. Il commercio s’intensificò con il subentro degli Angioini e la sequela di proprietari feudali, dai Ventimiglia agli Orsini, dagli Acquaviva d’Aragona ai Cordova. La fioritura culturale arrivò all’inizio del Seicento, quindi in quell’età moderna tempo dei moti insurrezionali e dell’ormai celebre Battaglia di Bitonto, che il 25 maggio 1734 sancì la vittoria dell’esercito borbone sugli Austriaci.

Cosa vedere nel centro storico di Bitonto

A ricordare l’evento c’è oggi l’obelisco Carolino (molto diverso dalla Guglia dell’Immacolata che ricorda il miracolo durante il terremoto del 1731) fatto erigere da Carlo III di Borbone, ma la memoria viene maggiormente sollecitata dal suggestivo Corteo storico della Battaglia di Bitonto che si tiene tutti gli anni nella cittadina da fine maggio a inizio giugno. È uno spettacolo capace di esaltare ma allo tempo essere esaltato da uno sfondo che contempla edifici e chiese facenti parte integrante di un’architettura in grado di avallare appieno il concetto di bellezza svincolata da qualunque pregiudizio estetico. Prendiamo la decana Concattedrale alias Duomo di Bitonto intitolato a San Valentino, una struttura ecclesiastica stupefacente la cui imponenza costruttiva è l’etichetta del suo periodo di erezione, il XII secolo. Tutti i quattro lati presentano motivi artistici pregevoli, e soprattutto la facciata si mostra coraggiosa nel suo impianto a tre lesene, tre portali e quattro bifore che conferiscono un’austera simmetria ma non una precisa geometria degli elementi, tema per il quale differisce da altri esemplari di simile paternità. L’interno, coperto con soffitto a capriate lignee, soddisfa qualunque aspettativa nutra l’avventore e vi sono conservate le statue di Maria Santissima Addolorata e Maria Santissima Immacolata, manufatti di abile fattura.

Nel punto più elevato dell’abitato sorge la Chiesa di San Francesco d’Assisi, affacciata su Piazza Minerva dal 1283. Ricalca lo stile romanico come il curioso campanile a cupola piramidale che imita la forma di un bulbo. In Piazza Cavour è prospiciente la seicentesca Chiesa di San Gaetano, il primo monumento barocco di stampo religioso che andiamo a incontrare nel centro storico. L’unica navata termina nei tre absidi che accolgono la presenza di un massiccio altare in pietra leccese, poi al centro dell’arredo spicca la tela con la Nascita della Vergine, un’opera che beneficia di un’ottima compagnia dati i tanti affreschi sacri disseminati per l’ambiente ecclesiale, immagini di Santi e scene ecumeniche.

Tra i luoghi di culto si annoverano poi la Chiesa del Crocifisso di fine Seicento a pianta greca con cicli dipinti riferibili a vicende del Vecchio Testamento, la Chiesa del Purgatorio consacrata nel 1688 insieme al prezioso reliquario, la Chiesa di San Domenico che sfoggia due cappelle di distinto valore artistico e la Chiesa di Santa Maria del Popolo fiancheggiata da un monastero ora sede del Liceo Classico e Linguistico “Carmine Sylos”. L’Abbazia di San Leone e la Basilica dei Santi Medici rappresentano l’antico e il moderno coesistenti a Bitonto, l’una risalente al 1148, l’altra al 1960: nel mezzo tempesta la superficie cittadina uno stuolo di luoghi di culto per il quale non basterebbe una giornata di visita, ma probabilmente nemmeno una settimana. Al turismo lento si confanno edifici sacri rupestri come la Chiesa della Madonna di Costantinopoli o la Chiesa di Sant’Aneta e, ancora, la Chiesa di Santa Croce e la Chiesa dell’Annunziata, tutte costruite intorno al X secolo, tutte incarnanti lo spirito vetusto del nucleo urbano.

Il sipario dell’architettura si è appena alzato, poiché Bitonto non si esaurisce nelle sue chiese, anzi risalta nelle mura e nella postura fiera dei suoi palazzi, per esempio il rinascimentale Palazzo Vulpano-Sylos, residenza nobiliare nominata a ragione monumento nazionale, splendido per l’articolato loggiato, il portale d’estrazione tardo-gotica aragonese, le decorazioni e i bassorilievi. Altra residenza signorile corrisponde a Palazzo Sylos-Calò, odierna sede della Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria DeVanna”, una fornitissima pinacoteca costantemente visitata e apprezzata. Al medesimo periodo s’ascrive l’appartenenza di Palazzo De Ferraris-Regna, Palazzo Sylos-Sersale, Villa Sylos e Palazzo De Lerma, mentre un esempio di teatro all’italiana si riscontra nella monumentalità del Teatro Traetta, edificato nella prima metà dell’Ottocento, rimasto poi chiuso per ca. cinquant’anni e definitivamente riaperto nel 2005.

La struttura si trova nelle immediate vicinanze delle mura urbiche, parte fondamentale di un sistema difensivo di cui oggi rimangono ben in vista il Torrione Angioino del XIV secolo, le torri campestri (Torre Spoto e Torre Carriere sono fra queste, utilizzate al tempo a scopo di avvistamento e difesa). L’ingresso al cuore di Bitonto è assicurato da scenografiche entrate che rispondono ai nomi di Porta Baresana con l’orologio novecentesco sovrastato dalla statua dell’Immacolata che risalta specialmente nelle giornate di sole e cielo terso, e Porta La Maja, che accoglie la vestigia statuaria della Madonna del Carmine.

Il mare di Bitonto

Pur trovandosi all'interno Bitonto può essere un buon punto d'appoggio per chi vuole fare una vacanza di mare in Puglia sulla costa tra Bari e Giovinazzo. Il centro dista poco più di 7 km in linea d'aria dalla costa. Ci sono tratti rocciosi e qualche spiaggia servita da stabilmenti balneari in direzione est, presso la località di Le Macchie, Santo Spirito (zona di Bari) e presso San Matteo in direzione ovest, poco prima di raggiungere Giovinazzo.

Bitonto è stata più volte immortalata dal cinema, che ne ha ritratto alcuni scorci durante diverse riprese: si ricordano la pellicola di Sergio RubiniL’amore ritorna” girata nel 2004 e la fiction “Ama il tuo nemico 2”, interpretata nel 2001 dall’attrice Bianca Guaccero, nata proprio a Bitonto.

Come arrivare a Bitonto

Il casello di Bitonto si trova lungo l’Autostrada A14 Bologna – Taranto; la stazione si trova sulla linea ferroviaria Bari – Barletta; la cittadina è servita dalle autolinee STP Bari; l’aeroporto di Bari è quello di riferimento.

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