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Gonnesa: storia di un villaggio del sud in riva al mare

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Gonnesa è un piccolo paese di recente sviluppo, ma di antiche origini. Esso sorge ai piedi di un gruppo collinare nella gola di Gutturu Mannu. Il suo nome è stato modificato nel corso dei secoli. Il primo termine usato per definire Gonnesa è stato Connesium, sostituito poi da Connese e Connesa, fino ad arrivare a Gonnesa Il significato attribuitogli è luogo situato tra i colli.

Gonnesa è il centro di un'ampia zona di importanza storica, economica e archeologica La presenza di antichi stanziamenti umani, risalenti al prenuragico ed al nuragico, sono testimoniati dalle numerose Domus de Janas presenti nella zona di Murru Mei. In questa località si trovano ben dieci nuraghi con i rispettivi villaggi. Il più grande è quello di Seruci che vanta più di cento capanne, una torre centrale e una tomba dei giganti per la sepoltura comune

Le vicende storiche successive sono molto frammentarie. Le uniche testimonianze riguardano il basso medioevo. Infatti, alcune citazioni datate 1218 descrivono Gonnesa come un piccolo centro rurale sotto la proprietà del giudice. Fino al 1257, il piccolo borgo appartenne al Giudicato di Cagliari. Fu poi proprietà dei Donoratico della Gherardesca, dei Pisani e degli Aragonesi. Nel 1421, quando si costituì la contea di Flumini Major, Gonnesa era spopolata. La storia tra il XV secolo e il 1774 è priva di testimonianze. AI 25 maggio 1774 risale l'atto di vassallaggio stipulato da Don Gavino Asquer, con 15 capi famiglia provenienti da diverse parti della Sardegna. Esso è il più importante e antico documento storico di Gonnesa. L'originale in spagnolo si trova presso l'Archivio di Stato a Cagliari, mentre nell'archivio storico del comune è conservata una copia in italiano. Fino alla seconda metà del XIX secolo le attività produttive di Gonnesa ricalcavano l'economia agro-pastorale e la pesca In quest'ultimo settore, importante fu la pesca del tonno nella Vicina Tonnara di Portopaglia. Fondata nel 1615, fu abbandonata completamente nel 1960

Attorno al 1850 Gonnesa perse le sembianze di centro rurale ed agricolo per trasformarsi in borgo minerario. I rilievi di Monte San Giovanni, Seddas Moddizzis e Monte Onixeddu racchiudevano e tuttora racchiudono giacimenti metalliferi Nel 1869, l'Ingegnere Anselmo Roux; il cui monumento domina il cimitero cittadino, mentre costruiva un collegamento ferroviario tra Monteponi e Portovesme, si accorse delle grosse potenzialità del sottosuolo gonnesino Fu così che egli, constatate le ottime qualità del carbone Sulcis, iniziò la ricerca divenendo a fine secolo, una fonte energetica di importanza nazionale. Allo sviluppo industriale di inizio secolo corrispose l'incremento demografico e la formazione del sotto proletariato, costretto a sopportare le disagiate condizioni di vita, imposte da orari di lavoro logoranti e da salari bassissimi. Fu proprio questa intollerante situazione che fece scrivere a Gonnesa e ai suoi cittadini forse la pagina più drammatica della sua storia Il 20 e il 21 maggio 1906, la Gonnesa operaia insorse contro il caroviveri e il padronato minerario. La protesta per umane condizioni di vita si concluse tragicamente in uno scontro tra i rivoltosi e le forze dell'ordine che costò il sacrificio della vita di Federica Pilloni, Angelo Puddu e Giovanni Pili.
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Durante la prima guerra mondiale le miniere divennero stabilimenti di guerra ed ebbero un ruolo importante nella produzione bellica. In seguito le miniere subirono anch'esse il tracollo economico generale datato 1929-1933 Nel 1937 fu aperta la miniera di Nuraxi Figus. Durante il fascismo la politica prettamente autarchica impose la ripresa dell'industria estrattiva. Gli anni che precedettero la seconda guerra mondiale videro concretizzarsi una lieve ripresa Nel secondo dopoguerra la crisi della miniere raggiunse l'apice costringendo buona parte della popolazione ad emigrare Questo fu dovuto soprattutto alla riapertura dei mercati dopo l'isolamento dell'autarchia fascista, che significava confrontarsi con prezzi più bassi, con un conseguente licenziamento di molti operai (1946-1958). Questi sono gli anni delle grandi battaglie politiche di Gonnesa e del Sulcis in genere, con le quali si tenterà invano di salvare le miniere di carbone. Delle molte miniere si è riusciti a tenere in vita solo Seruci e Nuraxi Figus, oggi collegate e gestite dal 1976 dalla Carbosulcis.

Oggi Gonnesa offre ai suoi ospiti, la possibilità di ritrovare suoni, colori, profumi e sapori di una terra antica come la Sardegna, guidando i suoi visitatori tra le miniere segnate dal tempo, sulle orme della propria storia, così importante ed affascinante per essere dimenticata, e accompagnando i suoi ospiti nei sentieri tracciati dall'azzurro del suo mare, perdendosi tra i sinuosi seni delle sue colline.

Fonte: Comune di Gonnesa / H. Cabiddu
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